Condividi

Lavoro: nei prossimi cinque anni richiesti tra i 3,4 e 3,9 milioni di nuovi lavoratori, spinta dal Pnrr e dalla Lombardia

Nel quinquennio 2024-2028, le imprese italiane richiederanno fino a 3,9 milioni di nuovi lavoratori. La Lombardia guiderà la domanda, con il Pnrr che potrebbe creare 970.000 posti di lavoro. Il 37-38% del fabbisogno richiederà una formazione terziaria e il 47-48% una formazione tecnica. Sale il bisogno di lavoratori immigrati

Lavoro: nei prossimi cinque anni richiesti tra i 3,4 e 3,9 milioni di nuovi lavoratori, spinta dal Pnrr e dalla Lombardia

Nel periodo 2024-2028, le imprese e le pubbliche amministrazioni italiane avranno bisogno di un numero di lavoratori compreso tra 3,4 e 3,9 milioni, a seconda dello scenario economico. La maggior parte della domanda (fino all’88%) sarà causata dalla necessità di sostituire i lavoratori in uscita, mentre la crescita netta dell’occupazione varierà tra 405.000 e 832.000 unità. Un contributo determinante è atteso dall’attuazione del Pnrr, che potrebbe creare circa 970.000 nuovi posti di lavoro. I settori più beneficiati saranno finanza, consulenza, commercio, turismo, formazione, costruzioni e servizi.

Sono le stime che provengono dal report “Previsioni dei fabbisogni occupazionali e professionali in Italia a medio termine (2024-2028)”, realizzato da Unioncamere e dal Ministero del Lavoro.

Lavoro: la maggiore domanda arriverà dalla Lombardia

Nello migliore delle ipotesi, la Lombardia guiderà il fabbisogno occupazionale nazionale con 709.000 nuovi lavoratori, pari a oltre il 18% del totale. Seguiranno il Lazio con 391.000 occupati (10,1%), il Veneto e l’Emilia-Romagna con circa 326.000 ciascuna (8,4%) e la Campania con 312.000 occupati (8,1%).

Cresce il bisogno di lavoratori immigrati nei settori privati

Nei prossimi cinque anni, si stima che il fabbisogno di lavoratori immigrati nei settori privati raggiungerà circa 640.000 unità. L’agricoltura richiederà la percentuale più alta di lavoratori stranieri (35%), seguita dall’industria (28%). A livello di filiera, il settore della moda avrà la maggiore incidenza di personale immigrato (45,7%), seguito da mobilità e logistica (33%), agroalimentare (32,1%), legno e arredo (29,9%) e costruzioni e infrastrutture (29,4%).

Servirà una formazione terziaria o tecnica

Nel prossimo quinquennio, si prevede che il 37-38% del fabbisogno occupazionale richiederà una formazione terziaria, come laurea o diplomi ITS Academy o AFAM, mentre il 47-48% dei lavoratori dovrà avere una formazione tecnica o professionale di livello secondario.

Commenta