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Harry Potter e la ricchezza di JK Rowling

25 dicembre 2016 - 07:30  di goWare ebook team
È o non è miliardaria la creatrice di Harry Potter? - Sicuramente è un esempio per chi desidera vivere di scrittura - La Rowling è oggi una corazzata nell’industria globale dei media, presente di fatto in tutti i settori con prodotti specifici. È nell’industria libraria, nel cinema, nel teatro, sul web, nella televisione, nel business dei parchi a tema. Harry Potter ha pure un suo museo.
La ricchezza di JK Rowling sono il suo talento e la sua intelligenza

JK Rowling è una persona straordinaria e un esempio preclaro per chi desideri vivere di scrittura. Deve tutto ai suoi molteplici talenti e al modo in cui ha saputo metterli insieme in un super-talento più unico che raro. Ha fatto tutto da sola. Ragazza madre – una esperienza di cui va fierissima – ha iniziato a scrivere in un coffee house di Edimburgo, The Elephant House. Con il sussidio di disoccupazione non poteva permettersi di riscaldare la casa per tutto il giorno e quindi trovava riparo in un tavolo di un pub riscaldato di fronte a un bloc notes e a un bicchiere di caffè.

La ricchezza della sua immaginazione e la sua capacità narrativa non sono stati gli unici fattori del suo immenso successo. Forse il principale, l’archè. Ma la Rowling non sarebbe JK Rowling, uno dei maggiori contribuenti del Regno Unito, se non avesse saputo gestire superbamente questo suo talento creativo. Il che significa che la natura l’ha dotata di una capacità imprenditoriale e manageriale fuori dal comune. La Rowling è oggi una corazzata nell’industria globale dei media, presente di fatto in tutti i settori con prodotti specifici. È nell’industria libraria, nel cinema, nel teatro, sul web, nella televisione, nel business dei parchi a tema. Harry Potter ha pure un suo museo.

Giganti come Amazon e Apple, che non vengono a patti neanche con i governi e le istituzioni internazionali, hanno dovuto piegarsi alle condizioni volute dalla Rowling per poter esporre e vendere gli ebook di Harry Potter nelle loro librerie online. E c’è da star certi che ad aver lasciato le penne nella trattativa sono stati propri questi gruppi alteri e assertivi.

Miliardaria o milionaria?

La bionda scrittrice inglese è anche molto attiva nella beneficienza. Nel tempo ha messo in beneficienza una somma che si avvicina ai 200 milioni di dollari. Interrogata sul motivo di un contributo così ingente diretto a scopi caritatevoli ha risposto: “Quando possiedi molto più di quanto hai bisogno, hai la responsabilità morale impiegare bene il tuo denaro e anche condividerlo”. Anche in questo campo è indubbiamente un esempio.

A questo punto, però, sorge una domanda piuttosto prosaica a confronto della personalità e delle azioni della scrittrice. Ma è una domanda legittima: qual è il patrimonio netto della Rowling? Si sa che nel 2012 Forbes l’ha depennata dalla sua ambita lista dei miliardari dopo otto anni consecutivi di permanenza nella classifica dei super ricchi. È stata la prima scrittrice a comparire in questo tipo classifica.

James B. Stewart, columnist del “New York Times”, valuta che il patrimonio della signora Rowling possa essere stimato nell’ordine del 1,2 miliardi di dollari. Forse Steward potrebbe farsi i fatti suoi, ma per il lettore curioso di queste storie è un pezzo imperdibile anche dal titolo intrigante In the Chamber of Secrets: JK Rowling’s Net Worth. È può essere anche d’ispirazione ai colleghi scrittori meno fortunati che combattono la loro battaglia quotidiana per vivere del loro lavoro.

Le ultime azzeccate iniziative

Nel 2012, dopo otto anni, Forbes ha escluso JK Rowling dalla classifica dei più ricchi del mondo, perché le tasse e le ingenti opere di beneficenza sembravano aver corroso il suo patrimonio, ma adesso potrebbe tornare a farne parte.

La settimana scorsa Animali fantastici e dove trovarli, il primo film del nuovo franchise basato su sceneggiature della Rowling, è uscito negli Stati Uniti con $75 milioni di incassi (e $150 milioni in tutto il mondo), mentre le attesissime attrazioni del Wizarding Word di Harry Potter sono state inaugurate nei parchi tematici della Universal Studio a Orlando (in Florida), a Hollywood, a Osaka (in Giappone), ma anche al Warner Bros Studio Tour di Londra.

Il dramma in due parti Harry Potter e la maledizione dell’erede sta andando molto forte a Londra e dovrebbe approdare a Brodway nel 2018, mentre il libro che ne è stato tratto è schizzato ben presto in cima alle classifiche dei best seller e di recente la Warner Bros. ha ceduto i diritti televisivi di Harry Potter alla NBCUniversal per $250 milioni.

