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Matilde di Canossa, un brand millenario con Syusy Blady

15 aprile 2017 - 20:06  di Maria Teresa Scorzoni
In uscita in Emilia-Romagna "La signora Matilde - gossip dal Medioevo", docu-film su Matilde di Canossa interpretato da Syusy Blady - I registi Marco Melluso e Diego Schiavo raccontano un personaggio storico come un brand moderno, inserendo nel film elementi di modernità.
Un mondo conteso da due multinazionali, la Sacro Romano Impero e la Papato Spa; in mezzo Matilde di Canossa che, su questa rivalità, erge il mito di se stessa, un brand destinato a durare nei millenni. Così Marco Melluso e Diego Schiavo raccontano una delle donne più importanti di tutti i tempi nel docu-film “La signora Matilde - gossip dal Medioevo”, interpretato da Syusy Blady e Luciano Manzalini. La storia non è mai stata così divertente, recita il sottotitolo e non si si può negare che questo sia vero guardando le locandine con il giornale dell’epoca “Novello mille”. Il lavoro dei due autori bolognesi è in distribuzione nei cinema dell’Emilia-Romagna in questi giorni e i fatti, lungi dall’essere solo un pretesto umoristico, sono spiegati con precisione e sapienza storica, ma senza dare troppo nell’occhio. Un involucro pop, per un contenuto sofisticato. 

“La verità è che non avevamo voglia di raccontare la solita tiritera medioevale - spiegano i due registi - perché dopo mezzora ci saremmo addormentati. Il nostro obiettivo è spiegare chi era Matilde di Canossa, ma anche accendere la curiosità e la fantasia degli spettatori. Abbiamo voluto dare vita a un format nuovo, lontano dai canoni classici del documentario storico, cercando di coinvolgere e appassionare il grande pubblico, anche quello giovane, sempre più legato al web”. I passaggi dall’antico al contemporaneo sono continui ed è bellissima la sovrapposizione fra strumenti comunicativi medioevali e attuali. I tweet e le emoticon di Matilde non hanno nulla da invidiare a quelli sui telefoni cellulari. 

L’eroina viene presentata come il marchio più antico, ben più forte e infinitamente più longevo di Coca Cola, Disney o Apple. 

“Matilde di Canossa era social prima che i social esistessero, era un personal brand prima che esistesse anche solo l’idea del personal branding – dice la produttrice Giusi Santoro, di POPCult – tutto questo può sembrare bizzarro e anacronistico ma ai nostri occhi risulta estremamente affascinante. È questo il genere di storia che ci piace raccontare, è questo il modo in cui ci piace raccontare la Storia. Il documentario è un prodotto innanzitutto televisivo che, per ora, ha una distribuzione cinematografica e poi andrà ai festival. Abbiamo il dvd e pensiamo verrà venduto in libreria”. 

Stupende le scene fra le rocche matildiche, emozionante la musica, sapiente la ricostruzione dell’umiliazione di Enrico IV a Canossa, interessanti le interviste agli eredi del casato, ai letterati e ai musicisti, ai produttori di bontà emiliane che, giustamente o ingiustamente, vengono attribuite come primogenitura alla vice regina d’Italia, dall’aceto balsamico di Reggio Emilia alle castagne.

Perfetti gli interpreti: travolgente Syusy Blady nei suoi completini rosa; sempre poetico, nei gesti misurati, Luciano Manzalini.

Il progetto si avvale di un finanziamento regionale ed è sostenuto dalla Emilia-Romagna Film Commission. 

La produzione ha organizzato infine una caccia al tesoro nei territori di Matilde il 7 maggio. Si parte da Bianello, dove comincia il film e si arriva a Canossa, con o senza capo cosparso di cenere.

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