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Segre (GLT): "Donne, imparate a gestire i vostri soldi e sarete libere"

30 settembre 2017 - 08:41  di Ugo Bertone
INTERVISTA DEL WEEKEND a CLAUDIA SEGRE, fondatrice e presidente di Global Thinking Foundation - "Il 23% delle donne italiane non ha un conto corrente ma senza indipendenza economica c'è sudditanza. Per questo la Fondazione ha lanciato con Assiom Forex il progetto 'Donne al quadrato' che farà educazione finanziaria per le donne in difficoltà"
Claudia Segre, dopo 30 anni, lascia la sua attività di private banker e cambia vita per dedicarsi interamente a “Global Thinking”, un'originale fondazione per l’educazione e l'alfabetizzazione finanziaria che ha creato e che presiede lei stessa. E subito lancia “Donne al quadrato”, un progetto per il reimpiego al femminile. “Mi sono sempre occupata di mercati emergenti. E lo faccio ancora oggi: dal punto di vista della cultura finanziaria l’Italia è un meraviglioso ma arretrato Paese emergente”.

La passione di Claudia Segre non cambia. Dopo tanto tempo passato a battagliare nelle sale operative delle grandi banche (“anni eccezionali, ricchi di stimoli”) e nel top private banking (“attività molto più tranquilla, forse troppo per il mio carattere) l’ex segretario generale di Assiom Forex ha deciso nei giorni scorsi di lasciare la divisa della banca per impegnarsi esclusivamente in Global Thinking Foundation, da lei fondata con l’obiettivo di sviluppare l’alfabetizzazione finanziaria attraverso varie attività: borse di studio e master in Italia, ricerca scientifica all’estero e partecipazione ai tavoli del Fondo Monetario Internazionale e dell’Ocse.

Senza trascurare l’interesse per le analisi geopolitiche (come ben sanno i lettori di FIRSTonline, dove la Segre ha un blog) da lei sviluppate fin dai tempi in cui girava per le capitali emergenti con Mark Moebius. Ma trasferendo lo stesso spirito critico sul tema dell’educazione finanziaria. Di qui un occhio particolare rivolto alle politiche di genere, che è già sfociato nelle prime iniziative per l’inclusione sociale e finanziaria delle donne in difficoltà. Ecco come la Segre racconta in questo colloquio-intervista con FIRSTonline la sua nuova vita e i progetti della sua Fondazione.

”Da una ricerca condotta dal museo del risparmio emerge che il 23 per cento delle donne italiane non ha un conto corrente. Anche tra le donne che lavorano la percentuale è comunque alta, il 17 per cento. Ma se non c’è l’indipendenza economica si crea una situazione di sudditanza” nota la Segre, insofferente di fronte alle ingiustizie quanto attenta ai problemi concreti.

Insomma, il tema della cultura economica va al di là dell’emergenza provocata dalle disavventure in banca che hanno colpito migliaia di risparmiatori e che hanno portato alla nascita del Comitato per l’Educazione Finanziaria promosso dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e presieduto da Annamaria Lusardi, esperta di livello internazionale che partecipa anche alle attività del Global Thinking. “Ma è molto importante – sottolinea Segre – che le istituzioni diano spazio alle iniziative spontanee nate nella società civile. Esattamente come il Fondo Monetario Internazionale apre alla società civile e alle sue forze intrinseche, altrettanto dovrebbe fare il Comitato di Strategia Nazionale per l'Edufin".

Come è accaduto, del resto, nei non pochi Paesi che ci precedono. Cina e Russia comprese. “I cinesi hanno promosso una revisione dei programmi scolastici innovativa tra Educazione Finanziaria e Fintech fin dalle prime classi, di modo che i bambini sappiano calcolare un interesse composto. In Russia sono stati messi a punto 15 livelli successivi di educazione finanziaria dalle elementari fino al mondo dell’università”.

Gli Emergenti (meglio dire il Terzo Mondo) per ora siamo noi, costretti ad inseguire, anche perché all’interno del G20 e dell’Ocse/Infe ha trovato stabilmente luogo non solo una discussione sui programmi di alfabetizzazione finanziaria e sui principi di inclusione finanziaria digitale, ma anche “un fiorire di database e rapporti sulla relazione tra l’educazione finanziaria, il consumatore e gli aspetti previdenziali e assicurativi che sfociano poi nelle normative pensionistiche a livello pubblico e che offrono spunti per una diffusa attuazione di strategie previdenziali per le famiglie”.

