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Ucraina-Usa: c’è l’accordo sulle terre rare. Venerdì Zelensky da Trump e il 2 marzo a Londra nuovo vertice su Difesa e riarmo

L’accordo tra Usa e Ucraina non prevede che le terre rare siano concepite come un pagamento per gli aiuti statunitensi. L’Europa accelera: dopo Parigi, nuovo incontro tra leader a Londra. Poi i 27 a Bruxelles per la difesa comune

Ucraina-Usa: c’è l’accordo sulle terre rare. Venerdì Zelensky da Trump e il 2 marzo a Londra nuovo vertice su Difesa e riarmo

Stati Uniti e Ucraina dovrebbero aver trovato un accordo sullo sfruttamento dei suoi giacimenti di minerali preziosi del Paese, le cosiddette terre rare. Lo confermano fonti da Kiev mentre Trump afferma: “Ho sentito che Zelensky viene venerdì” a Washington. “Va bene per me se vuole fare visita”. Nel frattempo l’Europa prova a fare fronte comune e accelera su due fronti: sull’Ucraina e sull’aumento della capacità difensiva. Dopo l’incontro di Parigi della settimana scorso è in programma per domenica un nuovo vertice a Londra a cui parteciperà anche la premier Giorgia Meloni. Il 6 marzo, a Bruxelles, i 27 torneranno a vedersi in un summit straordinario nel quale la Commissione dovrebbe presentare un primo documento per il rilancio della difesa comune. 

L’accordo Usa-Ucraina sulle terre rare

Nelle intenzioni di Kiev l’accordo dovrebbe servire ad evitare il peggio, vale a dire, che gli Stati Uniti abbandonino totalmente l’Ucraina, lasciandola in balia della Russia. L’intesa prevede la cooperazione con le aziende americane per lo sfruttamento delle risorse minerarie ucraine, compresi petrolio e gas. Non è previsto però che le terre rare siano concepite come il pagamento per gli aiuti militari e finanziari forniti dagli Usa che avrebbero infatti ritirato le richieste di diritto a 500 miliardi di dollari di potenziali entrate derivanti dallo sfruttamento delle risorse ucraine.

Secondo quanto previsto invece, sarà creato un fondo a cui Kiev contribuirà al 50% per lo sfruttamento delle risorse del Paese. Escluse dal perimetro, le attività estrattive che contribuiscono al budget pubblico ucraino, così come Naftogaz e Ukrnafta, rispettivamente le due più importanti società nazionali per gas e petrolio. Tuttavia nel testo dell’accordo non vi sono riferimenti diretti alle garanzie di sicurezza americane, come Kiev aveva subito chiesto. Altre questioni cruciali, come il coinvolgimento Usa nel fondo e la proprietà condivisa dei giacimenti verranno concordati in seguito.

Ue: doppio vertice su futuro Ucraina e difesa

Nel frattempo l’Europa ha deciso di accelerare sulla difesa e sul futuro dell’Ucraina. Keir Starmer, Antonio Costa e Ursula von der Leyen riuniranno domenica a Londra un gruppo di leader europei, compresa la premier Meloni, per fare il punto sul riarmo e sul futuro dell’Ucraina. Un futuro che è anche quello dell’Europa. Il vertice avrà un’irritualità ed un formato molto simili a quello convocato qualche giorno fa da Emmanuel Macron a Parigi.

Pochi giorni dopo, il 6 marzo, ci si sposterà a Bruxelles, dove i 27 torneranno a vedersi in un summit straordinario nel quale la Commissione dovrebbe presentare un primo documento per il rilancio della difesa comune. Tra i punti cardine del progetto figurano il ricorso alla clausola di salvaguardia nazionale per scorporare le spese di ciascuno Stato membro dal deficit e l’aumento degli investimenti privati col supporto delle banche, a cominciare da quella europea degli investimenti. Alla quale tuttavia dovrà essere chiesto un cambio netto nelle sue politiche creditizie.

Gran Bretagna e Germania aumentano le spese per la difesa

Il premier britannico Keir Starmer giovedì sarà a Washington per ribadire a Trump che la Russia è una minaccia, la pace in Ucraina non può essere un semplice cessate il fuoco e deve essere basata sulla forza. Anche perché, ha rimarcato il premier britannico, “i tiranni come Putin capiscono solo il linguaggio della forza”. Allo stesso tempo Downing Street ha annunciato una doppia mossa: un fondo comune di Gran Bretagna e Ue per incrementare le spese militari, che sarà sul tavolo del G20 di Città del Capo (una sorta di “banca del riarmo”, l’ha definita il ministro delle Finanze polacco Andrzej Domanski al Financial Times); e l’incremento delle spese di Londra per la difesa al 2,5% dal 2027.

Novità arrivano anche dalla Germania, dove il cancelliere in pectore Friedrich Merz ha già intavolato un’accordo con la Spd, su un pacchetto di 200 miliardi per la difesa. Cdu/Csu e Spd con ogni probabilità formeranno la “Grande Coalizione” di Governo.

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