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Accadde Oggi – 4 aprile 1975: Microsoft compie 50 anni, da Ms-Dos all’IA, la storia di una rivoluzione tecnologica

Cinquant’anni fa, Bill Gates e Paul Allen fondarono Microsoft, rivoluzionando il mondo dell’informatica. Da un piccolo linguaggio Basic per l’Altair 8800, all’azienda che oggi guida l’innovazione tecnologica globale con AI, cloud e chip quantistici. Ecco la sua storia

Accadde Oggi – 4 aprile 1975: Microsoft compie 50 anni, da Ms-Dos all’IA, la storia di una rivoluzione tecnologica

Il 4 aprile 1975, ad Albuquerque, due giovani visionari, Bill Gates e Paul Allen, fondarono quella che sarebbe diventata una delle aziende tecnologiche più influenti del pianeta: Microsoft. Il loro obiettivo era tanto semplice quanto ambizioso: rendere i computer accessibili a tutti. All’epoca, i computer erano ingombranti, costosi e riservati a laboratori e grandi aziende. Gates e Allen sognavano di trasformarli in strumenti alla portata di chiunque, non solo degli esperti.

L’intuizione nacque da Paul Allen, che leggendo un articolo su Popular Electronics dedicato al microcomputer Altair 8800, capì che il mondo dell’informatica stava per cambiare radicalmente. Insieme a Gates, si mise subito al lavoro per sviluppare un linguaggio di programmazione che potesse supportare questa nuova macchina. Così nacque Microsoft Basic, il primo passo verso la creazione di un’azienda destinata a riscrivere la storia della tecnologia. Da quel momento, iniziò un’ascesa inarrestabile.

Oggi, cinquant’anni dopo, Microsoft è una delle multinazionali più potenti e influenti al mondo. Con sede a Redmond, nello stato di Washington, impiega oltre 220mila persone in più di 190 paesi. La sua capitalizzazione di mercato, che al 2 aprile 2025 supera i 2,84 trilioni di dollari, la rende la seconda azienda più grande al mondo, subito dopo Apple. I suoi prodotti e servizi – da Windows alla suite Office, dal cloud Azure ai dispositivi Surface e alla console Xbox – sono presenti su miliardi di dispositivi in tutto il pianeta.

Per mantenere la sua posizione di leader negli ultimi anni, l’azienda sta puntando fortemente sull’intelligenza artificiale. L’investimento multimiliardario in OpenAI – l’azienda dietro ChatGPT – sta ridisegnando il futuro della tecnologia. Ma come è arrivata fin qui? Ecco la sua storia.

Curiosità: Il nome Microsoft nasce dalla fusione di Microcomputer e Software, un’idea di Paul Allen. In origine scritto come Micro-Soft, il trattino venne eliminato nel 1981, ma il nome rimase invariato.

I primi passi: il linguaggio che parlava ai computer

Nel 1975, Microsoft – all’epoca ancora Micro-Soft – fece la sua prima grande mossa, sviluppando una versione del linguaggio di programmazione Basic per il microcomputer Altair 8800, prodotto dalla Micro Instrumentation and Telemetry Systems (Mits). Bill Gates e Paul Allen riuscirono a dimostrare che il loro software era perfettamente compatibile con il dispositivo, dando vita a una collaborazione che segnò l’inizio della storia di Microsoft.

Quando il Basic funzionò correttamente sull’Altair, la Mits decise di distribuirlo, segnando il primo grande successo della neonata azienda. Da quel momento, Gates e Allen iniziarono a lavorare a tempo pieno sulla loro visione: sviluppare software che avrebbe reso i computer accessibili a tutti.

Il mondo dell’informatica evolveva rapidamente e Microsoft si affermò presto come una realtà in crescita. Nel 1976, Paul Allen lasciò definitivamente il suo lavoro a Boston per dedicarsi all’azienda, mentre Bill Gates abbandonò Harvard (ottenendo una laurea Honoris causa successivamente) per inseguire il sogno di costruire un impero basato sul software.

Curiosità: Nei primi anni, Gates e Allen lavoravano senza sosta nel loro piccolo primo ufficio di Albuquerque, alimentandosi quasi esclusivamente di pizza e Coca-Cola. Si racconta che questo stile di vita da programmatori fosse la loro unica fonte di energia durante le lunghe notti di sviluppo.

Il colpo di genio: Ms-Dos e l’alleanza con Ibm

Nel 1980, Microsoft fece una scelta strategica che avrebbe cambiato per sempre il suo destino. IBM, il gigante dell’informatica, cercava un sistema operativo per il suo primo personal computer e si rivolse a Microsoft. Da questa collaborazione nacque MS-DOS, il software che rivoluzionò l’intera industria.

L’intuizione vincente di Microsoft fu quella di non concedere l’esclusiva a IBM, mantenendo il diritto di vendere MS-DOS anche ad altri produttori. Questa mossa permise al sistema operativo di diffondersi rapidamente, trasformandolo nello standard per i PC dell’epoca.

