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Champions da incubo: il Barcellona di Messi umilia la Juve (3-0)

13 settembre 2017 - 07:38  di Federico Bertone
Dopo un orgoglioso primo tempo dei bianconeri, sale in cattedra Messi che vendica la sconfitta del Barcellona dell'anno scorso con lo stesso risultato: due gol e l'assist a Rakitic sono suoi e per la Juve è notte fonda anche se il risultato è obiettivamente esagerato - Deludono Dybala e Higuain e pesano le tante assenze
Un inizio da incubo. La Juventus ritrova la Champions League poco più di tre mesi dopo Cardiff e il risultato, posta in palio a parte, è sostanzialmente lo stesso. Un disastro insomma, reso ancor più amaro dalla consapevolezza di aver fatto tanti, troppi, passi indietro rispetto al recente passato. Certo, affrontare il Barcellona di Messi è sempre difficile e solo pochi illusi potevano pensare di ripetere la notte dello scorso aprile, quando Buffon non corse praticamente nessun pericolo, però c’è modo e modo di perdere e questo non si addice molto a chi dice (a ragione veduta s’intende) di voler puntare alla vittoria finale.

Va detto comunque che il 3-0 finale è molto largo, per non dire esagerato, rispetto a quanto visto in campo. Il Barça ha meritato di vincere, d’accordo, ma per quasi un tempo al Camp Nou s’è vista soprattutto la Juve e questo nonostante le assenze pesantissime di Chiellini, Mandzukic, Khedira, Cuadrado e Howedes, che hanno costretto Allegri a rivoluzionare la formazione tipo. Il 4-3-1-2 iniziale ha funzionato per almeno 40’, anche se Ter Stegen ha rischiato solo su un tiro dalla distanza del redivivo De Sciglio, rispolverato per cause di forza maggiore (a cui bisogna aggiungere l’inspiegabile scelta di escludere Lichtsteiner dalla lista Uefa) dopo la Supercoppa di agosto.

Il Barça sembrava in difficoltà come nella scorsa stagione, poi sul finire del tempo s’è svegliato l’uomo più atteso, quel Messi che alla vigilia aveva dovuto “subire” il paragone con Dybala. La Joya diventerà grande, su questo non c’è dubbio, al momento però la Pulga è ancora di un’altra categoria. Il suo sinistro che ha fulminato Buffon è stato spettacolare (45’), così come quello che ha chiuso la contesa a metà secondo tempo (69’). In mezzo il tap-in vincente di Rakitic (56’), un palo del solito Messi e poca Juve, capace di reagire solo nel finale a partita sostanzialmente compromessa.

Male per una squadra che fino a pochi mesi fa, proprio da queste parti, aveva legittimato una cavalcata europea che l’avrebbe poi portata a Cardiff con soli 3 gol presi in tutta la Champions, gli stessi incassati ieri in poco più di un’ora. Da sottolineare la scarsa tenuta mentale del gruppo, letteralmente azzerata dopo l’uno-due a cavallo dei tempi, e la brutta prestazione di Higuain, ancora fuori forma in maniera pressoché inspiegabile. Il Pipita è un diesel, d’accordo, ma a settembre inoltrato si richiede una condizione fisica decisamente migliore e poi questa non è che l’ultima stecca europea di un elenco troppo lungo per chi, gol alla mano, può ambire al podio dei maggiori attaccanti d’Europa.

“Ha iniziato bene, poi si è perso ma deve stare più sereno quando gioca queste partite perché ha qualità importanti - il commento amaro di Massimiliano Allegri. - Questi match si basano sull’equilibrio e sulla forza mentale, non si può pensare di dominare il Barcellona, sarebbe un pensiero presuntuoso. I ragazzi hanno fatto un buon primo tempo, dovevamo sfruttare le nostre occasioni. Loro alla prima ci hanno punito, hanno uno come Messi che ti cambia le partite. Sarebbe stato fondamentale restare in gara, purtroppo non ci siamo riusciti”.

La corsa alla finale di Kiev dunque parte male e decisamente in salita. Tra 15 giorni a Torino arriverà lo Sporting Lisbona vittorioso ad Atene (3-2 sull’Olympiacos) per quello che, classifica alla mano, sarà già il primo dentro o fuori della stagione. Momenti che prima o poi vanno affrontati se si vuole andare in fondo alla Champions, d’accordo, ma che in casa Juve si auguravano di rimandare molto ma molto più avanti.

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