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Hera, piano da 2,5 mld di investimenti e acquisisce Aliplast

11 gennaio 2017 - 15:01  di FIRSTonline
L’azienda di Ospedaletto di Istrana (Treviso), eccellenza nazionale nel riciclo della plastica, entra a far parte del Gruppo Hera - Dall’esercizio 2017 il dividendo per azione è previsto in aumento a 9,5 centesimi e, a partire dal 2019, a 10 centesimi (+11%).
Un preconsuntivo di oltre 905 milioni di MOL a fine 2016 e un piano all’insegna della crescita

Questa mattina il Consiglio d’Amministrazione del Gruppo Hera, riunitosi per approvare il Piano industriale al 2020, ha esaminato anche il preconsuntivo 2016, che consolida un margine operativo lordo a fine anno superiore ai 905 milioni di euro (rispetto agli 884 milioni al 31 dicembre 2015), superiore al consensus degli analisti, compensando interamente gli effetti negativi derivanti dal taglio dei ricavi regolati (WACC) e dalla conclusione di alcuni incentivi sulle rinnovabili.

Sulle solide basi di questo ottimo risultato raggiunto, il Piano approvato oggi, in linea con il precedente documento strategico, conferma il percorso di crescita che il Gruppo ha seguito in questi anni, imperniato sia sulla crescita organica sia sullo sviluppo per linee esterne, con l’obiettivo di consolidare i vantaggi competitivi acquisiti negli anni e cogliere le nuove opportunità che si presenteranno sul mercato.

Obiettivi economici in crescita e indicatori patrimoniali finanziari in miglioramento

Dal punto di vista economico-finanziario il Piano prevede al 2020 un margine operativo lordo (MOL) di 1.080 milioni di euro, con un incremento netto di circa 200 milioni rispetto agli 884 milioni consuntivati a fine 2015 e una crescita equilibrata e bilanciata del portafoglio di attività, mantenendo un basso profilo di rischio. Come sempre sarà garantita la sostenibilità finanziaria del Piano: nonostante l’aumento di oltre un miliardo di euro del capitale investito (determinato anche da quasi 2,5 miliardi di capex nel periodo 2016-2020), il rapporto tra posizione finanziaria netta e MOL al 2020 migliorerà ulteriormente, scendendo al valore di 2,8 volte, rispetto ad un rapporto pari a 3 volte nel 2015. Oltre al miglioramento della gestione finanziaria con un costo medio del debito atteso in riduzione dal 3,7% al 3,5% e una durata media di otto anni, si prevedono benefici legati alla gestione fiscale, che si avvantaggerà dalla recente legge di stabilità e relativo taglio dell’IRES. Uno degli obiettivi del Piano è anche il mantenimento dei rating creditizi assegnati a Hera da Standard&Poor’s e Moody’s, già oggi tra i migliori del settore e dello stesso paese Italia.

Le azioni previste dal Gruppo si fonderanno sugli ormai consolidati cardini dell’efficienza, eccellenza, crescita e innovazione, ma anche sulla nuova leva strategica dell’agilità, caratteristica ritenuta indispensabile per reagire in modo efficace al contesto in cui si muovono le utility, sempre più dinamico e sfidante.

Il Piano al 2020, inoltre, è stato elaborato per rispondere al meglio ai principali trend industriali emergenti dalle logiche di Economia Circolare e Valore Condiviso, che vedono il Gruppo Hera offrire un contributo tangibile a 10 dei 17 obiettivi dell’Agenda ONU, alle nuove esigenze della clientela da soddisfare con nuove soluzioni, fino alle più recenti evoluzioni legate all’Industria 4.0 e a tutti i processi di digitalizzazione, raccolta ed analisi dei dati e diffusione nelle nostre città di infrastrutture “intelligenti”. In un settore in profonda trasformazione, diventa indispensabile per il Gruppo fare leva sulla propria solidità ed efficienza per poter cogliere questi trend e continuare a rafforzare la propria leadership.

Un contesto sempre più dinamico

Le utility si trovano ad operare in contesti di mercato in rapida evoluzione o comunque caratterizzati da importanti discontinuità su più fronti. Sul fronte della regolazione, il quadro normativo offre maggiori opportunità in termini di sviluppo e stabilità rispetto al passato, ma richiede agli operatori del settore di sostenere più investimenti (es. contatori elettronici gas ed energia elettrica, gare gas, qualità dei servizi), anche per anticipare e seguire i già citati trend evolutivi del settore. Il contesto macroeconomico, pur non raggiungendo ancora le performance di crescita attese, mostra segnali incoraggianti, in particolare nelle principali aree geografiche servite dal Gruppo: Emilia Romagna e Veneto si sono distinte nel 2016 per una crescita del PIL superiore alla media nazionale.