La stima del patrimonio della Rowling non può andare oltre la semplice speculazione, per quanto fondata (a differenza di molti tentativi pregressi). La scrittrice è notoriamente riservata, soprattutto quando si parla della sua situazione economico-finanziaria. Ha negato di essere una miliardaria, dopo che Forbes l’aveva consacrata come tale, e nel 2005 ha dichiarato in un’intervista di Katie Couric di avere “molti soldi, più di quanti abbia mai sognato di avere, ma non sono miliardaria”, per poi astenersi da ulteriori commenti.

Un modello di comportamento

Perciò questa settimana ho deciso di valutare la portata del suo patrimonio, non certo per violare la sua privacy, ma perché rappresenta un caso più unico che raro nelle classifiche degli ultraricchi, è diventata un modello di comportamento. Non solo ha fatto fortuna in gran parte grazie al suo ingegno e alla sua immaginazione, ma paga le tasse e fa beneficenza. In un periodo come questo, di polemiche accese sull’aumento della disuguaglianza, quello della Rowling è un successo clamoroso che nessuno sembra permettersi di contestare.

“È una storia impressionante”, dice Steven N. Kaplan, Professore alla Booth School of Business di Chicago e autore dello studio It’s the Market: the Broad-Based Rise in the Return to Top Talent (“È il mercato: il grande ritorno dei talenti”), sui nuovi ricchi dell’era digitale.

“Ha dovuto lottare in quanto ragazza madre”, racconta, “poi ha creato un marchio eccezionale e adesso sta cogliendo i frutti del suo incredibile talento, è per questo che alla gente non interessano i suoi soldi, piuttosto gli dà fastidio che i dirigenti vengano ricompensati per i loro fallimenti”.

C’è da dire che ha goduto del sostegno di poteri commerciali non da poco: la Scholastic, che ha pubblicato i libri di Harry Potter, la Warner Bros., che ne ha prodotto gli adattamenti cinematografici, e la NBCUniversal, che ha inserito il Wizarding World nei suoi parchi divertimenti. Inoltre Neil Blair, ex dirigente della Warner Bros., ha rappresentato la scrittrice e ne ha difeso tenacemente gli interessi dopo aver fondato nel 2011 la Blair Partnership, un’agenzia letteraria di cui la Rowling è la principale cliente (argomento su cui Blair ha preferito non esprimersi).

Assieme ad altri scrittori, star e atleti, la Rowling ha tratto vantaggio dalla globalizzazione e dal progresso tecnologico, quelle stesse forze che hanno schiacciato la classe operaia. “Trenta o quarant’anni fa i personaggi famosi non facevano tutti questi soldi”, fa notare Kaplan, sottolineando che Bob Hope è stato l’unico uomo di spettacolo annoverato nella classifica originale dei 400 di Forbes e che la maggior parte dei suoi profitti provenivano da investimenti in campo edilizio. “Oggi la globalizzazione, internet e i social media permettono di raggiungere un mercato molto più vasto”, aggiunge Kaplan.

Editoria e intrattenimento

A ben guardare, le fonti di guadagno della Rowling suggeriscono che l’ammontare del suo patrimonio superi il miliardo di dollari, anche lasciando un ampio margine di errore. Sono giunto a questa conclusione intervistando una serie di dirigenti e agenti nel settore dell’editoria e dell’intrattenimento, alcuni dei quali avevano preso parte alle trattative con i rappresentanti della Rowling venendo a conoscenza delle condizioni da lei proposte. Naturalmente queste persone non vogliono esporsi, perché sperano di continuare a fare affari con lei. “È una specie di vacca sacra”, ha affermato un dirigente.

Partiamo dalle cose più ovvie: sette numeri di Harry Potter che hanno guadagnato circa 450 milioni di copie, per un profitto approssimativo di $7,7 miliardi. Considerato un 15% di royalty, la scrittrice dovrebbe aver guadagnato $1,15 miliardi e i libri continuano a vendere anno dopo anno.

È probabile che la Rowling sia riuscita a concludere affari migliori per i libri successivi, come i gialli per adulti pubblicati con lo pseudonimo di Robert Galbraith, editi da Little Brown, senza contare i vari spin-off di Harry Potter, e tutto questo deve aver contribuito a racimolare altri $50 milioni.

L’accordo fra la Rowling e la Warner Bros è strettamente segreto, ma pare che la donna abbia venduto i diritti dei primi quattro film per appena $2 milioni. Tuttavia, quasi tutti gli accordi prevedono un’alta percentuale di profitto netto. I primi quattro film hanno incassato $3,5 miliardi e secondo una stima avrebbero generato un profitto di $2,5 miliardi. Se la partecipazione al profitto netto della scrittrice ammontasse al 10% il guadagno arriverebbe quindi a $250 milioni.

