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Lavoro, traduttori e interpreti sempre più difficili da trovare

7 agosto 2017 - 07:32  di FIRSTonline
Secondo un'indagine condotta da Unioncamere e Anpal le aziende faticano a trovare sul mercato interpreti e traduttori - Forte richiesta, spesso inevasa, anche per ingegneri informatici ed elettronici, formatori ed economisti
La conoscenza delle lingue è indispensabile per rafforzare la propria presenza all’estero, ma interpreti e traduttori sono i laureati più “rari” da procurarsi sul mercato secondo le aspettative delle aziende. Altrettanto complicato reperire ingegneri elettronici (58,7%) e ingegneri industriali (50,2%), matematici e fisici (40,9%). È quanto emerge dall’analisi del sistema informativo Excelsior, realizzata da Unioncamere in accordo con l’Anpal, sulle previsioni di assunzione delle imprese private dell’industria e dei servizi tra luglio e settembre di quest’anno.

Per la ripartenza dopo la pausa estiva le aziende prevedono che faranno più fatica a reperire 1 “dottore” su 3. La laurea è richiesta per il 12,3% dei 969 mila posti di lavoro programmati dalle imprese tra luglio e settembre 2017, ma la “caccia” al titolo giusto sarà dura per il 34,4% delle posizioni aperte per mancanza di candidature (17,8%) o per inadeguatezza degli stesse (14,8%).

Meno ardua, invece, si prospetta la ricerca tra i diplomati (19,3%), ai quali sono riservate il 36% delle entrate previste nel periodo considerato, ma si registrano punte di complessità decisamente elevate per l’indirizzo produzione industriale e artigianale (45,1%) e per l’indirizzo informatico e telecomunicazioni (44,9%).

L’esperienza è spesso un fattore discriminante per la ricerca del candidato giusto, in particolare per i laureati ai quali viene richiesta nel 79,6% dei casi (contro una media del 67%). Per questo tirocini curriculari e percorsi di alternanza scuola-lavoro che possano fornire ai giovani le giuste attitudini costituiscono uno strumento strategico per andare incontro alle esigenze delle aziende.  Ma a fare la differenza nella scelta della persona da reclutare sono anche le competenze maturate. A 4 dottori su 5 viene richiesto l’utilizzo di tecnologie e strumenti internet e a 1 laureato 2 l’abilità ad applicare soluzioni creative e innovative.

LAUREATI E DIPLOMATI: DOVE LA DIFFICOLTÀ DI RICERCA È AL TOP  

A rischio il successo di più di 1 ricerca di laureati su 2 in indirizzo linguistico (69,9% la difficoltà di reperimento), ingegneria elettronica e dell’informazione (58,7%) e ingegneria industriale (50,2%). Ma anche la “caccia” ai matematici mostra difficoltà nettamente più elevate della media (40,9% contro 34,4%).

Mentre per i diplomati sono faticose 2 ricerche su 5 rivolte all’indirizzo in produzione industriale e artigianale e in informatica e telecomunicazioni. Tra gli altri profili tecnici di non facile reperimento si trovano  i diplomati in costruzioni, ambiente e territorio (34,0%), quelli in meccanica (29,6%) e quelli in elettronica ed elettrotecnica (30,6%). Qualificati specializzati in impianti termoidraulici, ad indirizzo elettrico e meccanico sono, invece, quelli che le imprese cercano ma non trovano facilmente tra chi ha seguito un percorso professionale.

I TITOLI DI STUDIO CHE DANNO PIÙ CHANCE DI LAVORO

Gli economisti sono in cima alla classifica dei laureati più richiesti tra luglio e settembre di quest’anno (28mila le entrate a loro indirizzate su 119mila previste). Seguono insegnanti e formatori (16.330), ingegneri elettrotecnici e dell’informazione (9.840) e, a breve distanza, laureati in indirizzo sanitario e paramedico (9.140) e ingegneri industriali (8.550).

Tra i diplomati, richiesti per circa 351mila posizioni programmate, più chance di trovare un lavoro l’avrà chi è “uscito” dall’indirizzo amministrativo, finanza e marketing (60mila le posizioni programmate), dall’indirizzo meccanico e di meccatronica (32.570) e dall’indirizzo in turismo enogastronomia e ospitalità (27.030). Mentre ristorazione (59.580), meccanica (34.940) e benessere (30.830) sono le qualifiche professionali più richieste dalle imprese. 

LE REGIONI CON MAGGIORI ENTRATE PREVISTE PER LIVELLO DI ISTRUZIONE

In termini relativi a puntare maggiormente sui laureati sono le imprese lombarde (17,6% delle entrate programmate contro una media nazionale del 12,3%), seguite da quelle piemontesi (14,6%) e, a ruota, da quelle laziali (14,5%). Fanno invece maggiormente leva sulle figure con qualifiche professionali le aziende della Liguria (41,5% contro la media del 22,4%), quelle del Trentino Alto Adige (40,4%) e della Valle d’Aosta (38,1%). Vicina alla media, seppure con qualche differenza, la richiesta invece di diplomati nelle varie regioni.

I TITOLI DI STUDIO RICHIESTI DALLE IMPRESE SECONDO LA DIFFICOLTÀ DI REPERIMENTO E L’ESPERIENZA RICHIESTA


Valori assoluti arrotondati alle decine. I totali possono non coincidere con la somma dei singoli valori.
Fonte: Unioncamere-ANPAL, Sistema Informativo Excelsior, 2017

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