La pressione competitiva tra le utility sarà sempre più forte, non solo nelle attività “a mercato” ma anche nella maggior parte delle altre attività in portafoglio, vista la pluralità di gare previste in arco Piano per l’assegnazione dei servizi di Distribuzione Gas, Igiene Urbana, Illuminazione Pubblica e sui segmenti di clientela tutelata/amministrata nel settore della vendita di energia. L’aumento della concorrenza unito alle spinte provenienti dalla riforma della Pubblica Amministrazione e dei Servizi Pubblici Locali, infine, potranno creare le condizioni per un progressivo consolidamento del settore, in modo da superare il deficit di efficienza complessiva e di industrializzazione del sistema.

Circa 200 milioni di crescita del MOL, grazie a efficienza e crescita esterna, e dividendi in progressiva crescita

Si conferma il modello di business del Gruppo, con un obiettivo di MOL al 2020 pari a 1.080 milioni di euro, ovvero 50 milioni in più rispetto al target 2019 del precedente Piano, con una importante crescita nel biennio 2017-2018. Un aumento del MOL in arco Piano per quasi 200 milioni rispetto al 2015, ottenuto grazie al contributo equilibrato di crescita interna ed esterna.

La forte attenzione all’estrazione di efficienze e sinergie alimenterà in modo preponderante la crescita organica del Gruppo tra il 2015 e il 2020, con oltre 20 milioni di sinergie attese dalle più recenti variazioni di perimetro e interventi di efficientamento per più di 80 milioni, distribuiti su tutte le filiere di attività del Gruppo oltre che sulle attività “corporate”. L’efficienza sarà perseguita anche grazie all’introduzione di tecnologie di natura innovativa: dall’impiego dei dati raccolti sul campo per ottimizzare le attività di raccolta e spazzamento, alla ricerca di perdite nelle reti idriche con avanzati sistemi di monitoraggio satellitare. Un’ulteriore spinta alla crescita deriverà nel biennio 2017-2018 dalle attività dei servizi di salvaguardia elettrica e default gas e, successivamente, dalla leva delle gare gas, con un MOL atteso di 27 milioni di euro nell’ipotesi di riconferma del Gruppo quale gestore nei territori di riferimento.

Grazie a questi risultati Hera sarà in grado di assorbire e più che compensare gli effetti negativi (per oltre 50 milioni di euro) legati alla riduzione degli incentivi sulla produzione di energia rinnovabile e del tasso di remunerazione del capitale investito nei business regolati (WACC). Al netto di tali straordinarietà si sarebbe registrata una crescita organica ancora più significativa.

Per quanto riguarda invece lo sviluppo per linee esterne, il Piano prevede un contributo medio annuo delle M&A in linea con il passato. In un bacino potenziale identificato con una logica prevalentemente di contiguità territoriale per operazioni di fusione (Merger) con aziende multiutility, il Gruppo Hera potrà fare leva sul proprio ruolo di soggetto aggregatore all’interno dei territori di riferimento, forte delle molteplici operazioni di acquisizione e integrazione che ne hanno caratterizzato i primi quindici anni di vita. Anche nei settori liberalizzati il Gruppo intende continuare a cogliere, già dall’inizio di questo 2017, le opportunità di acquisizione di aziende monobusiness (Acquisition), come già fatto nel 2016 nei settori ambiente ed energia.

Si riconferma infine una forte attenzione alla creazione di valore per gli azionisti, con un progressivo miglioramento in arco Piano dei ritorni finanziari sul capitale investito (ROI) e sull’equity (ROE), un utile per azione in crescita di circa il 5% medio annuo e una politica dei dividendi trasparente e in crescita rispetto al trend storico. Dall’esercizio 2017, infatti, il dividendo per azione è previsto in aumento a 9,5 centesimi e, a partire dal 2019, a 10 centesimi (+11%).

Quasi 2,5 miliardi di investimenti in cinque anni

Il Piano è sorretto da investimenti molto importanti per circa 2,5 miliardi di euro (250 milioni in più rispetto al precedente documento strategico), che serviranno ad alimentare la crescita del quinquennio, ma anche ad innestare la trasformazione dei business verso i nuovi paradigmi industriali dell’Economia Circolare e dell’Industria 4.0. La filiera reti assorbirà circa il 70% degli investimenti 2016-2020, inclusi circa 350 milioni dedicati alle gare gas e altri importanti interventi di ammodernamento delle infrastrutture come la sostituzione dei contatori con apparecchi elettronici o il completamento del piano di salvaguardia della balneazione di Rimini e del depuratore di Servola.

