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Fincantieri, l'incertezza sui futuri governi italiani gioca a favore di Macron

31 luglio 2017
Poichè l'affare dei cantieri navali francesi ha rilevanza strategica di lungo periodo, non sorprende che il presidente Macron chieda una pausa di riflessione per capire chi governerà in Italia, considerando i rilevanti poteri del Tesoro sulla Fincantieri - Com'è successo per la Tav con grande gioia dei grillini
È difficile se non impossibile ritenere che sul tavolo di Macron non figuri un dossier che racconti come sia nata e chi governi Fincantieri che vorrebbe acquistare il controllo dei cantieri navali francesi di cui tanto si discute.

Il sito web del MEF documenta che Il 9 novembre 2012 la CDP Cassa Depositi e prestiti-Spa  ha acquisito (al pari della defunta IRI) l’intero capitale sociale di Fintecna dal MEF; che allo stato attuale la principale partecipazione di Fintecna è rappresentata dalla quota di controllo nel capitale di Fincantieri S.p.A., pari al 71,64%; che la CDP è a sua volta controllata (ancorché non quotata sul mercato)  dal MEF; ; che il Consiglio di amministrazione della  CDP, è responsabile della gestione della società e della definizione delle strategie del gruppo, direttamente) dalla Divisione generale del Tesoro. Questa, per legge, svolge l’attività di monitoraggio e gestione delle partecipazioni azionarie detenute dal Ministero, l’esercizio dei diritti dell’azionista nelle società anche quotate in mercati regolamentati e, in particolare, per quanto attiene alle procedure di nomina dei componenti degli organi sociali delle società direttamente o indirettamente controllate dal Ministero dell'Economia e delle Finanze.

È facile concludere che Macron, in una ottica di medio periodo come richiede l’affaire dei cantieri navali francesi la cui rilevanza strategica di lungo periodo è indiscussa, più che in omaggio a Colbert o al Re Sole, stia osservando con giustificata preoccupazione coloro che potrebbero essere il Ministro del Tesoro del prossimo governo, e coloro che potrebbero essere il nuovo direttore generale del Tesoro dotato dei pregnanti poteri che la legge gli assegna; senza trascurare, al pari delle altre cancellerie europee, l’atteggiamento probabile nei confronti dell’Unione Europea dei possibili prossimi governi.

Come dargli torto se Macron avanza proposte che impongono una pausa di riflessione sul governo dei cantieri navali francesi in questo momento della caotica politica italiana, della incertezza sulla legge elettorale e, su chi governerà il paese tra non molti mesi? Per altro Macron aveva già chiesto un periodo di riflessione (un anno per vedere chi vince alle elezioni?) per la ferrovia che da Lione attraversa la val di Susa, forse anche preoccupato per la capacità italiana di gestire complesse reti di trasporto (vedi il caso di Roma che certo non gli è sfuggito). Annuncio di riflessione che per l’appunto è stato gioiosamente salutato dai No Tav e dal sindaco di Torino, ben felici che il progettato passante ferroviario transiti a nord delle Alpi. Per non trascurare la dichiarazione di guerra alla Francia minacciata da un potenziale primo ministro pentastellato sul caso migranti rifiutati alla frontiera francese.

Se il suo ruolo non lo impedisse, Macron, con l’esprit de finesse tipico dei francesi, ci direbbe: c’est la politique d’abord mon petit, pas Colbert !
Filippo Cavazzuti (1942) è professore di Economia e regolazione dei mercati finanziari all’Università di Bologna, È stato anche senatore della Repubblica, sottosegretario al Tesoro (sotto il ministro Ciampi), commissario Consob. Per alcuni anni, come presidente del Consorzio Patti Chiari (2009-2013), si è dedicato all’introduzione dell’educazione finanziaria nelle scuole italiane nell’ambito delle discipline tecniche e umanistiche. Recentemente ha pubblicato: La privatizzazione dell’IRI tra Governo, Parlamento e dintorni, nel IV volume dell’opera a cura di Roberto Artoni, La storia dell’IRI; in Moneta e Credito Bricolage nei quaranta anni della Consob e Luigi Spaventa in Consob. In corso di pubblicazione, Un racconto di economia politica sul protezionismo italiano, in Collana storica della Banca d’Italia, Marsilio editore.