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Il Milan resta in testa ma Inter, Juve, Roma e Napoli non mollano

Pioggia di gol nella prima domenica di campionato del 2021 – Il Milan espugna Benevento, l’Inter batte il Crotone con risultato tennistico e la Juve celebra il CR7 show – Un sacco di gol anche per Atalanta, Roma e Napoli

Il Milan resta in testa ma Inter, Juve, Roma e Napoli non mollano

Comanda ancora il Milan. La quindicesima giornata ha regalato l’ennesimo atto del duello al vertice tutto meneghino, ribadendo la superiorità, seppur solo di un punto, dei rossoneri di Pioli sui nerazzurri di Conte. Gli altri titoli di questa prima domenica del 2021 riguardano la Juventus, tornata al successo dopo le polemiche pre-sosta, ma anche Roma, Napoli e Atalanta, tutte vittoriose e lanciate in chiave Champions. Partiamo in ordine di classifica e dunque dal Milan, capace di espugnare Benevento nonostante un’ora in inferiorità numerica.

L’espulsione di Tonali al 34’, infatti, poteva affossare la squadra di Pioli, tanto più che quella di Inzaghi, come da un po’ di tempo a questa parte, se la stava giocando alla grande, ma i rossoneri hanno ormai acquisito una sicurezza degna di una capolista, in barba a infortuni e squalifiche. E così, al gol di Kessié su rigore del 15’, ha fatto seguito quello splendido di Leao in apertura di ripresa (49’), senza dimenticare i pali di Calhanoglu e dello stesso Kessié che avrebbero potuto rendere il risultato ancor più ampio. Il discorso, ovviamente, vale anche per il Benevento, fermato dal palo di Insigne, ma anche dal rigore sbagliato da Caprari e dalle grandi parate di Donnarumma, a dimostrazione che questo 0-2 rossonero non è stato facile, e proprio per questo è ancor più importante.

“Un’altra vittoria pesante considerando anche le assenze e l’inferiorità numerica – ha confermato Pioli – Un successo frutto della voglia, dell’umiltà e della compattezza di questi ragazzi. Il gruppo è giovane, deve continuare a crescere e migliorare, non ci facciamo mettere pressione dai risultati degli avversari, pretendiamo il massimo dalle singole partite”.

L’Inter resta così al secondo posto, nonostante il bel successo di ieri. Scorpacciata di gol a San Siro, anche se il 6-2 finale non rende giustizia al buon Crotone visto per quasi un’ora. Fino al 57’ infatti i calabresi avevano tenuto bene il campo, passando in vantaggio per primi con un colpo di testa di Zanellato (12’) e riuscendo a riagguantare l’Inter grazie a un rigore di Golemic (36’), annullando di fatto il terribile uno-due firmato da Lautaro Martinez (20’) e…Marrone, autore di una sfortunata autorete (31’). Nel secondo tempo gli uomini di Stroppa avevano nuovamente spaventato Handanovic con una conclusione di Riviere, fino a che i nerazzurri hanno deciso di fare sul serio.

Lautaro, in giornata di grazia, ha trovato il 3-2 con un bel tocco sotto a battere Cordaz (57’), poi Lukaku, dopo aver propiziato tutti i gol dei compagni, ha deciso di mettersi in proprio, firmando il 4-2 con la più classica delle sue giocate (64’). La partita, di fatto, è finita lì, tanto che il vero spavento per Conte non è arrivato dal Crotone ma dallo stesso Lukaku, accasciatosi al minuto 74’ per un problema muscolare: le prime diagnosi però parlano solo di una contrattura, ragion per cui il tecnico, in attesa degli esami odierni, può tirare un sospiro di sollievo. Il resto è buono solo per la cronaca, con i gol di Lautaro (78’, prima tripletta in nerazzurro) e Hakimi (87’) ad arrotondare un risultato di fatto già in cassaforte.

“Ho avuto buone risposte – ha spiegato Conte, prima di scagliarsi contro Vidal, reo di aver commesso il rigore, ma anche diversi errori – Qui nessuno ha il posto assicurato, lui deve dimostrare di meritare di giocare, deve fare molto meglio di quello che sta facendo e allenarsi come si deve. Troppi alti e bassi, non ce li possiamo permettere e lui lo sa”.

