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Nuove generazioni e povertà dei minori: il ruolo delle Fondazioni

23 giugno 2017 - 07:29  di FIRSTonline
Oltre un milioni di minori vivono in Italia in condizioni di povertà assoluta: ecco che cosa fa l'Acri d'intesa con Assifero
In Italia i minori sono sempre più poveri. Negli ultimi dieci anni la percentuale di minori in povertà assoluta – oltre 1,1 milioni – è quasi triplicata, passando dal 3,9% della popolazione di riferimento nel 2005 al 10,9% nel 2015 (fonte Istat) e quella dei minori in povertà relativa – più di 2 milioni di bambini e adolescenti – è raddoppiata, passando dal 12,6% al 20,2% nel 2015, con un’impennata di quasi 8 punti percentuali a partire dal 2011. Spesso allo svantaggio economico si accompagna uno svantaggio educativo, in un spirale perversa che è necessario interrompere, per non lasciare bambini e ragazzi privi della possibilità di sviluppare al meglio i propri talenti, capacità e aspirazioni. 

Rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano di fatto la libertà di crescere e l’eguaglianza fra tutti i bambini è una sfida alla quale la società civile non può ritenersi estranea. In particolare non si sentono estranei le Fondazioni di origine bancaria e le altre Fondazioni ed Enti della filantropia istituzionale, rappresentati rispettivamente da Acri e Assifero. Per questa ragione le due associazioni, che ogni anno organizzano insieme a Roma un evento per lanciare la Giornata Europea delle Fondazioni, declinata sui territori dalle singole Fondazioni il 1° ottobre, hanno scelto di dedicare l’edizione 2017 della manifestazione all’analisi del ruolo che una molteplicità di soggetti, insieme alla scuola e alla famiglia, ha nel contribuire alla formazione e alla crescita dei minori, costituendo una vera e propria comunità educante.


L’evento si è svolto nei giorni scorsi con il titolo:  “È una questione di  educazione. Comunità e crescita delle nuove generazioni”. Sono intervenuti: Giuseppe Guzzetti, presidente di Acri; Felice Scalvini, presidente di Assifero; Marco Rossi Doria, insegnante e già sottosegretario di Stato del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca; Massimo Ammaniti, professore ordinario di Psicopatologia dello Sviluppo all’Università La Sapienza di Roma; Raffaela Milano, direttore dei Programmi Italia-Europa di Save the Children; Carlo Borgomeo, presidente di Con i Bambini, impresa sociale strumentale della Fondazione Con il Sud, attuatrice del Fondo per il Contrasto della Povertà Educativa Minorile realizzato dalle Fondazioni di origine bancaria con il sostegno del Governo e la collaborazione del Terzo settore; Alberto Contri, presidente di Pubblicità Progresso – Fondazione per la Comunicazione Sociale; Don Fabrizio Valletti, direttore del Centro Hurtado; Barbara Riccardi, insegnante finalista al Global Teacher Prize 2016; Matteo De Liguori, membro del Parlamento Regionale degli Studenti della Toscana.

"È quello dell’educazione dei minori un tema che sta particolarmente a cuore alle Fondazioni di origine bancaria che, nel loro ruolo di soggetti filantropici capaci di attivare e moltiplicare le risorse impegnate in questo campo, realizzano molteplici progetti in sinergia con gli altri protagonisti del non profit, con le amministrazioni locali e con gli stessi istituti scolastici – ha dichiarato Giuseppe Guzzetti, presidente di Acri, l’associazione delle Fondazioni di origine bancaria -. Le nostre erogazioni filantropiche dal 2000 a oggi nell’intero settore dell’educazione e formazione sfiorano i 2 miliardi e mezzo di euro (2.492,3 milioni di euro) esclusi i 120 milioni finalizzati nel 2016 al Fondo per il Contrasto della Povertà Educativa Minorile. È questa un’iniziativa davvero importante, alimentata dalle Fondazioni con 120 milioni di euro all’anno, per tre anni, fino al 2018. È un’iniziativa senz’altro parziale per risolvere definitivamente il problema della povertà educativa in Italia, ma senz’altro è la più vasta in questo senso mai progettata. Essa prevede un impegno diretto, circoscritto e puntuale delle Fondazioni; e viene attuata in un’ottica di massima trasparenza e rendicontazione, oltre che di valutazione di impatto: una vera novità nel panorama nazionale. Il presente e il futuro dei minori ci sta a cuore – ha concluso il presidente di Acri -. Sono loro la promessa del domani. Ma è un domani che parte dall’oggi, dalla capacità che noi abbiamo di dar loro non solo strumenti e conoscenze, ma anche coraggio, forza e speranza per affrontare un quotidiano difficile che - fra cattive notizie che arrivano dal mondo degli adulti, e purtroppo non solo, attese esasperate di performance che li comprimono a volte fin dall’infanzia, rapporto di amore-odio con i social media che li tengono connessi con l’esterno, ma anche intrappolati – rischia di abbassare il loro sguardo in un’insicurezza che può renderli incapaci di guardare, vedere e costruire orizzonti nuovi. Non vogliamo che questo accada, per loro e anche per noi stessi".


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