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Jackson Hole, venerdì caldo con Draghi e Yellen

24 agosto 2017 - 12:13  di FIRSTonline
Due dei massimi esponenti del panorama economico e finanziario insieme ancora una volta al meeting che riunisce tutti i banchieri centrali del mondo. L'ultima sfida comune dei due è l'abbandono del Quantitative easing senza eccessivi contraccolpi per l'economia mondiale. Il presidente Fed parlerà alle 16 italiane di venerdì 25 agosto, Mario Draghi invece alle 21 dello stesso giorno.

Si aprirà giovedì 24 agosto a Jackson Hole, piccolo centro di 10mila abitanti nel Wyoming, il tradizionale meeting dei banchieri centrali di tutto il mondo. L'atteso convegno, arrivato alla 35esima edizione, si concluderà nella giornata di sabato, ma gli interventi più attesi saranno venerdì, quando interverranno Janet Yellen, presidente della Federal Reserve, e Mario Draghi, numero uno della Bce. 

Potrebbe essere l'ultima occasione di vedere insieme i due alfieri della sfida alla grande crisi economica degli ultimi anni. Il mandato di Yellen infatti scade all'inizio del prossimo anno, e non è ancora chiaro se Donald Trump opterà per la sua riconferma.  

Nella giornata di venerdì, alle 16 italiane, aprirà i battenti il presidente della Fed, che interverrà in apertura del meeting sul tema della stabilità finanziaria. La Yellen toccherà anche altri temi quali i rischi relativi al mercato del lavoro ed il rallentamento della politica monetaria restrittiva sul tasso di inflazione. Sicuramente gli interventi delle ultime ore del Presidente Trump sul Muro con il Messico e su una probabile interruzione degli accordi del Nafta, complicano il lavoro del Chairman della Fed. 

Yellen dovrebbe inoltre lanciare un segnale forte sull'intenzione della Fed di avviare il processo di riduzione del bilancio, esploso a 4500 miliardi di dollari. 

In serata di venerdì, alle 21, prenderà la parola Mario Draghi. L'anno scorso il presidente della Bce aveva inviato a Jackson Hole il fidato Benoit Coeurè, esponente del Comitato Esecutivo. Quest'anno invece Draghi ci sarà. Gli occhi sono puntati sulla Banca centrale europea.

Difficilmente sarà trattato il tema del tapering, l'uscita dal Quantitative easing. Potrebbero invece emergere spunti interessanti relativi alla recente sopravvalutazione dell'euro che, secondo la Bce, rende vani gli sforzi di rinvigorire il tasso di inflazione. 

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