I quattro film successivi sono stati molto più redditizi, infatti hanno incassato più di $4 miliardi. Si può dire che a quel punto la Rowling fosse uno di quei rari talenti che potevano concordare una percentuale sull’incasso dei loro film. Al 10% sarebbero altri $400 milioni.

Quasi sicuramente, secondo le persone con cui ho parlato, ha ottenuto un accordo di questo tipo per la serie “Animali fantastici”. Anche se il primo film facesse solo $500 milioni di incassi, meno della metà dei film di Harry Potter, al suo patrimonio si aggiungerebbero altri $50 milioni, per un totale di $700 milioni.

Cinema, parchi a tema e tv

La Warner e la NBCUniversal hanno negoziato in gran segreto gli accordi per la nuova area tematica, ma la Rowling è una delle poche persone che fanno anche da “consulente” prendendo una percentuale (Steven Spielberg è l’unico altro esempio noto, essendosi accordato con la Universal Studios per il 2% sulle vendite dei biglietti). In una sola volta, la Rowling ha incassato fra i $60 milioni e gli $80 milioni in diritti d’autore, a cui si aggiungono quelli annuali. Come Spielberg, inoltre, anche lei prende una percentuale sulle vendite lorde di merchandising, cibo e bevande.

La NBCUniversal non rivela i profitti di Wizarding World, ma l’affluenza è più che raddoppiata dall’apertura della prima attrazione di Harry Potter nel 2010. L’anno scorso la società madre della NBCUniversal, la Comcast, ha dichiarato che i profitti complessivi dei parchi tematici avevano fatto un salto di oltre il 60%, arrivando a $1,4 miliardi.

Se la metà di questi arrivasse da Wizarding World e se la Rowling se ne prendesse il 2%, l’anno scorso avrebbe guadagnato $14 milioni. Si può stimare che dal 2010, quando è stata aperta la prima attrazione, abbia ricavato almeno $30 milioni dalla vendita dei biglietti, che porterebbero il suo guadagno complessivo sul parco tematico a circa $100 milioni.

Quest’estate la NBCUniversal ha comprato anche i diritti televisivi esclusivi degli otto film di Harry Potter, firmando un contratto da circa $250 milioni. È probabile che la Rowling riceva un’ampia fetta di questi soldi, almeno $125 milioni, in alternativa a un contratto con la Disney che le sarebbe potuto fruttare comunque più di $50 milioni.

Di conseguenza, la stima dei suoi profitti totali, fra libri, film, parchi tematici e televisione, supera i $2,2 miliardi. Presupponendo che paghi le tasse britanniche ricadendo nella fascia più alta, al 45%, le rimarrebbero $1,2 miliardi.

Il nuovo Harry Potter

Le entrate della Rowling non finiscono qui. Il dramma “Harry potter e la maledizione dell’erede” non è stato scritto da lei, ma di sicuro la scrittrice ne ha rivendicato i diritti e partecipa al suo profitto. Questi spettacoli di grande richiamo a lungo termine possono generare entrate enormi, ad esempio è stato stimato che il compositore Andrew Lloyd Webber abbia un patrimonio netto di $1,2 miliardi.

La scrittrice detiene i diritti di tutti i prodotti a marchio Harry Potter, anche degli eBook, in vendita sul suo sito Pottermore, che fin’ora è rimasto in perdita, ma che dovrebbe fare il suo primo profitto nel 2017.

Inoltre trae certamente guadagno dagli investimenti e dalle plusvalenze non realizzate, vista la sua rapida ascesa sul mercato azionario. Un ritorno medio dell’8% sugli investimenti, che ammontano a $1 miliardo, genererebbe $80 milioni all’anno, che vengono poi capitalizzati. È vero, la Rowling si è prodigata in generose opere di beneficenza (Forbes ha stimato un totale di $160 milioni nel 2012, quando l’ha tolta dalla classifica), ma niente lascia pensare che queste abbiano controbilanciato il suo profitto sugli investimenti, né che abbiano ridimensionato in modo significativo il suo capitale netto.

Qualunque sia la mole del suo patrimonio, è indubbio che la Rowling è incredibilmente ricca. In questo periodo postelettorale, poi, l’essersi fatta da sola sembra un pregio generalmente apprezzato. “Di certo non capita a tutti, ma è la prova che il talento e il duro lavoro possono dare ottimi risultati”, dice il Professor Kaplan. “È come nei suoi libri, il bene trionfa sul male”.

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