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La Borsa scivola sull'auto e sulle banche

3 aprile 2017 - 18:20  di Maria Teresa Scorzoni
La flessione delle vendite di auto sul mercato americano penalizza Fca (-3,2%) e spinge Piazza Affari a invertire la rotta scendendo in territorio negativo (-1,22) - Sul listino pesano anche i ribassi dei titoli bancari - In controtendenza Saipem, Brembo (al suo massimo storico), Ferragamo e Moncler.
Domina il rosso nella prima seduta di aprile, con i mercati delusi dai dati americani sulle immatricolazioni auto nel mese di marzo. Piazza Affari perde l‘1,22% e si ferma a 20.242 punti, penalizzata dal tonfo di Fca, -4,98% e da una pioggia di vendite sui titoli bancari. Non bastano i buoni dati sull’indice manifatturiero del mese scorso e quelli sulla disoccupazione a sostenere Milano e neppure le altre piazze del continente: Madrid -1,24%, Parigi, -0,71%, Londra -0,55%, Francoforte -0,43%.

Wall Street apre cauta, poi vira in negativo anche a causa di un dato sul manifatturiero deludente rispetto alle previsioni. Sale l'attesa per l'incontro previsto in settimana tra il presidente Usa, Donald Trump, e quello cinese, Xi Jiping, intanto soffrono i titoli finanziari e le utilities. In controtendenza Tesla, dopo aver annunciato una crescita del 69% a 25 mila unità delle consegne di veicoli nel primo trimestre. L’auto elettrica surclassa quella tradizionale e oggi, in Borsa, Tesla vale più di un colosso come Ford e potrebbe superare GM. Sugli scudi anche Novocure, grazie agli esiti positivi nei test di una terapia per il cancro al pancreas.

In calo il rapporto euro dollaro, a 1,065 (-0,11%); scende il petrolio, Brent -0,67%, 53,17 dollari al barile. Lieve rialzo per l’oro, +0,32%, 1253,09 dollari l’oncia.

Seduta deludente per il secondario italiano, con il differenziale del decennale col Bund tedesco che sale del 2,92%, avvicinandosi a 190 punti (186.90) o ai 200, secondo il tipo di calcolo applicato. Il rendimento resta invece intorno al 2,15%.  Intanto la Bce, da questo mese, ridurrà il ritmo degli acquisti, nell'ambito del Qe, portandolo da 80 a 60 miliardi. Pesano sui titoli di Stato, soprattutto su quelli dei paesi più indebitati, anche le incognite politiche, dal terrorismo, come l’attentato di oggi a San Pietroburgo, alle numerose scadenze elettorali, dall’esito incerto. 

In Piazza Affari crolla Fca, le cui immatricolazioni negli USA, sono calate a marzo del 5%, a fronte di una stima di crescita del 2,5%. In discesa  i bancari, Bper -3,5%, Mediobanca -2,43%, Banco Bpm -2,66%, Ubi -2,5%, Unicredit -2,7%, Intesa -1,57%. Deboli le utilites, con A2a che cede il 2,68% nonostante gli ottimi conti e Snam, che lascia sul terreno l‘1,28%.

Male Telecom -1,54%. Fra gli industriali arretra Cnh -2,05%.

Sul versante opposto troviamo Saipem +3,27%, anche grazie al fatto che i due soci principali Eni e Cdp, per ora non intendono cedere le quote. Fra i petroliferi arretrano Eni, -1,5% e Tenaris -0,75%.

Positiva la moda con Ferragamo +1,18%, Moncler +0,97%, Ynap +0,81%. Vendite  su Luxottica, -1,45%. Bene Brembo +1,95% e Recordati +0,88%.

Fuori dal listino principale si distingue Save, +7,93%, società che gestisce l’aeroporto marco Polo di Venezia, dopo il riassetto della holding di controllo Finint che sancisce la separazione tra Enrico Marchi e il socio Andrea de Vido, e l'intesa di cedere il controllo a fondi gestiti da Deutsche Asset Management e Infravia. Sulla società verrà lanciata un'offerta pubblica di acquisto a 21 euro per azione, mentre è previsto che lo stesso Marchi resti azionista.

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