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Atlantia-Abertis: Opas possibile a 16 euro

20 aprile 2017 - 10:48  di FIRSTonline
Secondo il quotidiano spagnolo El Confidencial, il gruppo Benetton realizzerebbe l'acquisizione con un'offerta mista in azioni e contanti. Ad Abertis sono interessati anche i cinesi. La fusione darebbe vita al primo operatore autostradale mondiale
La Borsa vuole l'Opa ma l'operazione Atlantia-Abertis potrebbe essere realizzata con un'Opas, offerta pubblica di acquisto e scambio, cioè in parte in azioni e in parte in contanti.

Ad anticipare la struttura dell'operazione che il gestore autostradale della famiglia Benetton potrebbe lanciare sulla concorrente spagnola Abertis è stato il quotidiano online spagnolo El confindencial. Secondo la testata, l'operazione verrebbe realizzata con un’offerta mista da 16 euro ad azione, in parte in azioni di Atlantia e in parte in contanti, con successiva fusione tra le due società.

Il valore riconosciuto agli azionisti di Abertis è molto vicino a quello del titolo raggiunto con la performance degli ultimi giorni (mercoledì ha chiuso a 15,795 euro).

Nel frattempo continuano i contatti tra le due società per valutare la possibilità di un’integrazione. Ma la holding dei Benetton non sarebbe l’unica interessata al gruppo spagnolo. Fonti di stampa riferiscono che nei mesi scorsi la conglomerata cinese Hna avrebbe proposto piani alternativi ad Abertis e all’azionista di riferimento La Caixa (con il 22,5% del capitale sociale), che parrebbe più incline ad appoggiare un matrimonio con un gruppo industriale.

In ogni caso gli analisti sottolineano che l’operazione tra Atlantia e Abertis potrebbe avere senso sia dal punto di vista finanziario che strategico, ma servono maggiori dettagli sui termini dell’operazione.

La fusione tra i due player darebbe vita a uno dei maggiori operatori autostradali al mondo, con una capitalizzazione complessiva di circa 35 miliardi e un giro d’affari annuo di oltre 10 miliardi, superando così i 6,3 miliardi di ricavi da concessioni messi a segno nel 2016 da Vinci, il primo player dei pedaggi in Europa. L’operazione è anche in linea con la strategia più volte ribadita dall’Ad Giovanni Castellucci di diversificare il portafoglio oggi particolarmente concentrato sull’Italia. Secondo gli esperti l’operazione riuscirebbe infatti ad incrementare l’Ebitda da attività internazionali dal 25% al 60% crescendo in mercati dove è già presente (Europa, Cile e Brasile).

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