Nel frattempo, l’azienda iniziava la sua espansione globale. Sempre nel 1980, aprì il suo primo ufficio internazionale in Giappone, con il nome di Ascii Microsoft, che in seguito sarebbe diventato Microsoft Giappone.

Nel 1982, Microsoft trasferì il suo quartier generale a Bellevue, Washington, consolidando la propria crescita. L’espansione continuò rapidamente con l’apertura di sedi in tutto il mondo. In Italia, l’azienda è presente dal 1985, con una sede a Milano (oggi la Microsoft House) e un’altra a Roma, nel quartiere Eur. Oggi, Microsoft Italia conta circa 860 dipendenti.

Un altro passo fondamentale arrivò nel 1983, quando Microsoft introdusse il mouse come strumento di interazione con il computer, cambiando per sempre il modo in cui gli utenti utilizzavano la tecnologia.

Curiosità: Ms-Dos nacque dall’acquisto dei diritti di un altro sistema operativo, Qdos. Microsoft lo perfezionò e lo adattò alle proprie esigenze, riuscendo così a entrare nel mercato con un prodotto già pronto all’uso. Una mossa strategica che si rivelò vincente, ma che negli anni gli costò una causa legale.

L’era di Windows e il successo globale

Nel 1985, Microsoft lanciò Windows 1.0, introducendo l’interfaccia grafica sui personal computer e cambiando per sempre il modo in cui le persone interagivano con la tecnologia. I primi anni furono difficili, ma nel 1990 arrivò Windows 3.0, che segnò l’inizio di un successo straordinario. Il vero punto di svolta, però, fu il 1995, con il lancio di Windows 95, il sistema operativo che consolidò definitivamente la supremazia di Microsoft nel mercato globale.

Windows 95 rivoluzionò l’esperienza utente con il menu Start e la barra delle applicazioni, diventando un’icona della tecnologia moderna. Il pubblico rispose con entusiasmo: in un solo anno, vennero vendute oltre 40 milioni di copie, un risultato che rafforzò il dominio di Microsoft. Parallelamente, l’azienda continuava a espandersi nel settore delle applicazioni, con Microsoft Office (lanciato nel 1989) che divenne rapidamente lo standard per il mondo aziendale.

Nel 1998, Microsoft rilasciò Windows 98, un altro successo che consolidò ulteriormente il suo predominio. La diffusione globale dei suoi sistemi operativi permise all’azienda di imporre i propri formati come standard nel settore informatico.

Ma non si trattava solo di sistemi operativi: già nel 1987, Microsoft aveva compiuto un’importante acquisizione, acquistando Forethought Inc., la società dietro PowerPoint, che sarebbe diventato uno degli strumenti di presentazione più utilizzati al mondo.

L’espansione fu inarrestabile: i prodotti Microsoft vennero tradotti in 13 lingue, tra cui arabo, cinese, ebraico, giapponese e coreano. Windows 3.0 dominò il mercato, vendendo oltre 4 milioni di copie nel primo anno e 6 milioni nel secondo. Al suo 15° anniversario, Microsoft divenne la prima azienda di software per PC a superare il miliardo di dollari di vendite annuali.

Nel 1994, durante il COMDEX, Bill Gates pronunciò una frase che sarebbe diventata storica:
L’informazione sulla punta delle dita.” Intanto, Microsoft rafforzava la sua presenza globale: riorganizzò le operazioni internazionali, suddividendo l’Europa in tre regioni e il resto del mondo in quattro, mentre il numero di impiegati all’estero salì a 2.866.

Curiosità: Il lancio di Windows 95 fu accompagnato da una campagna pubblicitaria da 300 milioni di dollari, con la celebre colonna sonora “Start Me Up” dei Rolling Stones, che divenne immediatamente un inno dell’era digitale.

L’avvento di internet e la sfida dei browser

Negli anni ’90, Microsoft si trovò di fronte a una nuova rivoluzione tecnologica: Internet. Nel 1995, per rispondere alla crescente popolarità della rete, lanciò Internet Explorer, sfidando Netscape e riuscendo a imporsi come il browser più utilizzato, grazie anche alla sua integrazione diretta in Windows. Una strategia vincente, ma non priva di conseguenze: le autorità antitrust e i concorrenti accusarono Microsoft di abuso di posizione dominante. Sebbene l’azienda riuscì a evitare lo smembramento, il lungo processo segnò un momento di difficoltà e lasciò spazio a nuovi protagonisti, come Apple e Google, che negli anni successivi avrebbero ridefinito l’innovazione tecnologica.

Nonostante le controversie legali, Microsoft continuò a espandersi e a innovare. Nel 2001, fece il suo ingresso nel mondo del gaming con la Xbox e tentò anche la strada della telefonia mobile con Windows Phone, che però si rivelò un flop.

Le strategie commerciali aggressive dell’azienda finirono più volte sotto accusa. Alcuni documenti interni, noti come “Halloween Documents” (1998), rivelarono la sua strategia per contrastare il software Open Source e gli standard aperti come l’Open Document Format, suscitando forti critiche da parte della comunità tecnologica.

