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Rimborsi Irpef dal 730: quando arrivano e come evitare i ritardi

Luglio e agosto sono i mesi in cui di solito lavoratori dipendenti e pensionati vedono accreditarsi i rimborsi Irpef, ma attenzione alle scadenze e soprattutto, da quest’anno, ai controlli preventivi dell’Agenzia delle Entrate.

Rimborsi Irpef dal 730: quando arrivano e come evitare i ritardi

Quando arriveranno i rimborsi Irpef? È questa la domanda fondamentale che ogni estate circola fra i contribuenti. La risposta, di solito, è semplice: i lavoratori dipendenti riceveranno i rimborsi Irpef nella busta paga di luglio, mentre i pensionati dovranno aspettare l’assegno di agosto. Quest’anno, però, la faccenda è un po’ più complicata.

LE SCADENZE PER IL 730 PRECOMPILATO

Innanzitutto, ricordiamo le scadenze alle porte. Il 22 luglio è l’ultimo giorno utile per presentare il modello 730 precompilato, ma attenzione: il termine vale per chi ha scelto la strada del fai-da-te, oltre che per i Caf e i professionisti che entro il 7 luglio abbiano trasmesso almeno l’80% delle dichiarazioni prese in carico. Del resto, anche ai privati che hanno scelto la strada dell’autonomia conviene affrettarsi, perché aspettando troppo si corre il rischio di far slittare il pagamento degli eventuali rimborsi Irpef.

CONTROLLI PREVENTIVI E BLOCCO DEI RIMBORSI

Da quest’anno, poi, c’è una novità da tenere a mente. I 730 precompilati inviati con modifiche – sia dai contribuenti, sia dai Caf o dai professionisti – potranno essere soggetti a controlli preventivi da parte del Fisco e i successivi rimborsi saranno a cura dell’Agenzia delle Entrate anziché del sostituto d’imposta (cioè il datore di lavoro o l’ente previdenziale). La procedura, che comporta il blocco dei rimborsi e nel migliore dei casi il semplice rinvio dell’accredito, scatterà in due circostanze:

1) se l’importo del rimborso risulterà superiore a 4mila euro;

2) se, a prescindere dall’ammontare del rimborso, il Fisco troverà delle incoerenze nelle modifiche apportate al 730 precompilato.

QUANTO BISOGNERÀ ASPETTARE

L’Agenzia delle Entrate effettuerà i controlli entro quattro mesi dal termine previsto per la trasmissione della dichiarazione dei redditi, oppure dalla data d’invio in caso di ritardo rispetto alla scadenza.

Se alla fine della procedura risulterà che il contribuente avrà davvero diritto a un rimborso, questo sarà erogato dall’Agenzia delle Entrate entro il sesto mese successivo alla scadenza per la presentazione del 730 (o alla data di trasmissione per chi ha provveduto in ritardo).

DUE MODI PER EVITARE RITARDI

Esistono però delle scappatoie. Per non incorrere nei controlli preventivi e quindi nel blocco dei rimborsi Irpef è possibile seguire due strade:

1) presentare il 730 precompilato senza modifiche;

2) chiedere di utilizzare il credito Irpef che risulta dal 730 in compensazione con altri tributi (ad esempio l’Imu), compilando il quadro I del 730 e presentando un modello F24. Così facendo, l’importo della compensazione si sottrae al credito Irpef, che potrebbe quindi scendere sotto la soglia dei 4mila euro ed evitare al contribuente d’incappare nella nuova procedura dell’Agenzia delle Entrate.

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