Il crollo di Wall Street e delle Borse di tutto il mondo per effetto della folle mazzata sui dazi è solo l’ultimo autogol del peggior Presidente americano degli ultimi decenni, con buona pace della premier Giorgia Meloni che sperava in un rapporto preferenziale con Donald Trump. Ma non è solo questione di dazi: la verità è che finora l’autoritario e capriccioso inquilino della Casa Bianca non ne ha azzeccata nemmeno una e ha buon gioco il Corriere della Sera a dire, in un editoriale di Massimo Gaggi, che la luna di miele di Trump sembra già ai titoli di coda. Perfino l’idillio con Elon Musk mostra più di una crepa. Con l’aria dello spaccone impenitente, Trump era tornato alla Casa Bianca promettendo di porre fine in pochi giorni alle due sanguinose guerre in corso: quella dell’Ucraina e quella di Gaza ma per ora è solo un lontano miraggio. Sull’Ucraina ha vergognosamente umiliato il presidente Zelensky e riabilitato il dittatore Putin ma la pace è lontana, lontanissima. A Gaza il suo appoggio al guerrafondaio presidente israeliano Netanyahu continua ad incendiare Gaza e a moltiplicare morti e feriti ma la tregua è durata meno di un battito d’ali. Il ventilato negoziato con l’Iran non è nemmeno cominciato. Peggio di così non si sarebbe potuto fare, ma la spina nel fianco di Trump, che prima o poi finirà per picconare il suo consenso, resta l‘economia e soprattutto la Borsa che in America non è un affare per pochi ma la via attraverso la quale le famiglie arrotondano salari e pensioni. Da quando Trump ha imboccato la via dei dazi, Wall Street è in profondo rosso e hai voglia di sentire la squadra del Presidente sostenere che a loro interessa più Main Street che Wall Street, più i comuni cittadini che i risparmiatori: prima o poi sia gli uni che gli altri presenteranno il conto. In realtà la caduta della Borsa è solo la punta dell’iceberg del prevedibile fallimento della avventurosa politica economica di Trump: se in America, come prevedono quasi tutti gli economisti, i dazi porteranno inflazione e la riduzione dei commerci spianerà la strada alla stagflazione, se non alla recessione, chi convincerà il popolo del Maga che la loro infatuazione per Trump è stata solo una folle ubriacatura? Per ora Trump subito giù dalla torre.
Dazi, Musk, Ucraina, Medio Oriente: Trump non ne azzecca nemmeno una, disastroso il suo ritorno alla Casa Bianca
Chi pensava che Trump fosse il nuovo re Mida forse dovrebbe cominciare ad aprire gli occhi. La politica dei dazi è solo il suo ultimo autogol di Trump che ha messo ko Wall Street e che minaccia di far salire l’inflazione americana e di aprire le porte alla stagflazione. Ma anche in politica estera the Donald ha collezionato finora solo insuccessi.
