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Borse, la sfiducia in Trump più ancora dei dazi ha portato alla giornata più buia dalla pandemia. Oggi si spera in Powell

I dazi di Trump innescano una disfatta da 2,5 trilioni di dollari a Wall Street. Trump dice che poi sarà tutto fantastico. Per Tokyo altra giornata nera, la Cina è chiusa. Le borse europee sono viste aprire in calo contenuto. Occhi a Unicredit e Generali

Borse, la sfiducia in Trump più ancora dei dazi ha portato alla giornata più buia dalla pandemia. Oggi si spera in Powell

Il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, non vede l’ora di tenere il suo discorso sull’economia più tardi oggi. E gli investitori di ascoltarlo per avere un minimo di lumi. I mercati sono sconcertati non solo e non tanto dalla potenza dei dazi di Trump, quanto dal fatto che un presidente degli Stati Uniti abbia avviato una guerra commerciale contro alleati e avversari senza un obiettivo chiaro se non, apparentemente, quello di estorcere denaro o favori, senza valutare che cosa ciò possa comportare alle economie e agli equilibri mondiali. E ancora devono arrivare le misure di ritorsione da parte degli altri paesi. Gli investitori, in preda alla paura e alla sfiducia, hanno abbandonato i parterre azionari ieri in quella che è stata la giornata peggiore dallo scoppio della pandemia nel 2020 e i crescenti timori per una recessione globale li hanno spinti a cercar rifugio in obbligazioni e yen.

La società di rating Fitch ha avvertito che i dazi sono stati un “punto di svolta” per l’economia globale, con i dazi che minacciano nel complesso di abbattere la crescita economica statunitense di 2 punti percentuali quest’anno e di aumentare l’inflazione di quasi il 5%, secondo UBS. I dazi “rappresentano chiaramente un rischio significativo per le prospettive globali in un periodo di crescita lenta” ha detto la direttrice generale del Fondo Monetario Internazionale Kristalina Georgieva in un comunicato stampa.

La risposta dei mercati finanziari ai dazi “era attesa”, ha detto Trump a bordo dell’Air Force One, secondo quanto riporta Bloomberg. Ora “lasciamo che si stabilizzino. Il paziente era molto malato. L’economia aveva molti problemi ma è stata oggetto di un’operazione. Ci sarà il boom dell’economia e sarà fantastico. Arriveranno migliaia di miliardi”, ha previsto The Donald, dicendosi comunque disposto a trattare sui dazi se i Paesi “offrissero qualcosa di fenomenale” e annunciando che i dazi sul settore farmaceutico e i chip inizieranno presto. Il ministro al Commercio, Howard Lutnick, ha assicurato che questa volta il tycoon “non farà marcia indietro”, mentre il segretario al Tesoro, Scott Bessent, ha avvertito ogni Paese “di non reagire. State calmi, vediamo come va. Perché se reagirete, ci sarà un’escalation”.

Nel pomeriggio è attesso il dato chiave sul mercato del lavoro Usa che potrebbe già mostrare in che condizioni è l’economia Usa. La Fed sarà presa tra un rialzo quasi certo nei prezzi al consumo e il rischio crescente di recessione.

I cali potrebbero continuare anche oggi. Dopo il profondo calo di Wall Street, non si vedono segnali di tregue in Asia, mentre prosegue anche il calo del prezzo del petrolio. Si allontana dai massimi storici l’oro. Sempre più debole il dollaro. Ora i future di Wall Street indicano un calo di circa lo 0,7%, mentre i future sulle azioni europee sono in calo dello 0,6%.

Wall Street: il giorno più buio dai tempi della pandemia. Persi 2,5 trilioni di valore

