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Venezuela, elezioni nel sangue: 13 morti

31 luglio 2017 - 07:08  di FIRSTonline
Elezioni insanguinate per l'Assemblea costituente - Le proteste contro il regime di Maduro non si fermano: 13 i morti tra cui un candidato alla Costituente - L'opposizione parla di un'astensione superiore all'80% e gli altri Paesi annunciano che non riconosceranno il risultato.
La violenza ha segnato le elezioni per l'Assemblea Costituente del Venezuela voluta da Nicolas Maduro. Almeno 13 persone sono state uccise nelle ultime 24 ore e la protesta si è estesa in tutto il paese con momenti di vera e propria guerriglia urbana. L'opposizione parla di un'astensione superiore all'80% e gli altri Paesi annunciano che non riconosceranno il risultato. Mentre il governo ha continuato ad assicurare che nel paese "regna la calma" e, nonostante la bassa affluenza, ha definito le elezioni un "successo storico" del chavismo.

Un appello alla comunità internazionale è stato lanciato dal leader dell'opposizione, Leopoldo Lopez, che chiede di non riconoscere il voto e denuncia la "brutale repressione della protesta". Mentre gli Usa, secondo il Wall Street Journal, stanno valutando l'imposizione di sanzioni contro l'industria petrolifera del Venezuela che potrebbero avere un impatto devastante sull'economia del paese.

Intanto, un candidato all'Assemblea Costituente venezuelana, è stato ucciso nella sua casa a Ciudad Bolivar, capitale dello stato di Bolivar, nel Sudest del paese. La notizia, diffusa dai media locali, è confermata dalla Procura Generale, che ha identificato la vittima in José Felix Pineda (39 anni), precisando che "un gruppo di persone ha fatto irruzione nella sua casa" e lo ha "ucciso con colpi di arma da fuoco". Sale così a 113 il bilancio delle vittime dall'inizio delle proteste, ad aprile scorso.

Altre due persone sono morte durante le manifestazioni contro le elezioni per l'Assemblea Costituente nello stato di Tachira, nell'ovest del Venezuela. Lo hanno reso noto fonti locali su Twitter, che identificano le nuove vittime in Luis Ortiz (15 anni) e Alberto Rosales (53). Entrambi sono stati uccisi da spari di arma da fuoco durante una protesta antigovernativa a Tucapé, piccola località nel comune di Cardenas.

Arriva anche la condanna dell'Ue per "l'eccessivo e sproporzionato uso della forza da parte delle forze di sicurezza" e ha aggiunto nella nota che "Il Venezuela ha istituzioni legittime e democraticamente elette che hanno il compito di lavorare insieme per trovare una soluzione all'attuale crisi. Un'Assemblea Costituente, eletta in circostanze dubbie e spesso violente, non può far parte della soluzione". 

L'Unione Europea ha seri dubbi sul riconoscere la validità del voto.

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