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Uber, maxi accordo: Softbank rileva quota da 10 miliardi

A capo di una cordata, il gruppo delle telecomunicazioni giapponese ha messo subito sul piatto un miliardo di dollari per acquistare azioni della piattaforma californiana di trasporti privati, ma nelle prossime settimane l’investimento salirà a 10 miliardi.

Uber, maxi accordo: Softbank rileva quota da 10 miliardi

Uber ha accettato un’offerta multimiliardaria di Softbank. Insieme ad altri investitori, il gruppo delle telecomunicazioni giapponese ha messo subito sul piatto un miliardo di dollari per acquistare azioni della piattaforma californiana di trasporti privati, ma nelle prossime settimane l’investimento salirà a 10 miliardi. Lo scrive l’agenzia Bloomberg, sottolineando che si tratta di una delle operazioni più grandi nella storia delle startup.

“Pensiamo che questo accordo sia un grande voto di fiducia sul potenziale a lungo termine di Uber”, ha commentato la società in una nota.

Non è detto però che l’affare vada in porto: l’intesa potrebbe saltare se non si trovasse un numero sufficiente di investitori disposti a vendere le proprie quote.

Dal punto di vista industriale, l’investimento di Softbank dovrebbe permettere a Uber di fare breccia sui mercati di India e Sud-est asiatico.

Il gruppo giapponese, fondato dal multimiliardario Masayoshi Son, aveva espresso diversi mesi fa l’intenzione di investire circa 1 miliardo di dollari in Uber per una quota di almeno il 14% della società.

Sempre secondo Bloomberg, l’accordo prevede anche che la società di venture capital Benchmark (azionista di Uber con il 13%) sospenda la sua azione legale contro il cofondatore della startup dei trasporti, Travis Kalanick, accusato di frode e mal visto da parte dei suoi stessi investitori.

Come contropartita è previsto un riassetto della governance che prevede tre novità importanti: la riduzione dei poteri di Kalanick, oggi sostituito nella carica di Ceo dall’ex numero uno del portale di viaggi Expedia Dara Khosrowshahi; l’equiparazione del potere di voto fra i detentori di diverse classi di azioni e l’incremento a 17 del totale di membri del board (oggi sono una decina).

L’accordo dovrebbe permettere a Uber di superare gli scandali e procedere verso l’Ipo, che dovrebbe tenersi nel 2019.

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