Un processo che coinvolge un po’ tutti i Paesi, sia in Europa che fuori, dall’Australia al Canada. Ovunque i governi, spiazzati dalla crisi del welfare e dall’irruzione del digitale che ha sconvolto gli equilibri sociali, si sono mossi consapevoli che la politica ha un ruolo importante da giocare nella partita dell’educazione finanziaria, rivolta ai giovani ma non solo.

In questa cornice si inserisce l’azione di Global Thinking Foundation. E i risultati del team capitanato dall’inarrestabile Segre si vedono. L’anno scorso la fondazione ha curato e pubblicato a proprie spese il glossario di economia finanziaria "Parole di economia e finanza", una sorta di guida alla finanza di base, frutto del lavoro di un team di ragazzi laureati supportati da professionisti del Comitato Tecnico Scientifico, che ha riunito i concetti che compongono la finanza odierna in un mezzo esplicativo ed esaustivo, offrendo un supporto al dibattito sull’evoluzione dei mercati finanziari e sulla “Financial Inclusion”. La guida, distribuita in 150 mila copie a una platea mirata di studenti delle superiori, è disponibile anche in versione digitale.

"In questi giorni - racconta la Segre -prendono il via nuovi progetti ancor più ambiziosi". Ovvero:

- Da inizio ottobre, grazie ad un finanziamento della Fondazione Cariplo, sul sito del progetto FamilyMi (di cui sono partner FeduF e la Fondazione del Politecnico di Milano) andrà in rete una sorta di compendio pratico dell’economia, articolato in pillole: 25 brevi racconti che aiutano a colmare le lacune in ambito finanziario, economico e previdenziale attraverso un questionario, diviso per argomenti e difficoltà. Ogni argomento è collegato a brevi video esplicativi (pillole) che aiutano il soggetto interessato (investitore, risparmiatore, famiglia) ad approfondire le tematiche. Dalle obbligazioni ai cambi, fino ai certificates, l’utente può compiere un viaggio interattivo per migliorare il proprio approccio a investimenti e risparmi.

- Dal 2 all'8 Ottobre 2017 si terrà la World Investor Week, la settimana mondiale dell’investitore, promossa da Iosco, il forum mondiale che raccoglie gli operatori dei mercati finanziari. Insieme alla Consob, docenti universitari, operatori di finanza e di Borsa presenteranno in tutta Italia una campagna mondiale di sensibilizzazione in termini di educazione finanziaria, al risparmio e agli investimenti, coinvolgendo non solo le associazioni del settore, come Global Thinking Foundation, ma anche Scuole e Comuni. Tutte le attività sono state offerte gratuitamente ai cittadini per fornire loro mezzi importanti dalla pianificazione famigliare a quella professionale e previdenziale.

- Ma la sfida più affascinante, inedita almeno in Italia, è quella di “Donne al quadrato”, un’iniziativa in collaborazione con Assiom Forex, che vede coinvolte, spiega Segre, “tutte le donne che, forti di un’esperienza nel mondo della finanza, si sono rese disponibili a tenere corsi di educazione finanziaria gratuiti e certificati ad altre donne che vivono un momento di difficoltà e/o vogliono rientrare nel mondo del lavoro”. È stata così creata una Task Force che da un lato insegna una gestione consapevole del bilancio famigliare e dall’altro contribuisce ad accelerare il processo d’inclusione sociale per quelle donne che escono da situazioni di isolamento economico.

Global Thinking Foundation e Assiom Forex con questo progetto hanno infatti raggruppato donne che, provenendo dalle sale operative o da attività bancarie ed istituzionali, possiedono solide conoscenze in ambito finanziario che possono mettere a disposizione di chi vuole tornare protagonista della propria vita, riappropriandosi di una dimensione sociale.

L’educazione finanziaria, insomma, sta finalmente compiendo un salto di qualità. Non è più, come spesso è avvenuto in passato, pretesto per convegni di addetti ai lavori o per prodotti, magari ottimi, ma destinati a essere parcheggiati nei sottoscala di una banca o di un ministero, senza i giusti stimoli e senza la consapevolezza del peso strategico del tema, al livello di sistema ma ancor di più della vita di tutti i giorni.

Per centrare il salto di qualità occorre scendere dalla cattedra ed infilarsi nell’agone sociale, come sta facendo la vulcanica Segre, una che ha appreso a muoversi fin da bambina tra i fissati bollati e la contabilità della ditta di famiglia, gestita dalla mamma Celestina (altro vulcano). E che non ha smarrito nel frattempo la voglia di risolvere problemi.

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