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Borsa: riflettori accesi su Unicredit, Fca, Mediaset e Atlantia

20 aprile 2017 - 08:39  di Ugo Bertone
Il cambio di governance in Unicredit, il nuovo sprint di Fca, gli sviluppi della contesa tra Mediaset e Vivendi e le avances di Atlantia per un polo autostradale con gli spagnoli di Abertis animano Piazza Affari che recupera dopo una settimana di ribassi mentre Beige Book e petrolio frenano Wall Street, zavorrata da Ibm
Una notizia positiva e due segnali d’allarme per l’economia globale. La crescita, segnala il Fondo Monetario, sarà quest’anno superiore al previsto: +3,5% rispetto al precedente 3,4%, grazie alla ripresa dell’attività industriale e degli scambi commerciali. È la prima volta in sei anni che l’Fmi rivede al rialzo le sue previsioni a breve. E il ministro Pier Calo Padoan ha detto ieri in Parlamento che il 2017 “è partito con il piede giusto”.

Ma sui mercati incombe il Beige Book, l’indicatore Usa sullo stato di salute Usa pubblicato ieri sera: la Fed segnala che la crescita dell'inflazione è solo marginalmente dovuta all'incremento degli stipendi. Nei 12 distretti in cui è diviso il Paese la crescita è "modesta" o "moderata". Insomma, l’effetto Trump è già finito oppure non c’è mai stato, al di là delle suggestioni di Wall Street. In Europa, intanto, dal bollettino Bce emerge l’allarme liquidità, legato alla scarsità dei collaterali a fronte degli impieghi bancari. Un segnale tecnico che può porre muovi problemi al Qe di Mario Draghi.

IBM ZAVORRA LA BORSA USA, BENE L’EXPORT GIAPPONESE

In Asia, i dati sulla bilancia commerciale del Giappone aiutano la Borsa di Tokyo: indice Nikkei +0,4% nel finale di seduta. Le esportazioni sono salite in marzo del 12%, contro il +6% stimato dagli economisti. L'indice Hang Seng di Hong Kong guadagna lo 0,4%. Shanghai -0,1%, Seul +0,4%.

A Wall Street sotto la zavorra di Ibm perdono colpi l’indice Dow Jones (-0,58%) e l’S&P (-0,17%). In terreno positivo il Nasdaq (+0,23%). Ibm è caduta in ribasso del 5,6% dopo aver archiviato il primo trimestre con ricavi inferiori alle previsioni. Quello che si è chiuso a marzo è il ventesimo trimestre consecutivo di contrazione dei ricavi per Big Blue.

Positivi i conti delle grandi banche dopo la doccia fredda di Goldman Sachs (ieri invariata). Morgan Stanley +2% dopo avere diffuso i dati del primo trimestre, chiuso con un utile per azione di 1 dollaro, superando le attese degli analisti attestate a 0,89 dollari. Bene anche JP Morgan (+0,4%) e Bank of America (+1,2%). Blackrock -1,70%: la principale società al mondo di gestione di fondi di investimento ha annunciato i risultati del primo trimestre, chiuso con un utile in crescita del 31%. 

Tornano a scendere le quotazioni dei Treasury Bill decennali dopo un lungo rialzo. Il rendimento è indicato a 2,21% da 2,16% di ieri, due giorni fa era al 2,25%. Oro in calo a 1.280 dollari l’oncia (-0,7%).

TONFO DEL GREGGIO: WTI A 50 DOLLARI

Brusco tonfo del petrolio dopo l’aumento a sorpresa delle scorte di benzina Usa (ai massimi da febbraio) e la crescita record della produzione di shale oil. Le quotazioni sono scese del 4% per il Wti (scivolato a 50 dollari). Brent sotto quota 53. Per Citigroup l’equilibrio è destinato a cambiare in caso di un nuovo taglio della produzione Opec (la riunione del cartello si terrà a fine maggio). Ancora in ribasso il comparto energy: -1,4% (negative 5 delle ultime 6 sedute). Da gennaio il calo è del 10%. Chevron -1,3%. A Piazza Affari Eni invariata, salgono Tenaris (+0,86%) e Saipem (+0,68%): oggi è in programma il cda.

