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Allarme incendi: in campo l’esercito

14 luglio 2017 - 10:37  di FIRSTonline
I militari presidiano le vie d'accesso al Vesuvio, dove finora sono stati distrutti 100 ettari di bosco - In Calabria i roghi hanno causato la morte di due agricoltori
Non si arresta l’ondata d’incendi nel Sud Italia. Centinaia di roghi, quasi tutti dolosi, stanno devastando migliaia di ettari in Sicilia, Calabria, Campania nonostante il lavoro incessante dei vigili del fuoco impegnati a terra e dei piloti di Canadair ed elicotteri.

Da oggi l'Esercito presidia le vie d'accesso al Vesuvio, dove finora sono stati distrutti 100 ettari di bosco. Intanto le fiamme hanno raggiunto anche Positano e i vigili del fuoco hanno dovuto proteggere l'ospedale ad Ottaviano.

In Calabria invece si contano le prime vittime. Due agricoltori della provincia di Cosenza sono morti mentre tentavano di spegnere gli incendi che avevano colpito i loro terreni. Il primo, un pensionato di 68 anni, è finito in un fosso dopo esser stato investito dal fumo che aveva invaso il suo uliveto a Cessaniti. Il secondo, un 69enne, è stato trovato morto nel suo terreno a San Pietro in Guarano.

Nessuna vittima ma centinaia di evacuati in Basilicata, a causa delle fiamme che hanno accerchiato 3 campeggi a Metaponto.

In Sardegna, infine, è stato convocato il comitato operativo regionale per coordinare le operazioni di spegnimento degli incendi che stanno interessando la Gallura.

Secondo Legambiente, dalla metà di giugno al 12 luglio sono andati in fumo 26mila ettari di boschi: la stessa superficie che è bruciata in tutto il 2016. Dall'inizio dell'anno, inoltre, si è stabilito un altro record: la flotta dello Stato è intervenuta 769 volte, il picco massimo degli ultimi 10 anni. Nel 2007, un anno infernale per gli incendi, le richieste si fermarono a 722. E nel 2012, altro anno difficile, furono 458.

I vigili del fuoco hanno effettuato nella sola giornata di ieri oltre mille interventi, un quarto dei quali in Sicilia dove tutte le province sono interessate dagli incendi.

Intanto, è riesplosa la polemica sullo scioglimento del Corpo forestale dello Stato, transitato nei Carabinieri e, in minima parte (360 persone su quasi settemila forestali) nei Vigili del Fuoco.

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