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Banche: Ue batte Usa su utili e ricavi

13 luglio 2017 - 15:55  di FIRSTonline
Secondo un'indagine dell'Area Studi Mediobanca, nel primo trimestre i ricavi delle banche europee sono cresciuti del 4,1% a fronte del +3,9% degli Usa mentre il risultato netto è migliorato del 19,7% contro il +11,4% americano.
Le banche europee hanno mostrato segnali di maggiore dinamismo nel primo trimestre sia sul fronte dei ricavi sia degli utili, superando, a livello aggregato, le performance degli istituti Usa che invece hanno registrato indicatori più brillanti nell'ultimo triennio. È quanto emerge dall'indagine sulle Banche internazionali condotta dall'Area Studi Mediobanca, che ha analizzato i bilanci dell'ultimo decennio dei principali istituti.

Nel primo trimestre 2017, i ricavi delle banche europee a livello aggregato sono cresciuti del 4,1% a fronte del +3,9% degli Usa mentre il risultato netto è migliorato del 19,7% contro il +11,4%. Anche le perdite sui crediti si sono ridotte in modo più consistente al di qua dell'Atlantico (-17,9% a 7,7 miliardi di euro contro -12,3% a 6,8 miliardi). A livello medio, i coefficienti patrimoniali degli istituti del Vecchio Continente sono più elevati: 13% il Cet1 medio a marzo 2017 contro 11,5% dei gruppi americani.

L'indicazione relativa al primo trimestre è in controtendenza rispetto allo scenario generale che emerge dal confronto Europa-Usa nell'orizzonte dell'ultimo triennio e nel 2016. Lo scorso anno gli istituti europei hanno ridotto del 32% il risultato netto rispetto al 2015 (nonostante una maggiore efficacia nel contenimento dei costi) e hanno ridotto i ricavi (-6,2%), mentre quelle Usa hanno registrato +24% circa negli utili e +1,7% nei ricavi.

Inoltre, dall’indagine emerge che le grandi pulizie di bilancio da parte delle banche europee hanno portato a oneri straordinari per circa 144 miliardi di euro nel periodo 2011-16 con oltre 106 miliardi pagati per chiudere contenziosi e 151 miliardi di euro di svalutazioni a cui hanno fatto da contraltare plusvalenze per 121 miliardi.

L'impatto negativo di tali voci straordinarie è stato nettamente più contenuto per gli istituti bancari Usa che hanno registrato a livello aggregato un saldo negativo di 34,7 miliardi di euro. La pulizia di bilancio è proseguita nel 2016, segnala lo studio, e ha interessato in primis Rbs (-7,9 miliardi di oneri straordinari), Hsbc (-4,7 miliardi), Unicredit (-3,5 miliardi) e Deutsche Bank (-3,3 miliardi), mentre Intesa Sanpaolo è stata la migliore tra i principali gruppi europei con un impatto positivo di 1,4 miliardi di euro.

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