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Domini collettivi, via libera della Camera: ora sono legge

3 novembre 2017 - 06:19  di Silvano Bonini
Si tratta di terreni derivanti dallo scioglimento di associazioni agrarie, dall'estinzione degli usi civici, da permute o donazioni. Su tali beni è imposto il vincolo paesaggistico

E' passata praticamente sotto totale disattenzione l'introduzione nel nostro ordinamento del "dominio collettivo". Si tratta di una
determinata estensione di terreno (di proprietà sia pubblica che privata) oggetto di godimento da parte di una collettività,
abitualmente per uso agrosilvopastorale.

In pratica, costituisce il bene oggetto del vecchio e mai tramontato diritto di "uso civico". I domini collettivi (il cui via libera definitivo e' arrivato dalla Camera) si caratterizzano per l'esistenza di una collettività che è proprietaria collettivamente dei beni e che
esercita - individualmente o congiuntamente- i diritti di godimento sui terreni sui quali insistono tali diritti.

Stiamo parlando, ad esempio, di raccolta di legna, di erba, di funghi, uso di acque, semina, pascolo, caccia. Si tratta di terreni derivanti dallo scioglimento di associazioni agrarie, dalla estinzione degli usi civici, da permute o donazioni, da acquisti poi concessi alle Regioni ai Comuni o alle comunità montane.

Il Comune svolge di norma funzioni di amministrazione di tali terreni salvo che la comunità non abbia la proprietà pubblica o collettiva
degli stessi. Per i beni collettivi vengono sanciti inalienabilità, indivisibilità, inusucapibilità e perpetua destinazione agro-silvo-pastorale. Su tali beni è inoltre imposto il vincolo paesaggistico. 

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