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Bonus mamma domani: Inps in ritardo, ma "chi ha diritto è garantito"

21 marzo 2017 - 06:07  di Carlo Musilli
Doveva partire il primo gennaio, ma la piattaforma telematica per inviare la richiesta ancora non è pronta - Costa, ministro della Famiglia, rassicura: chi ha maturato il diritto a partire da inizio anno riceverà gli 800 euro
Il bonus mamma domani è partito in salita. La misura di welfare più attesa fra quelle introdotte dal pacchetto famiglia dell'ultima legge di bilancio – 800 euro una tantum per tutte le donne all’ottavo e nono mese di gravidanza, senza alcun tetto di reddito – doveva diventare operativa dal primo gennaio 2017. Invece ancora niente.

Migliaia di future madri e di donne che hanno partorito in questi primi tre mesi dell’anno subissano ogni giorno l’Inps di domande, chiedendo quando e come potranno finalmente ricevere il bonus per le prime spese da neo-mamma, ma non ricevono risposte precise. L'unico chiarimento arrivato riguarda la platea dei beneficiari, che però al momento rimane solo teorica.

Dall’Inps sostengono che fin dall’inizio erano previsti almeno tre mesi di tempo per predisporre la piattaforma online tramite la quale sarà possibile inviare le richieste. Ma se questi tempi tecnici erano noti fin dall’inizio, è difficile comprendere per quale motivo il governo non abbia rinviato l’entrata in vigore della misura. La stessa Inps, per risolvere la situazione, avrebbe potuto adottare una soluzione ponte accettando le domande cartacee in attesa del formato telematico.

Insomma, quello sul bonus mamma domani ha tutta l’aria di essere un pasticcio. Al momento non è dato sapere quando sarà risolto, ma chi ha maturato il diritto a questi 800 euro a partire dallo scorso primo gennaio può stare tranquillo: quei soldi, prima o poi, li riceverà. Parola di Enrico Costa, ministro della Famiglia, che su Repubblica si dice certo del fatto che “l’Inps stia lavorando con impegno per fare tutto nel più breve tempo possibile”.

D'altra parte è facile prevedere che, quando la situazione si sbloccherà, le domande accumulate da gennaio in poi provocheranno ulteriori ritardi. Un paio di mesi in più, almeno. Il tempo di passare da mamma domani a mamma ieri.

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