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Mps, nuovo accordo sulla riduzione di personale

27 dicembre 2016 - 07:38  di Giorgio Giva
La banca senese e i sindacati hanno raggiunto un accordo per realizzare la prima tranche di uscite di personale tra il 2016 e il 2019 che riguarderà in tutto 2.900 dipendenti: in primavera 600 vanno in pensionamento anticipato con un incentivo nel caso in cui il suo assegno mensile sia inferiore a 2mila euro - Ecco come funziona l'accordo


Venerdì scorso, 23 Dicembre, la Banca Monte dei Paschi di Siena, la cui delegazione era guidata da Ilaria Dalla Riva, responsabile della Direzione Risorse Umane, e i sindacati del credito, hanno raggiunto l’ intesa per realizzare la prima tranche di uscite di personale nell’ ambito del Piano Industriale 2016-2019,  che  prevede, nell’ arco di piano, una riduzione complessiva di 2900 esuberi, la chiusura di 500 filiali e l’ inserimento di 300 contratti a tempo indeterminato.

L’ accordo stabilisce che cessano il rapporto di lavoro il 30 aprile e dal 1° maggio prossimi sono collocati nel “Fondo di Solidarietà del Settore” (vale a dire la particolare forma di pensionamento anticipato per i dipendenti del credito) i 600 lavoratori, che matureranno il diritto alla pensione INPS dell’ Assicurazione Generale Obbligatoria nel corso dei prossimi 5 anni e comunque non oltre il 1° maggio 2022.

La domanda di adesione al Fondo di Solidarietà dovrà essere presentata dagli interessati tra il 15 gennaio ed il 31 gennaio;  potranno aderire al Fondo anche i Dirigenti che percepiscono una retribuzione non superiore a quella del più elevato livello della categoria Quadro (QD4) e se hanno raggiunto il massimo della anzianità e carriera contrattuale.

Peraltro l’ intesa, pur nel rispetto degli obiettivi di riduzione costi ed organici previsti dal Piano Industriale, salvaguarda le logiche di equità sociale complessiva già espresse con il contratto aziendale del 24 dicembre 2015.

Nell’ ipotesi infatti in cui l’ assegno mensile del Fondo di Solidarietà fosse quantificato in misura inferiore a 2.000 euro (al netto dell’ imposizione fiscale), al lavoratore sarà riconosciuto a titolo di incentivo all’ esodo, sotto forma di erogazione mensile, un importo in misura tale da garantirgli – in cumulo con la prestazione del Fondo – un trattamento netto pari all’ 80% dell’ ultima retribuzione percepita in servizio. Il cumulo tra l’ importo erogato dal Fondo e l’ integrazione corrisposta dalla Banca non potrà in ogni caso superare i 2.000 euro netti mese.

L’ accordo inoltre riserva specifiche previsioni per le lavoratrici che possono optare per il passaggio al metodo contributivo con cui verrà calcolata la loro pensione : in caso di adesione volontaria all’ esodo hanno infatti diritto ad un incentivo pari a 24 mensilità che potranno essere integrate fino ad un massimo di ulteriori 9 mensilità in relazione al periodo intercorrente tra la data di cessazione del servizio e quella della “finestra” pensionistica.

Continuano infine ad essere garantite ai lavoratori collocati nel Fondo le condizioni del welfare aziendale, come il rimborso delle spese mediche, il mantenimento della posizione accesa presso i Fondi previdenziali aziendali, le agevolazioni creditizie, condizioni e servizi tempo per tempo vigenti per i lavoratori in servizio.

L’ accordo, con il pieno coinvolgimento dei sindacati, costituisce dunque la base di partenza delle future negoziazioni legate ai progetti industriali ed alle ristrutturazioni organizzative riferite al nuovo scenario della Banca. 

E’ da sottolineare infine che In questo contesto la Banca ha voluto ulteriormente rafforzare le iniziative solidaristiche previste in azienda, sensibilizzando i manager a devolvere anche per il 2017  quote significative della loro retribuzione a MPSolidale, il fondo interno di solidarietà, attivo ormai da un anno, che viene alimentato, oltre che dalle retribuzioni dei manager, anche dalle donazioni di giornate di ferie e altri permessi retribuiti da parte dei lavoratori dipendenti per permettere ai colleghi, che ne abbiano necessità, di conciliare il loro tempo di vita e di lavoro, dovendo far fronte a gravi e accertati bisogni personali e familiari, dando priorità alle necessità di cura dei figli affetti da particolari patologie o disagi.

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