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Gentiloni: "Avanti con le riforme, continuità con Renzi"

29 dicembre 2016 - 12:13  di Carlo Musilli
Conferenza stampa di fine anno del premier - "Il voto non è una minaccia: la stabilità non può imprigionare la democrazia" - "Lavoro e Sud sono le priorità. Il Jobs Act è una legge valida: correzioni possibili sui voucher, ma non sono un virus" - "Mediaset: non ci sono golden power. Su Mps intervento del governo tempestivo" - Il governo ha varato il decreto milleproroghe e nominato i nuovi sottosegretari - VIDEO.
“Sono stati 15 giorni molto impegnativi. Il risultato referendario non si cancella e lo abbiamo ben presente, ma non deve essere cancellato neanche il lavoro svolto dal governo Renzi, di cui ho fatto parte”. Con queste parole il premier Paolo Gentiloni ha aperto la sua conferenza stampa di fine anno alla Camera, dopo aver presieduto il Consiglio dei ministri che questa mattina ha approvato il decreto milleproroghe e nominato i nuovi sottosegretari.

“CONTINUEREMO SULLA STRADA DELLE RIFORME”

“Il governo continuerà sulla strada delle riforme - ha aggiunto il Presidente del Consiglio - Il messaggio è molto semplice: non abbiamo finito e soprattutto non abbiamo scherzato. Ci sono capitoli da completare e altri su cui concentrare i nostri sforzi. Per me le parole chiave sono lavoro, giovani e sud. Non perché poco si sia fatto fin qui, ma per la distanza fra gli sforzi fatti e i risultati raggiunti. E l’obiettivo del completamento delle riforme non è un mio puntiglio, ma un’esigenza del Paese, perché fa bene all’economia. So che la continuità nella squadra di governo, che abbiamo appena completato con la nomina dei sottosegretari, è considerata da alcuni un limite. C’è sempre voglia di qualcosa di nuovo e di sorprendente. Accetto la critica, ma rivendico questa scelta sul piano politico. Auspico piuttosto una discontinuità sulla violenza inaudita che c’è stata nel confronto pubblico, soprattutto in rete, nel corso di questo 2016”.

“LAVORO E MEZZOGIORNO: ALCUNE COSE DA RIVEDERE”

“Sul lavoro e sul Mezzogiorno ci sono alcune cose che vanno riviste - ha continuato Gentiloni - dobbiamo chiederci se il credito di imposta necessiti di alcuni correttivi, ad esempio. Io penso che abbiamo fatto un’ottima riforma del lavoro. Penso che, nel contesto dell’economia italiana e della sostituzione occupazionale che è in corso in tutto l’occidente, i nostri numeri di lavoro a tempo indeterminato e di riduzione (sia pure molto limitata) della disoccupazione vadano nella giusta direzione. Certamente c’è qualcosa da correggere e da cambiare, ad esempio nei voucher, che però non sono un virus che semina lavoro nero nella società. Anzi, l’introduzione di questo meccanismo per il lavoro accessorio è un tentativo di far emergere una parte di questo lavoro nero. Ma ci sono cose che non funzionano: eccessi, probabilmente settori in cui l'utilizzo dei voucher andrà limitato. Dobbiamo capire come correggere quello che c’è di sbagliato senza trasformare questo nella madre di tutti i problemi del nostro mercato del lavoro. Avete letto ieri quali sono i numeri collegati ai voucher: circa 47mila lavoratori annui full time e circa lo 0,23% del costo del lavoro. Non dico che vada tutto bene, gli abusi vanno corretti, ma considerando il tema nella sua dimensione reale”.



“LEGGE ELETTORALE: NESSUNA PROPOSTA DEL GOVERNO, FACILITEREMO IL CONFRONTO IN PARLAMENTO”

Per quanto riguarda la nuova legge elettorale, la posizione del Governo non cambia: “Non faremo alcuna proposta - ha ribadito il Premier - Il governo cercherà però di dare un contributo per facilitare la discussione parlamentare. Aggiungo anche sollecitandola, perché la sollecitudine in questa discussione non è correlata alla maggiore o minore durata del governo ma è un’esigenza del nostro sistema democratico. Poi la durata del governo viene decisa dal Parlamento e dalle maggioranze. Ma dobbiamo avere un meccanismo di regole elettorali omogeneo: è un interesse delle istituzioni, non di chi vuole prolungare la legislatura. Il voto non è una minaccia: la stabilità non può imprigionare la democrazia”.

