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Francia, elezioni e obbligazioni: gli effetti sul mercato secondario

27 aprile 2017 - 06:33  di FIRSTonline
DAL WEEKLY REPORT DI EQUITA - La vittoria di Macron al primo turno, e quella probabile al secondo, determinerebbe una generalizzata riduzione del rischio sulle asset class legate all’euro, relativamente sia al settore governativo e sia a quello corporate - Venerdì scorso anche la notizia del taglio del rating italiano da parte di Fitch.
Il primo turno delle elezioni presidenziali in Francia non ha riservato grandi sorprese, con il passaggio al secondo turno di Emmanuel Macron e Marine Le Pen. Il vantaggio registrato dal primo (23.8% vs 21.4%) consente di rafforzare l’attesa che al secondo turno il candidato del partito En marche! possa ottenere una larga maggioranza, ridimensionando quindi il rischio di affermazione del partito anti-euro della Le Pen. Ciò determinerebbe una generalizzata riduzione del rischio sulle asset class legate all’euro, relativamente sia al settore governativo e sia a quello corporate.

Fitch ha abbassato venerdi scorso il rating sovrano dell’Italia di un notch, da BBB+ a BBB con outlook stabile. A pesare sul giudizio dell’agenzia di rating un maggior rischio politico legato al nuovo governo Gentiloni considerato “debole e instabile”, la debolezza delle banche italiane ancora alle prese con il de-risking sul lato degli impieghi, e l’aumento del rapporto Debito/PIL al 132,6% (+11.2%) rispetto agli obiettivi previsti nel programma di stabilità 2013). Nell’immediato tale evento, soprattutto grazie all’attesa affermazione di Macron alle presidenziali francesi, avrà un impatto molto limitato.

I base rates hanno mostrato un generalizzato aumento nella settimana considerata, soprattutto della curva tedesca e della curva IRS, mentre la curva dei titoli governativi italiani è rimasta sostanzialmente invariata. In dettaglio: curva Bund +8bp 1yr/+15bp 10yrs; curva IRS -1bp 1yr/+15bp 10yrs; curva BTP -2bp 1yr/-2bp 10yrs. Sul mercato dei titoli financial italiani, i credit spread sul mercato cash sono rimasti fondamentalmente invariati, con la curva composite Z-spread degli emittenti IG in moderato flattening (+5bp 1yr/-5bp 10yrs).

La performance moderatamente negativa in termini di “cash price” sia nel segmento senior che in quello subordinato è fondamentalmente legata al rialzo dei tassi IRS. Il mercato dei CDS Single name ha visto invece un movimento divergente tra strumenti senior e subordinati. I primi hanno mostrato un consistente restringimento, mentre i CDS Sub hanno registrato un generalizzato aumento sulla parte a breve termine della curva (con la sola eccezione di Intesa). Alla luce del primo risultato elettorale in Francia è atteso nell’immediato un re-pricing del rischio di credito, con una riduzione dei credit spread in particolare per gli emittenti sub-IG.

Il mercato dei titoli corporate industriali italiani IG ha visto in particolare un’underperformance dei titoli di Atlantia a fronte dell’interesse della società per il Gruppo Abertis. Acquisizione prevista con elevato incremento del leverage di gruppo, atteso in aumento da 3.4x attuale a 5x atteso.

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