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Brexit ko in una notte: il segnale di Stoke-on-Trent

27 febbraio 2017 - 16:22  di Guido Bolaffi
Colpo di scena nella cittadina inglese di Stoke-on-Trent, dove i sì alla Brexit avevano toccato il 70%: i laburisti sono riusciti a mantenere con la maggioranza dei voti il seggio parlamentare reso vacante dalle dimissioni di un loro deputato.
In politica, come spesso accade nella vita, ci sono dei segnali che anche se piccolissimi ci dicono se possiamo o meno continuare a sperare. E’ il caso del drammatico confronto elettorale consumatosi ieri notte nella cittadina inglese di Stoke-on-Trent. Dove, contro ogni previsione, i laburisti non solo sono riusciti a mantenere con la maggioranza dei voti il seggio parlamentare reso vacante dalle dimissioni di un loro deputato. Ma, qui la vera importanza dell’evento, hanno fatto a pezzi i sogni di Paul Nuttel – l’esuberante successore di Neil Farage alla testa degli ultranazionalisti dell’UKIP - di riuscire ad ottenere dalle urne, cosa mai avvenuta in passato, il primo seggio parlamentare per il suo partito. Ipotesi a prima vista per nulla peregrina, se si considera che a giugno scorso, voltando le spalle alle indicazioni di voto dei laburisti, a Stoke-on-Trent i sì alla Brexit erano stati da primato assoluto: 70%.

Una valanga che la destra contava di replicare anche per confermare l’irresistibile ed irreversibile ascesa del neo populismo conservatore messo in moto, su scala mondiale, proprio dal voto separatista e anti europeista degli inglesi. E la riprova della gravità per l’inattesa sconfitta subita la si è avuta quando il neo capo dell’UKIP, saputo di aver avuto 5.233 voti contro i 7.853 dei laburisti, rompendo una regola non scritta ma sempre rispettata nel galateo politico anglosassone, per evitare imbarazzanti domande della stampa è letteralmente fuggito da una porta secondaria del suo quartier generale sbagliando però direzione. Al punto da costringere la polizia locale ad andarlo a recuperare per scortarlo fino all’auto di servizio. Un tocco di comicità che rende ancora più profondo, e piacevole, il sospiro di sollievo. E che può essere di buon auspicio per i due prossimi, delicatissimi appuntamenti elettorali di primavera in Francia e in Olanda.

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