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Referendum Jobs Act, oggi la Consulta decide

11 gennaio 2017 - 07:53  di FIRSTonline
Grande attesa per la decisione della Corte Costituzionale, prevista per oggi, sull'ammissibilità o meno dei tre referendum proposti dalla Cgil sul Jobs Act e riguardanti voucher, articolo 18 e appalti - Dal pronunciamento della Consulta dipenderà anche l'anticipo o meno delle elezioni politiche
Grande attesa per la decisione della Corte Costituzionale sull'ammissibilità o meno dei tre referendum proposti dalla Cgil, sulla base di oltre 3 milioni di firme, sul Jobs Act e in particolare sui voucher, sull'articolo 18 e sugli appalti.

L'attenzione si concentra in particolare sul referendum sull'art.18, quello politicamente più sensibile che va al cuore della riforma del lavoro promossa dal governo Renzi. Mentre sui voucher e sugli appalti i pronostici parlano di ammissibilità dei referendum, salvo modifiche preventive alle norme da parte del Parlamento, l'incertezza è massima sull'art. 18 e tutto si giocherà sulla valutazione dei giudici costituzionali sull'ammissibilità o meno di un quesito, come quello proposto dalla Cgil, che non è solo abrogativo della norma ma propositivo e "manipolativo" e cioè indicativo di come dovrebbe essere riformulata la legge su quel punto.

I precedenti non aiutano a fare chiarezza: vent'anni fa la Corte Costituzionale sostenne che la tecnica manipolativa non poteva essere ammessa perchè non mira ad abrogare una disciplina ma a sostituirla con un'altra, ma non sono nemmeno mancate decisioni positive su quesiti estensivi.

Tutto si giocherà sul filo di maggioranze risicate tra i giudici e dal loro verdetto dipenderà anche il destino dalla legislatura. Se venisse ammesso il referendum sull'art. 18 è probabile che ci sia un'accelerazione nella corsa alle elezioni politiche per rinviare la consultazione referendaria che altrimenti si dovrebbe tenere entro giugno. Se invece venisse escluso il referendum sull'articolo 18, è probabile che le elezioni politiche si tengano non prima dell'autunno o addirittura alla naturale scadenza della legislatura nel 2018.

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