Il 2001 è un altro anno di svolta: è l’anno del lancio di Windows XP, uno dei suoi sistemi operativi più longevi e apprezzati, che unificò le principali linee di Windows sotto un’unica base di codice. Ma il 2001 è anche l’anno che segna l’ingresso della società nel settore delle console per videogiochi, sfidando giganti come Sony e Nintendo, con l’uscita della prima Xbox.

Il 27 giugno 2008, un altro capitolo importante della storia di Microsoft si chiuse: Bill Gates lasciò la carica di Chief Software Architect, pur rimanendo presidente onorario e consulente strategico. A prendere il suo posto fu Steve Ballmer, già CEO dell’azienda dal 2000, che guidò Microsoft in una fase di transizione complessa.

Curiosità: La prima Xbox avrebbe dovuto chiamarsi “DirectX Box”, in omaggio alle API DirectX usate nei videogiochi. Il nome fu, però, abbreviato per renderlo più accattivante e commerciale.

Il ritorno da protagonista, acquisizioni e focus su cloud

Dopo anni di dominio incontrastato, Microsoft ha dovuto affrontare una fase di transizione complessa. L’ascesa di altre big tech, in particolare Google con il suo browser Chrome, ha segnato la fine dell’era di Internet Explorer, che nel 2022 è stato ufficialmente dismesso. Ma Microsoft non si è mai tirata indietro di fronte alle sfide.

Per rafforzare la sua posizione in diversi settori, ha puntato su acquisizioni strategiche di grande impatto. Nel 2011 ha acquistato Skype per 8,5 miliardi di dollari (che a maggio 2025 verrà sostituito da Teams), nel 2016 ha rilevato LinkedIn per 26,2 miliardi, nel 2018 ha acquisito GitHub – la piattaforma di riferimento per gli sviluppatori – per 7,5 miliardi, e nel 2023 ha completato l’acquisizione di Activision Blizzard per 75,2 miliardi, entrando con forza nell’industria del gaming. Alcune di queste mosse sono state rischiose, ma hanno contribuito a rendere Microsoft un’azienda ancora più solida e diversificata.

La vera svolta, però, è arrivata nel 2014 con l’arrivo di Satya Nadella come CEO. Nadella ha compreso che il futuro dell’azienda non poteva più basarsi solo su sistemi operativi e software tradizionale, ma doveva concentrarsi sui servizi cloud. Così, Microsoft ha puntato tutto su Azure, la sua piattaforma cloud, che in pochi anni è diventata uno dei pilastri del settore, in grado di competere direttamente con Amazon Web Services e Google Cloud.

Curiosità: Microsoft non è solo un gigante nel mondo del software e dei servizi cloud, ma possiede anche una delle più grandi collezioni di hardware storico, inclusi tutti i suoi dispositivi e software dal 1975 a oggi.

Microsoft oggi: tra IA e computer quantistici

Sotto la guida di Satya Nadella, Microsoft non si è limitata a consolidare la sua leadership nel cloud, ma ha accelerato anche nel campo dell’intelligenza artificiale. La collaborazione con OpenAI ha portato all’integrazione delle tecnologie AI nei suoi prodotti, dando vita a Copilot, un assistente intelligente capace di supportare gli utenti in Microsoft 365, suggerendo testi, analizzando dati e automatizzando attività ripetitive. L’azienda è così passata da un modello basato sulla vendita di software a un ecosistema di servizi digitali in costante evoluzione.

Ma il futuro di Microsoft non è solo nell’IA. Recentemente, ha presentato Majorana, un chip per computer quantistici, il cui nome rende omaggio al fisico italiano Ettore Majorana, che promette una nuova rivoluzione informatica: “Il nostro successo dipende dal modo in cui sfruttiamo l’intelligenza artificiale per amplificare i risultati umani e creare un cambiamento positivo per la società. Le innovazioni di oggi definiranno i prossimi cinquant’anni”, ha scritto l’azienda.

Per celebrare i 50° di attività, Microsoft ha organizzato un evento speciale nel suo campus, un’occasione per ripercorrere la sua storia e condividere la sua visione per il futuro dell’AI, con aggiornamenti su Copilot e le altre innovazioni in arrivo.

Oggi, Microsoft è una delle aziende più influenti al mondo, con una capitalizzazione di mercato che supera i 2,84 trilioni di dollari. Ma la sua storia è tutt’altro che conclusa. Con il continuo sviluppo dell’intelligenza artificiale, l’espansione nel gaming e la ricerca nella computazione quantistica, Microsoft è pronta a dominare il futuro, proprio come ha fatto negli ultimi cinquant’anni.

Da una piccola startup nata in un garage a una delle big tech più potenti del pianeta: la storia di Microsoft è la storia dell’evoluzione dell’informatica. E il futuro? Con IA e quantum computing all’orizzonte, sembra che Microsoft non abbia alcuna intenzione di rallentare. Se i primi 50 anni sono stati rivoluzionari, i prossimi potrebbero cambiare il mondo ancora più profondamente.

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