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Milano piatta, Wall Street contrastata. Bene lusso e auto

10 gennaio 2017 - 18:21  di Maria Teresa Scorzoni
Il FtseMib chiude in verde una seduta senza gloria mentre Wall Street si avvia a raggiungere il record di 20.000 punti - Deboli le banche, bene l'automotive con Fca e la sua scuderia - Chiude in forte attivo Cucinelli, il Patent Box rilancia Ferragamo e Moncler - In recupero petrolio e titolo energetici ma Saipem va giù.
La giornata sembrava incolore, ma alla fine Piazza Affari si anima e chiude in frazionale rialzo a +0,33%. A dettare il passo è casa Agnelli, con Exor +2,4%, miglior titolo fra le blue chip.

Più decisa la Borsa di Londra, +0,52%, ancora in scia all’indebolimento della sterlina sul dollaro (ma oggi recupera), nel timore di una hard Brexit. Di segno opposto Madrid, -0,43%, nonostante il prodotto interno lordo spagnolo sia cresciuto al ritmo tendenziale del 3,3% nel 2016, secondo Eva Valle, consigliere economico dell'ufficio del primo ministro. Un incremento superiore alle precedenti stime del 3,2% del governo. Clima tiepido a Francoforte +0,17% e Parigi +0,01%.

Wall Street apre in ordine sparso, poi i tre listini principali si allineano sopra la parità grazie al dato migliore delle previsioni sulle scorte di magazzino all'ingrosso delle aziende americane e in attesa di ulteriori stimoli  in settimana, a partire dal discorso di Donald Trump. Fra i titoli si segnalano Yahoo, che cambierà nome e si chiamerà Altana, una volta completata la vendita degli asset core a Verizon Communications; e la canadese Valeant (+11,36% in avvio), dopo la cessione a L'Oreal di tre marchi di cosmetici. Il Dow Jones è sempre in odore di raggiungere quota 20mila punti, record di sempre.

Sul Ftse Mib si distinguono positivamente Prysmian +2,21%, Cnh, +2,23%, Buzzi +1,3%, Exor +2,4%, oltre ai titoli del lusso, fra cui Moncler +2,02%. Bene Luxottica, +1,48%. Sale Fiat, +1,1% dopo il rally di ieri e Ferrari recupera terreno +1,27%. Petroliferi in libertà:  Eni (+1,04%), su cui gli analisti di Kepler hanno alzato il target price a 18 euro da 15,50 euro, mentre il cane a sei zampe ha incaricato un pool di banche per il collocamento di un’emissione obbligazionaria di 10 anni (scadenza gennaio 2027); arretra Tenaris -0,77%; affonda Saipem -4,24%, esclusa da Goldman Sachs  dalla lista dei preferiti.

Bancari privi di una direzione precisa. Fra i peggiori Ubi -1,34% che giovedì potrebbe convocare il board per formalizzare l’offerta per l’acquisto delle Good Bank. Unicredit recupera in zona cesarini, +0,22%, a meno di 48 ore dall’assemblea per l’approvazione del maxi aumento di capitale da 13 miliardi di euro. Secondo il Financial Times anche Deutsche bank, per rilanciare la propria strategia, dovrà ricorrere a una ricapitalizzazione da almeno 7 miliardi di euro nei prossimi mesi, ma se gli investitori dovranno scegliere, l’istituto italiano dovrebbe avere la meglio. In spolvero Unipol +1,73%.

Dopo giorni di prese di beneficio Mediaset risale dello 0,24% mentre Vivendi perde terreno a Parigi (-0,74%) con la bocciatura di Credit Suisse che giudica incerta la strategia del gruppo nel lungo termine. Tra i problemi l'esito della vicenda Mediaset, per cui vengono ipotizzati quattro scenari, tre dei quali negativi per i francesi.

Fuori dal listino principale si segnala Hera +0,09%, non tanto per la performance di oggi, vigilia dalla presentazione del pianto industriale, quanto perché Equita vede nella multiutility bolognese una candidata ideale per sostituire Mps fra le blue chip. Un’ipotesi, quella di togliere Monte Paschi dalle quotazioni, finora esclusa dal Tesoro. Oggi alle 18 sono ripartiti fra l’altro i colloqui fra il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan e i vertici della banca, il presidente Alessandro Falciai e l'amministratore delegato Marco Morelli.

Euro poco mosso; piccolo ritocco allo spread: -0,31% il decennale italiano sull’omologo tedesco, 162.30 punti base, rendimento 1,91%. Brent in calo -0,95% a 54,42 dollari al barile. Tonico l’oro, che guadagna lo 0,6% per 1188.2605 dollari l’oncia.

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