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Fca ai cinesi? Spacchettarla sarebbe una follia

15 agosto 2017
Secondo il segretario generale della Fim-Cisl, Marco Bentivogli, cedere gran parte di Fiat Chrysler per mantenere Alfa Romeo e Maserati "sarebbe industrialmente una follia" che "non solo non sta in piedi ma che avrebbe pesanti ricadute su molti stabilimenti italiani": c'è da augurarsi che il vertice di Fca la rifiuti nettamente, ma che ne pensa la politica italiana?
"Non abbiamo elementi di verifica delle notizie relative all'interesse del gruppo cinese Great Wall Motor per FCA emerse ieri da Automotive News. Auspichiamo che se tale ipotesi prevedesse peraltro uno spacchettamento del Gruppo, venga sonoramente rigettata dal vertice del Gruppo". A lanciare il monito sulle insistenti voci di un'operazione che vedrebbe il gruppo Fca finire in mano cinese, voci che nella seduta di lunedì hanno portato il titolo del Lingotto a guadagnare più dell'8% a Piazza Affari, è il sindacalista Marco Bentivogli, Segretario generale Fim Cisl, la federazione dei metalmeccanici della Cisl. Ecco il suo intervento:

"Un conto è consolidarsi a livello mondiale in alleanza con player con grande capacità finanziaria e industriale, altro è cedere gran parte del gruppo per mantenere Alfa Romeo e Maserati. Questa seconda ipotesi sarebbe industrialmente una follia che non solo non sta in piedi, ma avrebbe pesanti ricadute su molti stabilimenti italiani. Un conto è semplificare la produzione delle piccole letture a bassa marginalità, altro è spacchettare un gruppo che ha invece bisogno di crescere e su cui attendiamo piena occupazione per il prossimo anno.

Nelle prossime settimane sarà utile fare il punto con il vertice del gruppo sul percorso per garantire tali obiettivi e sulle strategie internazionali. Il governo cinese spinge le sue imprese allo shopping internazionale. Sarebbe utile capire, accanto al polemificio quotidiano, mentre tutto si muove rapidamente, che profilo strategico ha la politica italiana su queste partite fondamentali per il nostro futuro".
44 anni, nato a Conegliano Veneto (TV), è stato eletto Segretario Generale della Fim Cisl il 13 novembre 2014. Sposato con Silvia, ha una figlia, Emma, di 6 anni. Entra in Fim Cisl nel 1994, dopo anni di lavori precari e studi economici. All’età di 24 anni, tra il 1994 e il 1997, nella Fim Cisl fonda il Network Giovani metalmeccanici (NGM), con l’idea che il sindacato debba ritornare ad essere “un luogo pubblico delle migliori aspirazioni dei giovani”, sostenendo l’idea che i giovani attivisti devono essere rappresentanti e “intercettori di persone ed esigenze” nei luoghi di lavoro. E’ tra i primi a portare l’iniziativa sindacale sulla rete lanciando Ngm anche su internet, già nel 1997. In quegli anni, con i giovani della Fim, ottiene la riapertura della scuola quadri di formazione sindacale, presso il Romitorio di Amelia(TR). Nel periodo tra il 1998 e il 2001 fa esperienza alla Bolognina (Bologna) seguendo le aziende del settore; diventa poi Segretario Provinciale. Nel 2001 si sposta ad Ancona, sempre come Segretario Provinciale, e si occupa delle principali aziende meccaniche della zona, tra cui Fincantieri, Fiat-CNH e Caterpillar. Nel 2008 l'approdo alla Segreteria Nazionale , dove si dedica da subito a Democrazia industriale e partecipazione promuovendo il Protocollo di Relazioni Industriali di Finmeccanica e la proposta Fim Cisl sulla partecipazione dei lavoratori alla gestione strategica d'impresa, presentata il 23 ottobre 2013 al Cnel. Ha seguito il settore della siderurgia e dell'alluminio e si è occupato delle vertenze più difficili di questi anni (Alcoa, Lucchini, Ilva, AST, Indesit Whirlpool ) provocate dalla crisi, criticando la classe dirigente per la sua incapacità di affrontare il tema delle politiche industriali. Autore di numerosi articoli e libri, è stato il primo sindacalista in Italia ad affrontare il tema dei cambiamenti nell'industria con l'avvento dell'Internet of Things, di cui parla in #Sindacatofuturo in Industry4.0 (edizioni Adapt Press,) Nel libro “Le Persone e la Fabbrica” (edizioni Guerini NEXT), la più grande ricerca sugli operai Fiat Chryler degli ultimi anni in Italia, realizzata dalla Fim Cisl in collaborazione con il Politecnico di Milano e di Torino, rivendica il ruolo e i risultati degli accordi siglati dalla Fim Cisl nel gruppo Fiat (oggi FCA). E' un convinto sostenitore della necessità di voltare pagina nel sindacato. Questa la sua vision: “Serve un sindacato 2.0 che metta insieme i valori migliori e la tecnologia e soprattutto il rilancio della formazione quadri a tutti i livelli. Internazionalizzare, sburocratizzare, ringiovanire il sindacato”. Allergico alle ritualità e al sindacalese, rigoroso su trasparenza e gestione organizzativa, ritiene che in un’economia globalizzata l'azione sindacale, per avere successo, debba acquisire necessariamente un respiro internazionale. "Il sindacato - ripete sempre - o sarà internazionale o non sarà"