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Energie rinnovabili, crescono i finanziamenti alla green economy

17 luglio 2017 - 06:20  di FIRSTonline
ING Italia ha raggiunto un'esposizione di circa 600 milioni di euro in 10 anni - Presentata la "“Relazione sullo stato della green economy 2016 - outlook sull'Italia per il 2017” - L'Italia fa più di quanto non appare
L'Italia spinge sull'economia verde e sulle rinnovabili, ottenendo risultati di tutto rispetto, nonostante siano in pochi a tenerlo in considerazione. Questo quanto si evince dalla “Relazione sullo stato della green economy 2016 - outlook sull'Italia per il 2017” presentato della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile durante l'evento organizzato a Roma da ING Italia per celebrare i suoi dieci anni di impegno nel settore delle energie rinnovabili.

Lo studio ha comparato le performance di green economy delle principali economie europee (Italia, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito). Ebbene, l’Italia ha mostrato nel complesso le migliori performance, posizionandosi al primo posto davanti a Germania e Regno Unito. In particolare, si sono distinti i settori delle rinnovabili, della gestione dei rifiuti/economia circolare e della produzione agroalimentare di qualità.

L’Italia, tuttavia, registra una inadeguata “percezione green” a livello internazionale su esperti e decision makers, posizionandosi solo al 29° posto tra 80 Paesi, mentre in termini di performance effettive, guadagna la 15a posizione (Fonte: Dual Citizen “Global Green Economy Index).  

Nel dettaglio, l’Italia sconta un deficit importante su alcuni aspetti specifici, tra cui la leadership e il cambiamento climatico, nonostante i risultati raggiunti siano buoni. Al contrario, Paesi come la Germania registrano livelli di percezione green migliori delle performance realmente raggiunte.

Il rapporto evidenzia inoltre che, nonostante il rallentamento registrato nel settore dalle rinnovabili dal 2013, l’Italia è l’unica grande economia europea ad aver raggiunto con cinque anni di anticipo il target 2020. Secondo Eurostat, infatti, nel 2015 in Italia il 17,5% dei consumi di energia è coperto da rinnovabili, un valore più alto di quelli registrati in Francia, Germania e Regno Unito. Anche sull’efficienza energetica l’Italia presenta prestazioni interessanti, con una intensità energetica del PIL seconda solo a quella del Regno Unito, anche grazie a condizioni climatiche e a una struttura economica certamente favorevoli.

Altro aspetto importante sottolineato dal rapporto è la crescita del coinvolgimento del settore credito e della finanza. Si tratta di un comparto dell’economia particolare, con una naturale propensione a valutare le proprie strategie andando oltre il breve e medio termine e quindi propenso a ridurre l’esposizione ai rischi legati al cambiamento climatico, inclusi quelli connessi ad investimenti su tecnologie altamente inquinanti.

In quest’ottica, ING in Italia nell’arco di dieci anni ha raggiunto un’esposizione verso il settore nel suo complesso di circa 600 milioni di euro. Parallelamente, il gruppo di origini olandesi finanzia  progetti che accelerano la transizione dei clienti corporate verso una maggiore sostenibilità del proprio business e supportando quei soggetti che sviluppano soluzioni alle sfide poste dal contesto sociale e ambientale.

Nel settore solare fotovoltaico, per esempio, l’esposizione della divisione wholesale banking di ING Italia attraverso il dipartimento Structured Finance è decuplicata dal 2011, anno del primo deal, per un commitment limitato del valore di circa 20 milioni, arrivando a sfiorare nel 2016 i 200 milioni di euro. Il gruppo di origini olandesi, alla fine del 2016, aveva un'esposizione complessiva dell’area Sustainable Real Estate Financing in Italia pari a 520 milioni di euro, corrispondente al 30% del portafoglio complessivo.

 Grazie ai risultati ottenuti nel campo della sostenibilità a livello globale il gruppo ING, nel 2016, ha guadagnato il primo posto, su 395 banche quotate considerate, nella classifica elaborata da Sustainalytics, leader nelle ricerche sulla sostenibilità. ING ha inoltre ottenuto il punteggio di 90 su 100 nelDow Jones Sustainability Index (DJSI), contro un punteggio medio del settore pari a 61.

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