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Lazio-Milan fa gioco all'Inter che continua la rincorsa

13 febbraio 2017 - 07:48  di Federico Bertone
L'Inter batte l'Empoli anche senza Icardi (2-0 con gol di Eder e Candreva) e aspetta con interesse l'esito dell'incontro di stasera all'Olimpico tra la Lazio e il Milan: se vincono i laziali il Milan finisce a meno cinque dall'Inter e se invece vincessero i rossoneri la squadra di Pioli scavalcherebbe in classifica quella di Inzaghi
L’Inter fa il suo dovere, ora tocca a Lazio e Milan. I nerazzurri dovevano vincere a tutti i costi contro l’Empoli per due motivi: restare in scia di Roma e Napoli e distanziare biancocelesti e rossoneri, impegnati nello scontro diretto di questa sera (ore 20.45) che, comunque vada, farà sorridere Pioli. Una vittoria dei padroni di casa manderebbe il Milan a meno 5, il risultato opposto garantirebbe comunque il sorpasso sugli uomini di Inzaghi, il pareggio, ça va sans dire, permetterebbe di guadagnare punti su entrambe.

Tutto ciò è stato possibile grazie al successo sull’Empoli, prevedibile quanto si vuole ma non scontato. All’Inter mancavano uomini importanti come Icardi e Perisic (ma anche Brozovic e Banega) e proprio i sostituti hanno saputo caricarsi la squadra sulle spalle. Al 14’ infatti è stato Eder a sbloccare la partita su assist di Palacio, un perfetto spot sul concetto di gruppo e di farsi trovare pronti quando serve.

L’Empoli ha accusato il colpo ma non è andato al tappeto: anzi al 53’ ha sfiorato il pari con Krunic (bravissimo Handanovic), facendo venire un bello spavento a tutto San Siro (protagonista peraltro dell’annunciata ‘panolada’ di protesta contro gli arbitri). Gol sbagliato, gol subito: un minuto dopo Eder, ancora lui, s’è travestito da assist man servendo a Candreva il pallone del definitivo 2-0.

“Ho visto la reazione che volevo – ha spiegato Pioli – Dopo Torino dovevamo dimostrare di essere una squadra vera e lo abbiamo fatto, sappiamo lottare, soffrire e ripartire anche se ci sono ancora margini di crescita”.

Questa sera il tecnico nerazzurro potrà sedersi in poltrona e godersi Lazio-Milan senza eccessivi patemi, a differenza dei diretti interessati, costretti a vincere per non rischiare di uscire dal discorso Europa. Il rischio, alla luce della classifica, riguarda più i rossoneri che i biancocelesti: perdere all’Olimpico, infatti, vorrebbe dire andare a 5 punti dalla sesto posto (che in quel caso sarebbe dell’Atalanta), un bel solco a questo punto del campionato.

“Noi dobbiamo pensare solo al nostro cammino, siamo consapevoli di affrontare una partita difficile ma possiamo fare bene – il commento di Montella – Sarà una gara importante ma non decisiva: alla fine del campionato mancano ancora tante partite”. Il tecnico sembra quasi mettere le mani avanti, d’altronde sbancare l’Olimpico sembra proibitivo e non solo per il valore della Lazio.

Montella infatti, oltre che dei soliti Bonaventura e De Sciglio, dovrà fare a meno di Romagnoli e degli squalificati Kucka e Paletta: una vera e propria moria di titolari, che renderà ancor più ardua la missione romana. La mossa che potrebbe sparigliare le carte riguarda Deulofeu, probabile “falso nueve” in un attacco senza prime punte con Ocampos e Suso, con Bacca e Lapadula a guardare dalla panchina. Per il resto 4-3-3 quasi obbligato con Donnarumma in porta, Abate, Gomez, Zapata e Vangioni in difesa, Bertolacci, Locatelli (ballottaggio con Sosa) e Pasalic a centrocampo.

“A tutto il gruppo brucia ancora la sconfitta dell’andata – ha ringhiato Simone Inzaghi – Vogliamo fare la partita e dare il massimo per ottenere i tre punti, ho visto grande voglia e determinazione nel continuare la striscia iniziata con Inter e Pescara”. La Lazio, fin qui sempre battuta negli scontri diretti (a parte il pareggio di Napoli), ha l’occasione di rilanciarsi davvero nelle zone alte della classifica, a patto di dimostrare finalmente una personalità da grande squadra. Inzaghi ci proverà con un 4-3-3 che vedrà Marchetti tra i pali, Basta, De Vrij, Hoedt e Radu nel reparto arretrato, Parolo, Biglia e Milinkovic in mediana, Felipe Anderson, Immobile e Lulic nel tridente offensivo.

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