MILANO SUPERSTAR. LA UE GELA I RAPPORTI CON LE DITTE UK

Il Parlamento del Regno Unito ha approvato la decisione del primo ministro Theresa May di indire elezioni politiche anticipate il prossimo 8 giugno con una maggioranza bulgara: i voti favorevoli sono stati 522, i contrari 13. Il Financial Times segnala che Bruxelles ha cominciato a escludere le ditte inglesi dalle gare d‘appalto Ue.

Stabili i sondaggi per le presidenziali francesi: Marie Le Pen e Emmanuel Macron restano pressoché appaiati per il primo turno di domenica prossima, mentre Macron viene accreditato di un ampio margine al ballottaggio (65% contro 35%).

Oggi usciranno i conti di Unilever, Nestlè, Pernod e Abb. Piazza Affari consolida i guadagni di una giornata Toro chiudendo con un rialzo dell’1,96% con il Ftse Mib, tornato in prossimità dei 20.000 punti, a quota 19.824.

Giornata positiva ma con minor entusiasmo per le altre Borse europee che, fatta eccezione per Londra che ha chiuso a -0,46%, hanno terminato in rialzo dopo i netti cali di ieri con Francoforte in ripresa dello 0,13% e Parigi a +0,27%.

Finale in negativo per i Btp. Lo spread ha annullato i guadagni della seduta chiudendo a 208 punti, dopo essere sceso in giornata fino a 204. Ad accentuare la cautela del mercato sono state le parole del membro dell'esecutivo Bce Praet, che ha rimarcato l'elevato livello di incertezza politica e indicato rischi al rialzo nel brevissimo termine per l’inflazione nella zona euro. Nel pomeriggio il tasso sul decennale francese è sceso al minimo da tre mesi di 0,86%, salvo risalire leggermente in chiusura.

LUNEDÌ RIPARTONO LE ASTE DEL TESORO

Dopo l'asta di trentennali tedeschi di ieri (collocati 814 milioni), il focus si sposta sul collocamenti francesi e spagnole di oggi. Parigi offre fino a 5,5 miliardi di Oat febbraio 2020 e maggio 2022 più indicizzati fino a 1,25 miliardi. Madrid fino a 5,5 miliardi di quinquennali e decennali e delle due scadenze lunghe gennaio 2029 e ottobre 2024.

Il Tesoro ha comunicato che lunedì prossimo verranno offerti in asta fino a 2 miliardi di Ctz e fino a 1,25 miliardi complessivi di indicizzati; oggi verranno annunciati i dettagli dell'asta di Bot semestrali di martedì 26.

FMI: ITALIA, PAREGGIO DI BILANCIO SOLO NEL 2022

Il governo rinnova l'impegno a disinnescare gli aumenti di Iva e accise che nel 2018, a legge invariata, assicureranno quasi 20 miliardi di euro. La precisazione arriva dal ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, che si è allineato all'ex premier Matteo Renzi, il quale aveva ribadito la sua contrarietà a qualsiasi aumento di imposte sui consumi.

L'obiettivo del pareggio di bilancio che il Def della settimana scorsa indica al 2020 per il disavanzo in termini sia nominali sia strutturali sarà raggiunto soltanto nel 2022. Lo scrive il Fondo monetario internazionale nel “Fiscal Monitor”, rapporto semestrale dedicato alla disamina dei conti pubblici delle principali economie mondiali. Il rientro del debito pubblico, per l'Italia da sempre punto dolente, dovrebbe secondo il Fondo iniziare soltanto l'anno prossimo - il Def dice già quest'anno - e proseguire fino al 2022. La proiezione Fmi sull'avanzo primario - variabile critica per la discesa del debito - è di 1,1% per quest'anno e 2,1% il prossimo dopo l'1,4% del 2016.

UNICREDIT TIRA LA VOLATA DELLE BANCHE “BENEDETTA” DA UBS

Dal Fondo monetario internazionale arriva però il riconoscimento dei progressi delle banche. Nel “Global Financial Stability” si citano la richiesta di ricapitalizzazione precauzionale di Mps, l'aumento UniCredit, la riforma delle popolari con la fusione che ha dato vita al Banco Bpm e il proseguimento della riforma delle banche cooperative. Quello che serve ora alle banche italiane sono "nuove misure" per proseguire nel ripulimento dei bilanci dalle sofferenze.