“MEDIASET, NESSUN GOLDEN POWER. SU MPS ABBIAMO FATTO QUELLO CHE DOVEVAMO”

Sul versante societario, Gentiloni ha assicurato che "il governo guarda con attenzione alla scalata di Vivendi a Mediaset: siamo consapevoli dell’importanza di quel gruppo privato per l’Italia e siamo consapevoli che opera in un settore importante. Ma non ci sono golden power da esercitare in questo settore. Ci sono autorità di garanzia che se vorranno potranno porsi questo problema. In ogni caso, una scalata in un settore così importante non ci lascia indifferenti”. Su Mps “dobbiamo abituarci all’idea che sarà un percorso lungo. Ci sarà una dialettica. C’è un percorso di risanamento industriale che deve coinvolgere la banca. Noi abbiamo fatto quello che era giusto e necessario”.

“PRESIDENZA DEL G7: PUNTEREMO SU CENTRALITÀ MEDITERRANEO E RIAVVICINAMENTO ALLA RUSSIA”

Dal punto di vista internazionale, inoltre, “l’anno che sta arrivando sarà impegnativo per l’Italia - ha sottolineato il capo del Governo - Da lunedì entreremo nel Consiglio di sicurezza dell’Onu. Assumeremo poi la presidenza di turno del G7 e l’Italia che affronterà questi appuntamenti sarà per certi versi l’Italia che conosciamo: non abbiamo molti pulpiti che ci possano fare prediche dal secondo dopoguerra sulla coerenza della nostra politica estera. Cercheremo di usare la presidenza del G7 per due obiettivi: per affermare la centralità del mediterraneo (mare nostrum non può diventare mare nullius) e per contribuire ad avere relazioni diverse con la Russia. Non si tratta di rinunciare ai nostri principi, ma di evitare il ritorno a cornici ideologiche tipiche della guerra fredda che non hanno alcun senso nella situazione attuale”.

“FIERI DEL LAVORO SVOLTO IN QUESTI ANNI”

Gentiloni ha anche rivendicato le riforme varate dal precedente governo: “L’Italia deve essere fiera del lavoro fatto in questi anni. È stato garantito un certo livello di sicurezza anche in occasioni di avvenimenti molto importanti, come il Giubileo. L’Italia è riuscita anche a gestire, spesso circondata da una fragorosa solitudine europea, flussi migratori consistenti con equilibrio e umanità, anche se la questione è apertissima. L’economia è cresciuta, sia pure a un tasso che vorremmo più elevato. È aumentata anche l’occupazione stabile: circa 700mila posti di lavoro in più di cui due terzi a tempo indeterminato. Ma nella fascia sotto i 40 anni il lavoro da fare è ancora enorme. Abbiamo abbassato le tasse e messo in sicurezza il risparmio con il decreto di circa una settimana fa, la cui attuazione sarà lunga e complicata. L’Italia ha più diritti e ha avuto più ascolto a livello internazionale”.

“LE DIFFICOLTÀ: IL SISMA, IL TERRORISMO, IL DISAGIO SOCIALE”

Infine, “in questi momenti di rendiconto non dobbiamo trascurare le difficoltà - ha concluso Gentiloni - La prima è quella che deriva dal terremoto: forse il fatto che sia avvenuto per scosse successive non ci ha fatto rendere conto come comunità nazionale della gravità e dell’estensione del sisma, che non ha precedenti recenti. Non dobbiamo dimenticare le vittime che abbiamo avuto, ricordo l’ultima Fabrizia Di Lorenzo, per attacchi terroristici ai quali un paese civile non deve far mancare la memoria. Non esistono paesi non a rischio ma faremo tutto lo sforzo possibile per prevenire il presentarsi di queste minacce. E ricordo il disagio sociale che fa sentire perdenti alcuni strati sociali del ceto medio. Il governo nell’anno che verrà farà del suo meglio e si dedicherà esclusivamente ai problemi del Paese. Lo farà proseguendo e completando le riforme che sono state avviate. Lo farà per ricucire le tante lacerazioni che si sono aperte nel nostro tessuto sociale e recuperare la sua storica coesione, che è indispensabile per il futuro del nostro Paese”.

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