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Champions, la Juve a Barcellona: è la notte della supersfida

19 aprile 2017 - 07:23  di Federico Bertone
I campioni d'Italia, reduci dalla sonante vittoria dell'andata (3-0), entrano nella storia se eliminano il Barcellona di Messi ma i catalani sognano la remuntada come accadde contro il Psg - Luis Enrique: "Sappiamo che dovremo segnare 5 gol e siamo in grado di farne 3 in 3 minuti" - Allegri: "Non siamo venuti qua a difenderci: i miei sanno come fare".
Appuntamento con la storia. La Juventus è pronta a calarsi nell’inferno del Camp Nou con la consapevolezza di essere a un passo dall’impresa di eliminare il Barcellona, per poi puntare con decisione alla finale di Cardiff. Il 3-0 dell’andata darebbe ampie garanzie un po’ contro chiunque, ma non qui: perché se c’è una squadra avvezza alle rimonte è proprio quella di Luis Enrique, già capace nel turno precedente di ribaltare uno 0-4 ai danni del Psg.

I catalani conoscono il potere del proprio stadio, non a caso vanno avanti da una settimana a evocare le grandi imprese di cui sono stati capaci, un po’ per intimidire la Juve e un po’ per autoconvincersi che anche questa volta saranno loro a uscire vincitori.

“Sappiamo già che dovremo segnare 5 gol e siamo in grado di farne anche 3 in altrettanti minuti – l’arringa di Luis Enrique – Sarà una serata memorabile, vogliamo un clima di pazzia sportiva. La prima rete la faremo noi, la seconda lo stadio, la terza verrà da sé… È difficile ma possibile, ecco perché non voglio usare la parola miracolo”.

Tanta sicurezza però mal si sposa con il Barcellona degli ultimi tempi e non solo per la partitaccia di Torino: i blaugrana sono lontani parenti dell’armata invincibile di qualche anno fa e la Juve parte da un vantaggio di proporzioni comunque importanti.

“Non siamo venuti qui solo per difenderci, giocheremo per fare gol – ha spiegato Allegri – Ci servirà una prestazione lucida e fredda, conosciamo le loro debolezze difensive e cercheremo di sfruttarle. Non so se Luis Enrique creda davvero in quello che dice ma i miei giocatori sanno come comportarsi”.

Il messaggio è forte e chiaro: vietato difendersi all’arma bianca e dare così speranze agli avversari, meglio giocare con calma e colpire al momento giusto. I bianconeri hanno tutto per farcela e se riusciranno a isolarsi dalla bolgia del Camp Nou avranno compiuto il più del lavoro.

Allegri non scherza e infatti è deciso a confermare il 4-2-3-1 tipo, vale a dire con tutti gli attaccanti in campo. Formazione identica a quella dell’andata con Buffon in porta, Dani Alves, Bonucci, Chiellini e Alex Sandro in difesa, Khedira e Pjanic a centrocampo, Cuadrado, Dybala e Mandzukic sulla trequarti alle spalle di Gonzalo Higuain.

Pretattica d’ordinanza invece per Luis Enrique, che non ha ancora deciso se schierarsi col 4-3-3 o col 3-4-3. Probabile propenda per la seconda ipotesi, con Ter Stegen tra i pali, Piqué, Mascherano e Jordi Alba nel reparto arretrato, Sergi Roberto, Busquets, Iniesta e Rakitic in mediana, Messi, Suarez e Neymar nel tridente offensivo.

Arbitro della sfida l’olandese Kuipers, quello che nel 2012 contribuì a eliminare il Milan di Allegri assegnando due rigori (soprattutto il secondo) un po’ così ai catalani: elemento di cui il tecnico bianconero spera di non dover tener conto.

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