Il programma di investimenti si conferma sostenibile dal punto di vista finanziario, grazie a una positiva e crescente generazione di cassa, sufficiente a coprire gli stessi investimenti e il pagamento dei dividendi oltre a consentire il miglioramento della solidità finanziaria, lasciando così la flessibilità per sostenere altre operazioni di acquisizione monobusiness non inserite nel Piano industriale.

Reti: infrastrutture smart alla base del modello dell’Industria 4.0

In ottica industriale la crescita maggiore è attesa dall’area reti: il MOL riconducibile ai servizi di distribuzione elettrica e gas, del ciclo idrico e del teleriscaldamento passerà dai 428 milioni di euro del 2015 ai 533 milioni del 2020, anno in cui rappresenterà quasi la metà della marginalità complessiva del Gruppo.

La crescita della filiera si fonderà sull’estrazione di efficienze e sinergie operative, sulle premialità del ciclo idrico riservate agli operatori in grado di erogare un servizio di eccellenza, ma anche sull’ottimizzazione degli asset esistenti nel teleriscaldamento. Attraverso la progressiva digitalizzazione delle infrastrutture di rete e l’applicazione di tecnologie di ultima generazione (smart metering, IoT, modellizzazione delle reti, utilizzo dei droni, ecc.), il Gruppo raggiungerà nuovi livelli di eccellenza, che si tradurranno in una riduzione dei costi operativi, nell’ottimizzazione delle risorse e nel miglioramento della qualità del servizio.

Si avvicina poi l’appuntamento con le gare gas e il Gruppo punta a riconfermarsi nei territori già presidiati, per un complessivo incremento della propria rete gas di circa 290.000 punti di riconsegna, cui corrisponderà un maggior valore delle reti di distribuzione gestite (RAB). Alla filiera reti saranno destinati investimenti in arco Piano per quasi 1,7 miliardi di euro.

Ambiente: uno sviluppo del business sempre più fondato sul recupero

Al 2020 la filiera ambiente contribuirà per il 27% alla marginalità generata dal Gruppo, con un MOL previsto in crescita dai 230 milioni di euro del 2015 ai 289 milioni del 2020.

Si riconferma l’attenzione del Gruppo alle tematiche legate all’Economia Circolare: seppure nel 2015 con il conferimento in discarica del 9% dei rifiuti urbani Hera avesse già raggiunto l’obiettivo che l’Unione Europea si è data per il 2030, il Gruppo prevede al 2020 di scendere addirittura al 6%. In modo analogo, il Piano prevede sostanzialmente di raggiungere al 2020 il 75% di riciclo degli imballaggi, in anticipo di 10 anni rispetto alle scadenze fissate a livello comunitario.

Nell’ambito dei servizi di raccolta una sfida importante sarà rappresentata dalle gare per l’assegnazione dei servizi di igiene urbana in Emilia Romagna. Il Gruppo punta a riconfermarsi nei territori serviti, grazie anche alle importanti progettualità innovative già introdotte per aumentare l’efficienza del servizio e permettere così un contenimento dei costi a carico degli utenti con un incremento del target di raccolta differenziata, fissato per il 2020 a circa il 66% medio sul territorio del Gruppo. La dotazione impiantistica per lo smaltimento, il trattamento e il recupero dei rifiuti sarà sviluppata in modo da rispondere all’aumento della raccolta differenziata e all’ulteriore sviluppo del riciclo. Grazie ad un parco impiantistico unico sul panorama nazionale, infatti, il Gruppo si propone ormai da anni al mercato come soggetto di riferimento, capace di offrire servizi a tutto tondo ai propri clienti, anche i più esigenti. Lo sviluppo delle attività commerciali al 2020 potrà poi contare anche sulle relazioni già intrattenute dalle realtà acquisite di recente, con sinergie estraibili su alcuni segmenti di clientela in precedenza non presidiati dal Gruppo. Nella stessa direzione si inseriscono nuove iniziative di trattamento e recupero dei rifiuti, come l’impianto di S. Agata Bolognese, uno dei primi in Italia per la produzione di biometano. Gli investimenti dedicati all’ambiente ammonteranno a 546 milioni di euro.

