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Tour de France, Froome trionfa: è poker

23 luglio 2017 - 08:36  di Aldo Bernacchi
Del marziano del 2013 non c'è più traccia ma gli sono bastati due buoni piazzamenti nelle crono per aggiudicarsi il suo quarto Tour: la passerella sui Campi Elisi.
La crono di Marsiglia, che ha definitivamente assegnato il quarto Tour a Chris Froome, non ha riservato sorprese, tutto secondo copione, ma tra gli effetti collaterali deve aver finalmente tolto un peso dallo stomaco a Franco Balmamion, vincitore di due Giri d'Italia, per giunta di fila nel 1962 e 1963, ma corridore quasi dimenticato e bistrattato perché li ha guadagnati senza mai vincere una tappa, correndo un ciclismo risparmioso, mai d'attacco.

Da oggi anche il vecchio Franco, piemontese di Nole, potrà dire che anche il grande Froome si è portato a casa la sua quarta Grande Boucle senza mai aggiudicarsi una frazione - ne manca ancora una ma solo Hinault in maglia gialla riuscì a prevalere su tutti anche all'arrivo sugli Champs Elysées, un exploit più unico che raro. Questa edizione Froome l'ha vinta proprio alla Balmamion, giocando in difesa più che in attacco - non se ne ricorda uno che meriti di chiamarsi tale. Sono bastate due crono di poco più di 33 km complessivi perché il britannico racimolasse senza strafare una manciata di secondi sufficienti a consegnargli nelle mani questo Tour dove sono presto usciti di classifica big come Quintana e Contador.

A vincere ieri è stato il polacco Maciej Bodnar con un secondo di vantaggio sul suo connazionale più noto, Mikael Kwiatkwoski. Per Bodnar è una meritata ricompensa dopo la beffa subita a Pau, quando è stato raggiunto dal gruppo ad appena 200 metri dal traguardo. Froome è arrivato terzo a 6" al termine di una gara tarata sui tempi che stava realizzando Rigoberto Uran, l'unico che, essendo un buon cronoman, poteva impensierirlo. Ma il colombiano ha perso 25" da Froome piazzandosi ottavo. Una prova la sua che, se l'allontana a 54" dalla maglia gialla, gli permette di scalzare dal secondo gradino del podio Romain Bardet. La sua collezione di secondi posti nelle grandi corse a tappe sale così a quota tre dopo i due piazzamenti d'onore ottenuti ai Giri del 2013 dietro a Nibali e del 2014 alle spalle di Quintana.

A rischiare di uscire in extremis dalla zona podio è stato proprio Bardet, il beniamino di casa, osannato dai tifosi al Vélodrome di Marsiglia, cui evidentemente le crono sono ancora molto indigeste. Tanto da rischiare di vedersi superato anche da Mikal Landa, ora quarto nella graduatoria generale a un solo secondo dal francese. Aru, che già pensa al prossimo Tour, ha difeso senza fatica il suo quinto posto. Da segnalare nella top ten finale l'ennesima prova di orgoglio di Contador, che piazzandosi sesto nella crono a 21" da Bodnar, ha scavalcato Barguil, riguadagnando il nono posto in classifica. Oggi passerella finale a Parigi, ultima prestigiosa occasione per i velocisti rimasti in corsa.

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