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Giro: Nibali e Quintana alla sfida del Blockhaus

14 maggio 2017 - 06:35  di Aldo Bernacchi
Quella di oggi è una delle tappe più attese della corsa rosa che dovrebbe porre fine alla tregua dichiarata tra i big. Ieri vittoria dello spagnolo Izaguirre al termine di una frazione bella e movimentata ma che non ha mosso la classifica guidata sempre da Bob Jungels. Continua il digiuno italiano di vittorie.
Il Giro oggi scala il Blockhaus, la montagna dei briganti, che a detta di Davide Cassani, il Ct della nazionale azzurra, è l’ascesa più dura delle tante in programma. Dopo il poco o niente dell’Etna, con i big bloccati a controllarsi a vicenda, tutti sono pronti a scommettere che la vetta che rivelò il primo Merckx nel Giro del 1967 interromperà la tregua dichiarata tra  i favoriti, Quintana e Nibali su tutti, che è durata anche ieri nella tappa di Peschici. Per la cronaca il Team Sky ha tentato timidamente di muovere un po’  le acque stagnanti del Giro con uno scatto di Mikal Landa nel finale sugli spettacolari saliscendi del Gargano. Il basco, ufficialmente luogotenente di Geraint Thomas, ma con qualche libertà (e molta voglia) di giocarsi le sue chances di scalatore, è stato  anche per poco maglia rosa virtuale. Barlumi di lotta ma in un Giro in cui i primi 12 della classifica, dopo oltre 1500 km percorsi, sono ancora tutti raccolti in appena 10 secondi anche la mossa di Landa - come è stato il velleitario scatto di Nibali sull’Etna - merita di essere segnalata. Se la classifica non cambia con Jungels sempre leader, tallonato da Thomas secondo a 6”, la tappa di Peschici è stata – se ne sentiva il bisogno – finalmente bella e combattuta, in una natura bellissima, tra ulivi e il mare di spiagge e scogliere del Gargano, caratterizzata da una fuga iniziale di 15 che poi si sono mano a mano ridotti a quattro nel movimentato  finale quando all’orizzonte è apparsa Peschici con le sue case bianche e la strada ha incominciato a inerpicarsi negli ultimi 1500 metri con curve e controcurve.

A giocarsi la vittoria di tappa un poker di corridori di carattere e anche di classe, di quelli che se vanno in fuga vogliono vincere: due spagnoli Gorko Izaguirre, compagno di Quintana, e Luis Leon Sanchez, oro olimpico a Pechino, e due italiani, Giovanni Visconti, della Bahrain-Merida di Nibali, e Valerio Conti, che a lungo è stato maglia rosa virtuale. Quando i due italiani, tonici e tosti, sembrano finalmente in grado di rompere il digiuno di vittorie azzurre, il destino ha giocato loro contro con Conti che scivola per terra in una delle prime curve nell’abitato di Peschici. Sfortuna vuole che anche Visconti, subito dietro di lui, è costretto a frenare perdendo il colpo di pedale. Ne approfitta Izaguirre per involarsi e vincere la sua prima tappa al Giro (“così – dirà il basco - ho pareggiato mio fratello Jon che aveva vinto a Falses nel 2012”). Visconti è bravo a raggiungere e superare Sanchez piazzandosi secondo a 5”. Conti viene risucchiato dal gruppo dei migliori regolato da Battaglin a 12” da Izaguirre. Se i piazzamenti possono essere un segnale della condizione buon per Nibali che è spesso tra i primi posti: anche ieri sesto mentre Quintana, una sfinge sui pedali in attesa di mostrare le ali del condor, è finito a pari tempo ma solo sedicesimo. Si allunga il digiuno di vittorie italiane, si allungano i giorni in maglia rosa di Jungels. Siamo a quota cinque ma oggi il lussemburghese è atteso alla prova del fuoco del Blokhaus che lo affronterà con un fastidioso buco nel ginocchio, conseguenza di una caduta nella tappa di ieri. “Si va forte su strade strette e pericolose. Roba da matti!”, si è lamentato Jungels che mostrando il ginocchio ha anche aggiunto sorridendo: “Se domani (cioè oggi) perdo la maglia,  ho almeno una scusa”.

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