Intanto il comparto bancario italiano ha messo a segno un robusto rialzo (+4,4% ) guidando la riscossa del comparto europeo del credito (+3%). A guidare la corsa è stato Unicredit (+6%) davanti a Intesa (+3,6%), Ubi (+3,1%) e Banco Bpm (+3,9%). In forte aumento anche i titoli leader del comparto in Europa: Société Générale è salita del 3,5%, Deutsche Bank +2%, Santander +2,7%.

A richiamare l’interesse sul comparto è stato un report pubblicato da Ubs che ha bocciato le banche Usa (da Neutral a Underweight) per promuovere quelle europee da Underweight a Neutral scommettendo sulla politica espansiva della Bce contro quella restrittiva annunciata dalla Fed. Pesa anche il ritardo delle riforme annunciate da Trump.

MEDIASET, VA IN ONDA IL PROFONDO ROSSO

In netto ribasso per buona parte della seduta dopo la decisione dell’Agcom su Vivendi, Mediaset (+1,6%) e Telecom Italia (+1,4%) hanno invertito la rotta nel finale chiudendo con significativi guadagni. Ma si annuncia per oggi un’altra giornata calda per i due titoli.

A Borsa chiusa sono stati annunciati i conti di Mediaset per il 2016, l’anno peggiore nella storia della società: la perdita record (294,5 milioni) è legata all’effetto “negativo delle violazioni contrattuali di Vivendi" che ha pesato per 341,3 milioni. L'ebit è in negativo per 189,2 milioni. L’ad Pier Silvio Berlusconi ha detto di prevedere “un 2017 in utile”.

Per Premium sono previsti ricavi pari a 630-640 milioni. La società, ha detto Pier Silvio Berlusconi, non ha ancora deciso quali azioni intraprendere dopo la decisione dell'AgCom su Vivendi, ma ha ribadito la richiesta di rispettare l'accordo di aprile scorso sulla vendita di Premium ai francesi, compreso il risarcimento danni.

Si scalda intanto il clima in vista dell’assemblea di Telecom Italia. Il proxy adviser ISS, tra i più ascoltati dai fondi di investimento nelle decisioni di voto, suggerisce di astenersi alla prossima assemblea sulla lista proposta da Vivendi per la nomina del nuovo Cda e di dare voto favorevole a quella proposta da Assogestioni. Analoga indicazione è arrivata dal proxy Glass Lewis.

FIAT CHRYSLER IN RALLY, LEONARDO PROMOSSA DA JP MORGAN

Giornata favorevoli per il settore industriale. In grande evidenza ieri il settore automotive (indice Stoxx europeo+1,4%). Ha guidato la corsa Fiat Chrysler: +4,3% dopo avere annunciato buoni risultati di vendita in Europa a marzo (+18,2% in un mercato cresciuto del 10,9%). Icbpi ha confermato la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo a 11,3 euro sul titolo. Volkswagen è salita del 2,3%, Bmw +2%. 

n grande evidenza anche Leonardo (+1,9%): JP Morgan ha confermato la raccomandazione overweight e il prezzo obiettivo a 16 euro, con il titolo che è stato assurto al ruolo di top pick di breve termine degli analisti nel settore europeo. Salgono anche Cnh Industrial (+1,7%), Stm (+1,1%) e Buzzi (+1,5%). Fincantieri mette a segno un progresso del 2,5%. L’ad Giuseppe Bono ha offerto precise garanzie ai sindacati francesi in vista dello sbarco del gruppo nei cantieri Saint Nazaire.

LA JUVE NON SI FERMA PIÙ, RIFLETTORI SU ATLANTIA

Continua anche in Borsa la marcia trionfale della Juventus (+12,77%). Oggi all’esame di Piazza Affari anche le prospettive di nuovi introiti dalla Champions League dopo il passaggio alle semifinali.

Avanza Atlantia (+0,5%) in attesa che venga precisata la natura dell’offerta avanzata verso Abertis (ieri -3% dopo il+6% di martedì). Il mercato scommette su un’offerta d’acquisto amichevole che consentirebbe alla società de Benetton di far salire al 60% l’ebitda realizzato fuori Italia.

Dall’assemblea di Italmobiliare è emerso l’interesse della cassaforte della famiglia Pesenti di acquisire una partecipazione in Tecnica.

Vendite su Ovs (-1,67%): Equita Sim ha evidenziato che i risultati dell'esercizio chiuso al 31 gennaio scorso sono stati sotto le attese a livello di Ebitda.

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