Le azioni statunitensi ieri sono crollate al livello più basso dai tempi più bui della pandemia, cancellando 2,5 trilioni di dollari di valore dopo l’annuncio dei drastici nuovi dazi commerciali di Trump. L’ indice S&P 500 è sceso del 4,8%, il suo calo più grande da giugno 2020, per entrare di nuovo in una correzione tecnica dopo una brutale disfatta globale nei mercati da Tokyo a Londra. L’indice Nasdaq 100 ha perso il 5,4%, il suo giorno peggiore da settembre 2022, guidato dalla perdita del 9% di Apple. Proprio Apple è l’esempio di ciò che sta succedendo: le sue catene di fornitura sono profondamente radicate in Asia, dove le tariffe ora variano dal 24% al 54%. Anche se potesse spostare parte della sua produzione negli Stati Uniti, una richiesta non da poco, gli iPhone risultanti costerebbero multipli di quanto costano ora. Gli elevati margini di profitto di Apple mostrano che è in grado di assorbire meglio di altri parte dell’impatto tariffario nel breve termine, ma sono proprio quei margini a giustificare il prezzo stratosferico delle azioni.
Rosenblatt Securities afferma che Apple deve aumentare il prezzo dell’iPhone del 43% per coprire i dazi. Anche Nvidia Corp. e Tesla Inc. sono entrambe crollate. Tutto, dai produttori di sneaker all’abbigliamento, è crollato dopo che Trump ha introdotto nuovi dazi su paesi manifatturieri cruciali tra cui Vietnam e Indonesia. Nike Inc. è scivolata del 14%. Anche Lululemon Athletica Inc. , Abercrombie & Fitch Co. e Gap Inc. sono scese. Le case automobilistiche General Motors Co. e Ford Motor Co. sono entrambe scese.

Come hanno notato gli analisti, da decenni ormai gli investitori globali hanno allocato il 70% del loro capitale azionario in azioni statunitensi, ben al di sopra della quota del 26% del PIL globale dell’economia. Se questo status preferenziale venisse perso il denaro potrebbe benissimo defluire. Con la guerra commerciale di Trump ormai in pieno svolgimento, investitori e analisti sono ora in ansiosa attesa per la raffica di dati trimestrali in arrivo che potrebbero scuotere ulteriormente il mercato azionario. Gli analisti hanno abbassato le loro previsioni per la performance dell’S&P 500 nel 2025 dall’inizio dell’anno. Prevedono che le società dell’S&P 500 aumenteranno i profitti del 9,5% quest’anno, in calo rispetto a quasi il 13% di inizio gennaio, secondo i dati compilati da Bloomberg Intelligence.

Il dollaro registra una perdita settimanale del 2,7% rispetto allo yen e del 3,0% rispetto al franco svizzero, con l’euro in rialzo del 2,4%.

In Asia, nuovo crollo per il Giappone. La Cina è chiusa

In Asia Pacifico non si vedono segnali di tregua per le vendite sull’azionario. L’indice Nikkei della borsa di Tokyo perde il 3,5% e rivede i minimi di agosto 2024. Scendono le società più esposte al tema delle esportazioni. Da un paio di giorni sono fortemente penalizzate anche le banche, quasi tutte in calo di circa il -10% perché vengono meno le aspettative di cospicui guadagni sui prestiti concessi in un contesto di rialzo dei tassi d’interesse. Lo yen continua ad apprezzarsi: il cross su dollaro è a 145,6, un livello di cambio che non si vedeva da sei mesi. E’ in caduta libera il tasso di rendimento del bond governativo decennale del Giappone, a 1,15%, da 1,33% di ieri: nel giro di due giorni, il rendimento è sceso di 35 punti base, un movimento che capita di vedere ogni dieci anni, se non di più.

I dazi del 24% imposti da Washington sui prodotti giapponesi costituiscono una “crisi nazionale” per l’arcipelago, che dipende fortemente dalle sue esportazioni verso gli Stati Uniti. Lo ha dichiarato il primo ministro giapponese Shigeru Ishiba durante un discorso in parlamento. Oggi è in agenda un meeting straordinario tra il governo e i leader dell’opposizione per discutere le risposte ai dazi statunitensi. Il governatore della Banca del Giappone, Kazuo Ueda ha affermato che le incertezze intorno all’economia sono aumentate, un primo passo verso uno stop, o una prolungata sospensione, della politica monetaria restrittiva. Anche a causa dell’aumento dei prezzi, le famiglie giapponesi tagliano le spese: in febbraio si è registrato un calo dello 0,5% su anno. Sono diminuite soprattutto le spese per abbigliamento e calzature, abitazioni e cibo. La spesa per i consumi rappresenta più della metà dell’economia del Giappone.

