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Gli Etf che puntano solo su aziende di qualità sono 50 nel mondo e 10 in Italia: ecco quali

3 gennaio 2017 - 06:13  di Sara Silano
DA MORNINGSTAR.IT - È di circa 12 miliardi di dollari il patrimonio dei replicanti con focus sulle aziende più redditizie e in salute. Un’analisi Morningstar mostra pregi e difetti di questo fattore.
Sono circa cinquanta nel mondo gli Exchange traded fund (Etf) con un focus sulla qualità. Fanno parte della famiglia degli Strategic beta (comunemente conosciuti come smart beta) e hanno la caratteristica di puntare su aziende con un modello di business consolidato, un vantaggio competitivo sostenibile, un livello stabile di profittabilità e bilanci sani. Secondo i dati Morningstar, gestiscono un patrimonio di circa 12 miliardi di dollari a livello globale (dati al 30 giugno 2016). In Italia, i replicanti di questo tipo sono una decina a cui si aggiungono quelli multi-fattoriali, che includono, tra gli altri, il criterio della qualità.



COSA SIGNIFICA QUALITÀ

Queste strategie selezionano i titoli sulla base di indicatori quali il return on equity (redditiività del capitale proprio), il ritorno sul capitale investito o le misure della salute finanziaria di un’azienda. Morningstar, tuttavia, utilizza un altro parametro, l’Economic moat, che indica un vantaggio competitivo sostenibile in grado di proteggere i profitti dalla concorrenza. Le imprese possono avere un moat ampio (wide), ristretto (narrow) o non averlo affatto (no moat).

Alcuni settori come ad esempio i materiali di base o l’energia hanno prevalentemente società senza un vantaggio competitivo, mentre altri (beni di consumo difensivi o farmaceutici) ne hanno molte, come mostra il grafico qui sotto relativo all’industria europea.

 
Fonte: Morningstar Direct. Dati all’8 dicembre 2016.

LA QUALITÀ È CICLICA

“Come tutti i fattori di investimento, anche la qualità ha periodi di popolarità e di declino”, spiega Dan Lefkovitz, content strategist del segmento indici di Morningstar. “L’ultimo anno è stato un caso di studio in questo senso”. “Da gennaio, il mercato europeo è stato ‘no moat’, ma a tre anni le aziende ‘wide moat’ hanno fatto meglio di tutte le altre”, dice Fernando Luque, analista di Morningstar.

RENDIMENTI DELLE AZIONI EUROPEE PER ECONOMIC MOAT


TORO E ORSO

Usando gli indici Morningstar che raggruppano le aziende statunitensi in base all’Economic moat è possibile estendere l’orizzonte temporale al decennio (non esiste un’analoga serie storica per l’Europa). “In fasi di mercato Toro, sono i titoli senza moat ad ottenere i migliori rendimenti”, afferma Lefkovitz. “E’ accaduto nel 2007, nel 2009-10 e nel 2012-13. Per contro, nei periodi Orso, come il 2008, 2011 e 2015, le azioni wide moat hanno performance più elevate. Possiamo chiamarla ‘migrazione verso la qualità’, ma anche solidità dei modelli di business ben strutturati e capaci di generare profitti con continuità”.

OCCHIO ALLE VALUTAZIONI

Quale lezione trarre da questa analisi? “Come ogni fattore, la qualità è ciclica”, conclude Lefkovitz. “Anche se nel lungo periodo si è convinti che produrrà rendimenti superiori, nel breve può deludere. Dunque, è meglio non investire solo sulla base di questo parametro. Le valutazioni dei titoli restano un fattore fondamentale: gli investitori non dovrebbero strapagare la qualità, ma tenere sempre a mente il rapporto prezzo/fair value”.

Fonte: morningstar.it

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