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Moda: in Italia il falso vale 10 miliardi l'anno

12 luglio 2017 - 10:40  di FIRSTonline
Secondo uno studio di Confartigianato, il mercato della contraffazione impedisce di creare nel nostro Paese 88.500 posti di lavoro - La maggior parte della merce falsificata viene da Cina, Turchia e Thailandia
Ogni anno la contraffazione sottrae alla moda italiana 9,9 miliardi di euro in termini di mancate vendite. Una perdita che ha conseguenze pesanti anche sull’occupazione, impedendo alle imprese di creare 88.500 posti di lavoro. A lanciare l’allarme è Confartigianato, che mercoledì a Milano – nell’ambito della fiera della manifattura “Origin, Passion and Beliefs” – ha organizzato il convegno “La filiera della legalità”, durante il quale ha presentato un rapporto sul trend del settore della moda italiana e sulle minacce della contraffazione.

“I falsi colpiscono uno dei settori più vitali del made in Italy e ad altissima vocazione artigiana – spiega Fabio Pietrella, presidente di Confartigianato Moda – nel fashion operano 78.416 imprese artigiane (il 55,4% delle 141.523 aziende complessive del settore) che danno lavoro a 205.504 addetti (poco meno della metà dei 550.425 addetti totali)”.

Secondo Confartigianato, nel mondo la moda falsificata vale 66,3 miliardi di euro l’anno e rappresenta il 32% di tutte le merci contraffatte. L’Italia è il secondo Paese più colpito dopo gli Usa in termini di danni alle imprese. Tra il 2008 e il 2016, il 64% dei sequestri eseguiti in Italia riguarda proprio merci del settore moda, per un valore di 3,3 miliardi.

Cina, Turchia e Thailandia sono i primi tre Paesi da cui proviene la maggior parte delle merci taroccate della moda destinate al mercato europeo e che transitano soprattutto a Hong Kong, Singapore e Iran. Dalla Cina, in particolare, arriva il 41,8% dei prodotti sequestrati nell’Unione europea nel 2015.

Ma il mercato del falso alimenta sommerso e attività illegali anche nel nostro Paese: quello della moda è infatti il settore manifatturiero con il maggior tasso di irregolarità, pari all`11,1%, dell’occupazione del settore. Il commercio on line ha contribuito ad espandere il fenomeno dei falsi. In 5 anni infatti, nell’Unione europea, è aumentato dal 5,7% a quasi il 23% il valore dei sequestri di merce contraffatta spediti per posta e corriere espresso.

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