Discorso simile deve aver fatto Pirlo nel raduno della settimana scorsa e, a giudicare dalla risposta, i suoi lo hanno ascoltato. La Juve doveva necessariamente vincere per cancellare la sconfitta con la Fiorentina, ma soprattutto per non perdere terreno dal vertice della classifica, per giunta a soli tre giorni dal big match contro il Milan. Missione compiuta, nonostante lo spavento iniziale: al 10’ infatti l’Udinese era passata in vantaggio con De Paul, ma l’arbitro, giustamente, ha annullato per un tocco col braccio a inizio azione.

Da lì la Signora s’è svegliata, anche perché è salito in cattedra Sua Maestà Cristiano Ronaldo, che prima ha trovato l’1-0 con un gran destro (31’), poi ha mandato in porta Chiesa per il 2-0 (49’), infine ha realizzato il 3-0 con un sinistro incrociato (70’). Un CR7 show, insomma, che ha vanificato le resistenze friulane, fiaccate anche dalle traverse colpite da Stryger Larsen e Zeegelaar, prima che quest’ultimo trovasse il punto della bandiera al 90’. La parola fine sul match però l’ha messa Dybala, che ha sfruttato al meglio l’assenza di Morata (problema muscolare, quasi certamente salterà anche il Milan) segnando la rete del definitivo 4-1 in pieno recupero (93’).

“Non è stata la migliore Juventus perché venivamo dalla brutta sconfitta con la Fiorentina, quindi eravamo un po’ timorosi – le parole di Pirlo – L’inizio è stato un po’ timoroso, poi piano piano siamo cresciuti e nel secondo tempo abbiamo fatto meglio”.

Vittorie importantissime anche per Roma, Napoli e Atalanta, mentre la Lazio deve fare i conti con l’ennesimo passo falso del suo campionato. Ma se azzurri e nerazzurri hanno letteralmente passeggiato contro Cagliari e Sassuolo, i giallorossi hanno faticato non poco a battere la Sampdoria, complice il pesantissimo campo dell’Olimpico, reso tale dalla pioggia abbattutasi sulla Capitale. Il rischio, vista anche la solita tigna dei blucerchiati, era di perdere punti e terreno in classifica, poi però è salito in cattedra Dzeko, che al minuto 72’ ha regalato a Fonseca un successo molto importante.

“Abbiamo fatto una partita sicura a livello difensivo e creato tante occasioni nonostante la pioggia – il commento soddisfatto del tecnico portoghese – Non è mai facile giocare contro la Sampdoria, sono convinto che la squadra abbia meritato questo risultato”.

Vittorie decisamente più comode per Napoli e Atalanta, che hanno iniziato alla grande il 2021 contro Cagliari e Sassuolo. Gli azzurri sono stati trascinati da Zielinski (doppietta al 25’ e al 62’), Lozano (74’) e Insigne (rigore all’86’), rendendo vano il momentaneo pareggio di Joao Pedro (60’) e tornando così a vincere dopo le sconfitte di Milano e Roma e il pari interno col Torino: un bel modo di iniziare l’anno, tanto più che il calendario prossimo (Spezia e Udinese) potrebbe dare un’ulteriore spinta verso l’alto.

“Sono contento della prestazione, ma con dieci palle gol create dovevamo fare meglio – ha però ammonito Gattuso – La mancanza di cattiveria sotto porta è un problema che ci portiamo dietro ormai da tanto tempo, siamo la squadra che crea di più in Serie A. Eppure, facciamo fatica a concretizzare. Qui è stato bravo Zielinski, se non avessimo trovato subito il secondo gol sarebbe stato un problema”.

Grande goleada anche per l’Atalanta, che ha ribadito il suo ruolo da grande con un bel 5-1 contro il Sassuolo (doppietta di Zapata, gol di Pessina, Gosens e Muriel, Chiriches per gli emiliani), mentre la Lazio è la grande delusa di questa domenica. L’1-1 contro il Genoa (15’ Immobile su rigore, pareggio di Destro al 58’) infatti, non può soddisfare Inzaghi, ora a 6 punti dal Napoli quarto, peraltro con una partita in più. “Andiamo via delusi, loro hanno iniziato meglio nel secondo tempo trovando il gol, ma noi abbiamo avuto poi tante occasioni per segnare – l’analisi amara del tecnico biancoceleste – C’è delusione perché volevamo vincere e lo avremmo anche meritato, il rammarico è che ci mancano punti importanti”.

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