Energia: la solidità della base clienti sarà rafforzata dall’attenzione alla customer experience

La filiera energia incrementerà la propria marginalità dai 205 milioni del 2015 ai 226 milioni del 2020, quale esito della strategia commerciale, di un contesto energetico previsto in leggera ripresa nei prossimi anni e del crescente interesse da parte della clientela domestica, industriale e pubblica ai servizi energetici e alle offerte di efficienza energetica che il Gruppo è in grado di proporre. L’attenzione di Hera al risparmio energetico spinge inoltre il Gruppo stesso a fissare obiettivi di riduzione dei consumi all’interno del perimetro aziendale, con la volontà di ridurre i propri consumi al 2020 del 5%.

Hera può contare già oggi su un patrimonio di quasi 2,2 milioni di clienti energy e le azioni che saranno messe in campo nei prossimi anni incrementeranno tale numero a circa 2,4 milioni, per un obiettivo di crescita in linea con il ritmo già tenuto in passato (circa 50.000 unità all’anno). A questi si aggiungeranno poi i contratti legati alle opportunità di crescita per linee esterne. Nel biennio 2017-2018 i risultati saranno sostenuti anche dalle recenti aggiudicazioni delle gare sui clienti in salvaguardia per l’energia elettrica e del default gas, in cui Hera ha conquistato la leadership, con un importante contributo economico e a livello di flusso di cassa. La clientela Hera ha dimostrato nel tempo la propria soddisfazione, con tassi di abbandono decisamente inferiori a quelli dei concorrenti nazionali. Tuttavia le esigenze del cliente stanno cambiando in modo rapido, grazie alla digitalizzazione e alle rivoluzioni tecnologiche in atto, e il Gruppo ha quindi sviluppato il proprio Piano con questa consapevolezza. I clienti saranno sempre più attenti alla possibilità di ottenere informazioni da una pluralità di canali di contatto (smartphone, PC, …) o di ricevere servizi ed offerte sempre più calati sulle proprie esigenze specifiche: Hera saprà rispondere a tali aspettative con una maggiore attenzione all’esperienza del cliente e l’introduzione di tecnologie innovative a supporto dell’evoluzione del proprio sistema di CRM.

Tomaso Tommasi di Vignano, Presidente Esecutivo Hera

“Il Piano appena approvato conferma un percorso di crescita, sostenuto dalle tradizionali leve di efficientamento e sviluppo per linee esterne e rafforzato dall’utilizzo di nuove tecnologie. Il miglioramento della nostra solidità finanziaria ci consente da un lato di riconfermare e migliorare ulteriormente la politica dei dividendi perseguita negli ultimi anni, dall’altro di considerare la profonda trasformazione in atto nel settore come una ulteriore opportunità di sviluppo anche in termini di possibili M&A, come già sperimentato nel passato".

Stefano Venier, Amministratore Delegato Hera

“Innovazione, sostenibilità ed efficienza energetica sono solo alcuni dei temi del nostro Piano industriale, attento a trarre vantaggio dai nuovi trend dell’Industria 4.0, Economia Circolare e Customer Experience. La conferma della nostra leadership nei mercati di riferimento è sorretta dai vantaggi competitivi che ci siamo costruiti negli anni e siamo pronti ad affrontare sempre nuove sfide. Anche questo Piano è stato elaborato nel rispetto degli equilibri finanziari che ci hanno caratterizzato fin qui, con l’obiettivo da un lato di rafforzare il nostro standing creditizio assieme al mantenimento di un basso profilo di rischio, dall’altro di continuare a creare valore per tutti i nostri stakeholder, garantendo l’opportuna flessibilità finanziaria per nuovi sviluppi.”

Operazione Aliplast

Herambiente ha firmato un accordo vincolante con Aligroup S.r.l. per l’acquisizione del Gruppo Aliplast, primaria realtà operante in Italia nel segmento della raccolta e riciclo di rifiuti plastici e conseguente rigenerazione, con un processo integrato che trasforma i rifiuti in prodotti disponibili al riutilizzo. L’operazione riguarda l’acquisizione delle azioni di Aliplast, attraverso un percorso che prevede l’acquisto del 40% nel corso dell’esercizio corrente, di un ulteriore 40% entro marzo 2018 e del restante 20% entro giugno 2022. L’enterprise value dell’operazione è pari a circa 100 milioni di euro e implica un multiplo EV/Ebitda di circa 6,5x, non diluitivo per gli azionisti Hera.

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