Le borse della Cina sono chiuse. Scende di oltre il 2% l’indice S&P ASX200 di Sidney. Ftse Straits Times di Singapore -2,8%. Nella Corea del Sud, il presidente, Yoon Suk Yeol, è stato destituito dall’incarico per aver ha “violato” la Costituzione dichiarando la legge marziale a dicembre. La decisione apre la strada a nuove elezioni presidenziali che si dovranno tenere entro 60 giorni. Il leader dell’opposizione Lee Jae-myung è nettamente favorito. L’indice Kospi del mercato azionario di Seul è in ribasso dell’1,7%.

Borse europee viste in calo contenuto. A Piazza Affari occhi a Unicredit e Generali

I mercati azionari europei sono attesi aprire in calo sulla base del future sull’Eurostoxx50 a -0,34%.

Germania, Ordini industria in febbraio a zero su base mensile dopo il precedente -5,5%, con la previsione di +3,4%.

Stellantis, Fitch taglia il rating a “BBB”da “BBB+”. L’outlook è “stabile”. Il declassamento riflette il peggioramento delle condizioni del mercato di riferimento in Nord America, oltre all’aumento delle pressioni sui costi dovute ai nuovi dazi al settore automobilistico. Stellantis ha annunciato il taglio temporaneo di 900 lavoratori in cinque impianti statunitensi, nonché di voler sospendere temporaneamente la produzione in impianti di assemblaggio in Messico e Canada.

Tim. Vertice ieri tra la presidente Alberta Figari e l’AD di Poste Matteo Del Fante sulla nuova governance del gruppo telefonico, scrive il Messaggero. Secondo il quotidiano, Poste rivendica due posti in cda tra cui la presidenza, per la quale fa il nome di Annamaria Tarantola. Confermato Ceo Labriola, almeno in una prima fase, mentre per il ruolo di Cfo ci sarebbe Piergiorgio Peluso, aggiunge il quotidiano.
Il governo italiano sta valutando di innalzare la soglia di lancio dell’Opa al 30%, dal 25%, ciò consentirebbe a Poste di raggiungere il 29,9% di TIM e di aprire la strada a un accordo di consolidamento con Iliad Italia.

Unicredit continuerà a valutare nei prossimi mesi se andare avanti con l’Ops su Banco Bpm, e qualsiasi decisione sarà presa non prima di fine di giugno. Lo ha detto una fonte vicina all’istituto di Piazza Gae Aulenti.Intervistato stamani dal Corsera, l’amministratore delegato di Generali, Philippe Donnet, ha detto che le collaborazioni con la banca guidata da Andrea Orcel potrebbero essere ampliate

Banco Bpm. Oggi è l’ultimo giorno per aderire all’opa lanciata da Banco Bpm su Anima Holding. L’istituto di Piazza Meda è a un soffio dalla soglia dei due terzi del capitale della Sgr indicata per l’efficacia dell’offerta. Sono state apportate all’opa oltre 144 milioni di azioni Anima, pari al 56,77% delle azioni oggetto dell’offerta, ed equivalenti al 44,3% del capitale complessivo della società.

Mps ha annunciato che l’agenzia di rating Dbrs Ratings GmbH ha alzato in area investment grade a BBB (low) il Long-Term Issuer rating, da BB (high), e ha mantenuto il trend positivo.

Leonardo. Citi ha abbassato il giudizio da buy a neutral (il target price però sale da 28,60 a 48,40 euro)

Prysmiam. Citi ha tagliato il target price da 69 a 66 euro (rating buy).

Generali. Morgan Stanley ha tagliato da overweight a equal-weight, alzando, però, il target price da 32,6 a 33,8 euro.

Eni ha deliberato la distribuzione della quarta tranche del dividendo 2024 di 0,25 euro per azione con data stacco cedola il 19 di maggio.

Fincantieri. La controllata norvegese Vard ha firmato un nuovo contratto per la progettazione e costruzione di una nave per operazioni subacquee offshore con Dong Fang Offshore per un valore di 113,5 milioni di euro, che prevede anche un’opzione per la realizzazione di ulteriori navi.

Beghelli. Termina l’opa obbligatoria totalitaria promossa da Gewiss su Beghelli.

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