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Calciomercato delle panchine: Conte, Allegri e Spalletti, dove alleneranno?

25 marzo 2017 - 07:25  di Federico Bertone
L'addio di Luis Enrique alla panchina del Barcellona avrà un effetto domino in tutta Europa: Conte, Allegri, Spalletti ma anche Sarri, Pioli e Paulo Sousa non sanno ancora chi alleneranno nella prossima stagione - E tra il calciatori tengono banco i casi Donnarumma, De Sciglio e Mertens
L'ultima sosta, poi si farà sul serio. La pausa primaverile per le Nazionali, oltre che per avvicinarsi a Russia 2018, è un'occasione piuttosto ghiotta per fare il punto sul mercato e il discorso, ovviamente, non vale solo per giornalisti e tifosi. Sono proprio gli addetti ai lavori ad approfittare del weekend senza campionato per stilare le strategie estive, ormai neanche troppo lontane.

In questa fase si ragiona soprattutto sugli allenatori, prima pietra fondamentale per dare il là al progetto tecnico futuro: da un lato i risultati della stagione in corso, dall'altro le clausole contrattuali che li rendono più o meno raggiungibili. L'effetto domino non è ancora partito e nemmeno l'annunciato addio di Luis Enrique al Barcellona sembra poterlo far scattare: quella blaugrana è una panchina particolare che difficilmente finisce per interessare i grandi manager internazionali. E così, mentre in Catalunya ragionano sull'ennesima soluzione interna (probabile si tratti di Unzuè, vice di Luis Enrique), gli altri big aspettano e guardano con attenzione a ciò che succede attorno a loro.

Il discorso vale anche per la Serie A, forse la più attiva sulla questione, per quanto i grandi nomi preferiscano ormai da tempo lidi diversi. Qualcuno però potrebbe anche sentirne la nostalgia, specie se allettato da un'offerta multimilionaria: è il caso di Antonio Conte, che pur giurando fedeltà al Chelsea non è del tutto insensibile alla corte dell'Inter.

Suning vorrebbe affidargli un progetto ambizioso e ben pagato (triennale da 15 milioni a stagione per lui, oltre 200 da spendere sul mercato), lui per ora nicchia ma aspetta con interesse il rilancio di Abramovic: se il magnate russo vuole tenerselo stretto come sembra dovrà aprire i cordoni della borsa, viceversa il nuovo padrone della Premier potrebbe lasciare l'Inghilterra da vincitore e approdare alla corte nerazzurra.

Percorso inverso invece per Allegri, anche se qui sarà decisiva la Champions League. Il tecnico, dopo un inverno freddo (in tutti i sensi), sembrerebbe essersi riavvicinato al mondo Juve, tanto più che l'Arsenal (sua unica pretendente) rischia di non partecipare alla prossima coppa dalle grandi orecchie: ad oggi dunque il suo addio bianconero non è affatto scontato e anzi si parla di prolungamento di contratto, un fallimento europeo però potrebbe ribaltare nuovamente gli scenari.

Sarà per questo che Spalletti, il primo a strizzare l'occhio alla capolista, ha preso tempo con Pallotta e Baldini mentre Paulo Sousa, un tempo grande favorito per il dopo Allegri, non è più molto gradito (piace tanto, invece, al Borussia Dortmund). Anche in Italia, insomma, l'effetto domino fatica a scattare, seppur per molteplici fattori. Il discorso closing-Milan, per esempio, blocca Montella, il lungo contratto firmato l'anno scorso (con clausole annesse) Sarri, la vicenda Conte il povero (si fa per dire) Pioli.

Più mobile invece il mercato giocatori, specialmente quello che riguarda i giocatori in scadenza nel 2018. I nomi sono tanti ma il podio se lo prendono (per distacco) Donnarumma, Mertens e De Sciglio: gente importante (specialmente i primi due), la cui situazione contrattuale ingolosisce i maggiori club europei. Ancora pochi mesi e potrebbero accordarsi per lasciare i rispettivi club gratis, scenario che terrorizza Milan e Napoli, per cui la beffa sarebbe addirittura doppia.

Donnarumma dipende dal closing: se non ci saranno chiarezza e un progetto tecnico importante, Raiola dixit, non arriverà neanche la firma. La Juve sogna e contestualmente spera di mettere le mani anche su De Sciglio, altro giovane rossonero con un contratto fragile e, dunque, appetibile.

Il caso Mertens invece è sostanzialmente economico: gli oltre 20 gol tra campionato e coppe mal si sposano con l'ingaggio da 1,2 milioni garantito da De Laurentiis. Il belga chiede almeno il triplo, il presidente, complice un'età non proprio verdissima (30 anni il 6 maggio prossimo), nicchia: di qui l'interesse di Manchester United e Inter, pronti a inserirsi su uno dei maggiori talenti del nostro campionato, per giunta a prezzo di saldo.

Da monitorare anche la situazione De Vrij, ormai deciso a non rinnovare con la Lazio. Lotito cercherà di monetizzare al massimo tra giugno e luglio chiedendo 30 milioni, l'Inter (sempre lei) non vuole andar oltre i 18-20. L'estate è ancora lontana ma le manovre sono già cominciate: perché il mercato pallonaro, si sa, non si ferma mai.

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