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Champions, Juve e Roma ok: en plein italiano

28 settembre 2017 - 07:31  di Federico Bertone
Juve e Roma non brillano ma vincono in Champions dopo il Napoli- I campioni d'Italia faticano ma ritrovano Higuaìn che entra dalla panchina e segna subito e poi offre a Mandzukic l'assiste del raddoppio - La Roma soffre ma batte in trasferta la Cenerentola Qarabag
L’en plein è servito. La seconda giornata di Champions League si conclude con le vittorie di Juventus e Roma che, in aggiunta a quella del Napoli di martedì, fanno sì che il bilancio sia più che positivo. Certo, il calendario era tutt’altro che sfavorevole e mancare i 9 punti complessivi sarebbe stato ben più clamoroso che ottenerli, ad ogni modo non è il caso di fare troppo gli “snob” bensì di guardare il lato mezzo pieno del bicchiere.

C’era grande curiosità nel vedere se la Juventus sarebbe tornata a fare la voce grossa anche in Europa e la vittoria sull’Olympiacos, in questo senso, non ha soddisfatto in tutto e per tutto. Il 2-0 finale infatti è figlio di un certo grado di sofferenza poco preventivabile alla vigilia, con i bianconeri impantanati a lungo sullo 0-0 e con tanti elementi di spicco ancora in versione “Mr Hyde Champions” rispetto a quella “Dottor Jekill” del campionato.

Su tutti Dybala, ben lontano dal fenomeno capace di incantare tutti nel weekend, a dimostrazione che la crescita per diventare davvero un top player mondiale deve ancora compiersi del tutto. Ma Allegri però, oltre a 3 punti di platino in chiave qualificazione, porta a casa un’altra bella notizia, indubbiamente la più attesa: Higuain è tornato.

Il Pipita, lasciato in panchina proprio come nel derby di sabato, è entrato nella ripresa e ha sbloccato l’empasse con una zampata delle sue (69’), prima di dare il là anche all’azione del 2-0 di Mandzukic (80’). “Gonzalo non sarà mai un problema – il commento soddisfatto di Allegri – Si è mosso molto meglio delle ultime volte e quando gioca così rapido e cattivo ci fa vincere le partite”.

“Sono sempre stato tranquillo, gioco in Europa da 11 anni e ho sempre segnato – gli ha fatto eco il diretto interessato – Le critiche non mi turbano, sono abituato a lavorare con serenità senza farmi condizionare da nessuno”. Vittoria pesante (lo Sporting Lisbona, sconfitto dal Barça, è stato agganciato) e bomber ritrovato: il popolo bianconero ha di che sorridere.

Anche la Roma torna a casa con 3 punti d’oro, per quanto la prestazione sia decisamente da rivedere. Certo, la vittoria era sostanzialmente la cosa più importante ma il piccolo Qarabag, fanalino di coda del girone, ha creato un po’ troppi problemi anche in virtù della netta differenza di valori.

La serata era cominciata in carrozza, con i giallorossi in vantaggio di due gol dopo appena un quarto d’ora (7’ Manolas, 15’ Dzeko) e in netto controllo del match. Poi un regalo di Gonalons ha dato agli azeri la palla del 2-1 (28’ Pedro Henrique) e una direzione diversa alla serata, restata positiva solo grazie all’imprecisione del Qarabag, vicino al pareggio più di quanto non sarebbe stato lecito attendersi.

“Quando si vince non si può non essere soddisfatti – l’analisi di Di Francesco – Certo, potevamo chiuderla prima ma come avevo già detto non era facile battere il Qarabag. In Champions non è mai semplice e ricordiamoci che questo club non otteneva un successo da diversi anni…”.

Due per la precisione (4 novembre 2015, 3-2 al Bayer Leverkusen), che diventano addirittura sette se si considerano le trasferte (3 novembre 2010, 3-2 a Basilea): numeri pesanti, che rendono giustizia a Di Francesco nonostante l’evidente superiorità tecnica sul Qarabag. La Roma non ha ancora una dimensione europea degna delle sue doti, intanto però è in piena corsa in un girone che, secondo molti, la vedeva già eliminata prima ancora di giocare.

Ora i giallorossi sono al secondo posto a +3 sull’Atletico Madrid e a soli 2 punti dal Chelsea capolista e vittorioso in Spagna con un 2-1 al cardiopalma. Il cammino verso la qualificazione è ancora lungo ma intanto la Roma, classifica alla mano, è l’italiana messa meglio di tutte. E gli ottavi di finale, anche per lei, non sono più un miraggio.

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