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Godzil-Land, un viaggio fantastico dal Mondo Perduto a Jurassic Park

6 gennaio 2017 - 05:54  di FIRSTonline
“Godzil-Land. Un viaggio fantastico dal Mondo Perduto a Jurassic Park” mostra, in modo divertente e davvero stimolante, quella che potremmo definire l’epopea del dinosauro, “bestione” che in meno di un secolo si è conquistato un posto di prima fila nel mondo fantastico di grandi e bambini. Padova, Centro culturale Altinate San Gaetano
Hanno sostituto coniglietti, cagnolini, gattini e panda come compagni di sonno dei nostri bambini. Sono protagonisti di film di successo, di infinite serie televisive, gruppi musicali si sono dati il loro nome. Se i dinosauri non ci fossero, dovremmo proprio inventarli.

Cosa che è avvenuta a Loch Ness dove la memoria del grande rettile anfibio è stata abilmente usata per rendere famoso nel mondo un luogo sino ad allora ignorato (quasi ci dispiace che l’inganno sia stato decretato ufficialmente tale). I dinosauri, perché di loro si tratta, nel giro di pochi decenni sono diventati una presenza universale, nell’immaginario, nel linguaggio, nelle arti.

La mostra è realizzata dal Settore Cultura del Comune di Padova in collaborazione con Arcadia Arte, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, in contemporanea alla grande mostra “Dinosauri. Giganti dall’Argentina”, aperta sino al 26 febbraio 2017 al Centro culturale Altinate San Gaetano.

“I più piccoli – ricorda Fabrizio Modina che della mostra Godzil-Land è il brillante curatore – li amano per la loro mostruosa aggressività, gli adulti per la loro silenziosa testimonianza. I dinosauri sono diventati una costante culturale del nostro tempo. La loro voluminosa presenza è uno dei temi narrativi più longevi della fantascienza che, slegata dal rigore scientifico, li ha resi protagonisti di storie indimenticabili, utilizzandoli il più delle volte come monito della fragilità dell’uomo”.

“Godzil-Land” ovviamente esula dall’ambito della paleontologia e non si propone obiettivi scientifici. Si limita ad indagare queste ingombranti, amate presenze nella nostra quotidianità. Il loro fascino potentissimo di icone del fantastico. Creature placide e benefiche oppure sanguinarie forze della natura impegnate a mettere in difficoltà l’eroe di turno o l’umanità intera, a seconda di chi li racconta o forse del momento personale.

Questa mostra non potrà che affascinare chiunque abbia cuore di bambino e curiosità da grande. Non c’è proprio da stupirsi se i dinosauri sono entrati spontaneamente nell’immaginario collettivo della fantasia e del fantastico, popolando da decenni la letteratura, il cinema, la televisione, le arti figurative, come questa mostra intelligentemente conferma facendo divertire.

Otto le sezioni, centinaia di “reperti”. Nelle varie sezioni, sono raccolti materiali provenienti da collezioni private e musei.
Non ossa fossili, calchi o riproduzioni dei grandi dinosauri primigeni. Ma creature di cui si parla in racconti, oppure immagini e disegni. Capillarmente presenti in tutte le case del pianeta e soprattutto nella mente di tutto il globo terracqueo: un fenomeno unico di penetrazione culturale universale.

Merito del cinema, innanzitutto. Già ben prima di King Kong o di Jurassic Park i dinosauri affascinavano nelle sale: Gertie the Dinosaur di Winsor McCay è del 1914 ed è uno dei primi esempi di animazione della storia. Anticipa i planetari successi che, sempre in tema di dinosauri, hanno valso enormi incassi alla Disney e a Pixar, per citare degli esempi.

Una sezione in mostra è riservata a Gojira (o Godzilla nella versione occidentale). L’enorme lucertola che incarna tutto il timore delle mutazioni genetiche apportate dall’uso delle bombe atomiche, conferendo ai dinosauri anche il delicato compito di denuncia del cattivo utilizzo della tecnologia. La creatura nipponica, rivisitata in vario modo, da più di mezzo secolo è protagonista di infinite produzioni al di qua e al di là del Pacifico.

La televisione, sin dal suo avvento, ha individuato nei dinosauri un tema che garantiva audience massima. Sono decine e decine le serie animate prodotte in cui sono protagonisti o, come nel caso dei Flintstones, “spalle” di rilievo.
Nella sezione riservata ai DinoBooks troviamo i dinosauri nella letteratura e illustrazione. Di loro si sono occupati personaggi come Jules Verne o sir Arthur Conan Doyle, seguiti da eccellenti epigoni. Troppo lungo descrivere i capolavori che Dino ha stimolato a un secolo e più di disegnatori.

Altrettanto affollata la sezione DinoComics. I dinosauri nei fumetti, con strip d’autore, soprattutto nordamericane e giapponesi. Desterà stupore, ma non troppo, la sezione successiva dedicata a Dinosauri e Musica. Sono loro a dare il nome a gruppi musicali, in primis ai T-rex, e sono ancora loro a essere protagonisti di moltissimi brani di successo.

Naturale che loro diventassero anche protagonisti di videogames. Perché, come svela l’ultima sezione, i dinosauri sono ormai leggendari ma sono in molti che sognano di poter trasformare la leggenda in realtà. Accanto alle folle di allenatori di Pokemon a caccia del loro amato Pikachu esiste un esercito di “acchiappadinosauri” che in tutto il mondo, dall’Africa all’Australia, sogna di imbattersi in un brontosauro piuttosto che in un velociraptor, sopravvissuto o rinato da un uovo dimenticato.

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